Nuoto_per_bambini

Nuoto per bambini, i consigli per scegliere la piscina alla quale affidarsi.

Ecco i fattori importanti di cui tener conto.

Mese di ottobre, mese di scelte. I genitori, in concomitanza con l’inizio delle scuole, si pongono una domanda importante, ovvero dove portare i propri bimbi a fare sport e quale fargli intraprendere. Molti puntano sul nuoto perché è tra gli sport più completi e consigliati dai medici in quanto aiuta molto lo sviluppo, fisico e mentale, ma a quale piscina affidarsi? A volte ci si imbatte in impianti natatori fatiscenti, senza nessun rispetto di norme igienico-sanitarie e messi in piedi purchè si faccia business, dove certamente non si insegna il nuoto per quello che è. Non è un caso forse se da alcuni studi è emerso che gli italiani non sanno nuotare! Sembra strano, ma bisogna prendere atto di questa triste realtà: il 40% degli italiani non sa nuotare e questo nonostante in Italia l’acqua non manchi visto che vantiamo di ben ottomila chilometri di costa, senza contare laghi e fiumi.

Solo tre su dieci, che rappresentano il 32% degli italiani, sanno destreggiarsi in acqua e respirare correttamente; della restante parte, il 68% non sa tenere gli occhi aperti, ne al mare, ne in piscina e di questi, il 59% fatica anche a stare a galla in acqua profonda. Un altro dato sorprendente è che ogni anno aumentano le vittime di annegamento che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è tra le prime cause di mortalità accidentali. Infatti ogni anno nel mondo oltre tre milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua e rischiano l’annegamento, anche nelle mini piscine di casa, la cui vendita negli ultimi anni è schizzata alle stelle ed è in continuo aumento.

Sulla base di questi dati, viene di conseguenza ricercare e valutare bene dove è opportuno far seguire un valido corso di nuoto ai propri bambini, guardando tutto anche con gli occhi dei bambini affinchè facciano nuoto nel modo giusto.
Spesso ci si imbatte in casi di abbandono precoce dell’attività ludico natatoria e questo dipende da diversi fattori. A volte ci sono casi di bambini fin troppo automi, ossia robot che non hanno modo di esprimersi per quello che vogliono davvero, costretti talvolta ad un input più imposto che deciso insieme ai genitori, senza possibilità di esprimersi liberamente, bruciando così le tappe fondamentali della fanciullezza.
scegliere_la_piscina_per_bambiniAltre volte invece la causa va ricercata nel modo in cui viene insegnato il nuoto. Cosa piacerebbe fare ai bambini ad un corso di nuoto? Cosa realmente fanno? Chi trovano come interlocutore di fronte a loro? Come insegna e cosa riesce a trasmettere l’istruttore?
Nell’insegnamento si da e si riceve e quando non viene fatto con amore e professionalità, i bambini lo percepiscono immediatamente, con il rischio dell’abbandono precoce.
Ogni bambino ha i suoi tempi di apprendimento e se non si riesce a centellinare correttamente la fase di avviamento e la fase di apprendimento del nuovo gesto motorio, si rischia di portarli ad abbandonare l’attività.
Essendo la scuola nuoto, insieme all’ambiente scolastico, il momento in cui avviene la socializzazione, bisogna avere delle competenze non solo come istruttore o allenatore di nuoto, ma anche di educatore, intesa come aiuto e sostegno per la miglior crescita globale del bambino come persona.
L’amante del nuoto non nasce da imposizioni da parte dei genitori o istruttori, ma più semplicemente per predisposizione spontanea. Spesso l’esempio di alcuni bambini è ricercato nei fratelli e sorelle o cugini che magari fanno già nuoto e riescono bene in questo sport.
A questi propositi, la domanda è: a quale scuola nuoto affidarsi? Teniamo sempre presente alcuni importanti fattori:

  • l’ambiente circostante deve essere accogliente, sicuro e che mette a proprio agio, cominciando dall’accoglienza in segreteria, fino a quella in piscina;
  • gli ambienti esterni alla vasca devono essere privi di pericoli, come ad esempio spigoli vivi o punti dove si può accumulare acqua con l’eventuale rischio di scivolamento;
  • l’area di insegnamento deve essere attrezzata a misura di bambini;
  • per legge, deve essere sempre presente un assistente bagnante, dall’apertura fino alla chiusura dell’impianto, anche se non sempre e così;
  • devono essere presenti un responsabile vasca, un mediatore competente e in grado di gestire i turni in base ai livelli di apprendimento dei bambini, istruttori formati professionalmente e non improvvisati e figure responsabili in grado di risolvere le varie problematiche che potrebbero sorgere tra istruttori ed utenti;
  • l’ambiente deve rispettare le norme igienico sanitarie, con un Regolamento da far rispettare agli utenti.  Compito fondamentale dei genitori, ma anche dell’insegnante, è quello di usare il gioco per far prevenire le infezioni che possono incorrere in piscina, come i funghi, insegnando al bambino ad usare delle ciabattine quando si fa la doccia prima di entrare in acqua e dopo il bagno, oltre ad avere cura di asciugarlo bene sotto i piedi, nei palmi delle mani ed in corrispondenza di gomiti e ginocchia, evitando così il rischio di contagio.

È importante inoltre che lo staff volto al nuoto per i più piccoli, sia composto prevalentemente da Educatori, ma ci sono altri fattori importanti di cui tener conto. La temperatura dell’acqua, l’ambiente e la professionalità del personale.
Lavorare con una temperatura bassa potrebbe irrigidire il bambino e lasciare solo un brutto ricordo in merito alla lezione di nuoto. Quando si parla di piscine dedicate esclusivamente ai bambini sotto i 3 anni ed i neonati, la temperatura dell’acqua non dovrà essere inferiore a 32° C e quella dell’ambiente dovrà oscillare tra 29 e 31° C (normalmente la temepratura dell’acqua delle piscine per attività agonistica è compresa tra i 26 e 28° C).
L’altro fattore importantissimo di cui sopra parlavamo, riguarda l’ambiente piscina. È consigliabile scegliere un impianto di dimensione ridotte, con caratteristiche vicine all’ambiente in cui il bambino è abituato a vivere.
Per quanto riguarda l’aspetto professionalità, è bene notare che non sempre un grande campione è anche un grande insegnante e spesso è uno specchio per le allodole utilizzato in alcune scuole nuoto, quindi verificare sempre prima di affidarsi. È bene svolgere almeno due lezioni di prova prima di decidere a quale scuola nuoto affidarsi, ricordando sempre che il nuoto aiuta la fase di crescita ed in questo gli insegnanti devono essere bravi anche a rendere i bambini autonomi, nel cambiarsi, lavarsi ed asciugarsi, esponendo il tutto a livello di gioco.

Ambientamento_in_acqua_per_bambiniPer quanto riguarda l’ambientamento per i neonati invece, il contatto con l’acqua rappresenta una straordinaria esperienza di gioco e libertà. Inoltre nell’acqua sperimentano le loro abilità motorie che saranno poi la base per camminare e correre, da fare con il genitore più “acquatico”. La foto a destra (di Andrea Buonocore) nella quale si ritrae il giovanissimo nipote di Riccardo Siniscalco, Direttore Tecnico ed Allenatore della società Fritz Dennerlein di Ercolano (NA) ed Allenatore di Massimiliano Rosolino dei tempi d’oro, è molto rappresentativa.
Per loro, è bene accertarsi che si abbia l’esclusività di utilizzo della vasca che deve essere destinata a gruppi di prima infanzia con le dovute attrezzature.

Generalmente alcuni genitori sono convinti che una scuola nuoto valga l’altra, mentre invece non è così. È necessario soffermarsi su determinati fattori e dettagli, fondamentali per la miglior crescita psicofisica e migliore formazione dei proprio bambini.

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Valeria Corbino

Valeria Corbino
Docente di Scienze Motorie e Sportive - Terapista della riabilitazione e psicomotoria in acqua – Preparatore atletico – Specializzata in Posturologia clinica applicata al corpo umano – Chinesiologia dell’età evolutiva.

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