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Come tenere sotto controllo l’asma e le allergie per praticare sport.

Il nuoto al primo posto tra gli sport più indicati per i bambini asmatici.

Sapevate che la nostra Federica Pellegrini è un valido esempio di atleta asmatico? E la percentuale di asmatici tra i nuotatori è la più alta che in altri sport? Basti pensare ai numerosi nuotatori vincitori di medaglie olimpiche come Tom Dolan, Nancy Hoghshead, Kurt Grote, Amy van Dayken e Mark Spitz, tutti atleti asmatici e testimonial che “l’asma si vince e con l’asma si vince”. In studi condotti presso il CNR nell’ambito di un’indagine internazionale pediatrica e in una campagna di prevenzione delle allergopatie, il 6% dei bambini tra i 6 e gli 8 anni è asmatico e circa il 25% ha presentato una manifestazione allergica nell’arco della sua vita. Inoltre di anno in anno la percentuale di allergici ha portato la percentuale di forme asmatiche a raddoppiarsi nella popolazione pediatrica, in soli cinque anni.

La causa principale dell’aumento vertiginoso di allergie e asma, tale da far coniare il termine di “Epidemia del Terzo Millennio”, è proprio il cambiamento della stile di vita che se da un lato ha fortemente ridotto la patologia infettiva, dall’altro predispone alle malattie allergiche in relazione al maggior tempo che si passa in ambienti chiusi con una crescente esposizione ad allergeni domestici, alle mutate abitudini alimentari e alla ridotta attività fisica, con frequente soprappeso.

Basti pensare che da uno studio condotto presso il CNR nell’ambito di un’indagine internazionale pediatrica (ISAAC, International Survey on Allergy and Asthma in Children), su un’ampia popolazione scolastica, l’83% dei ragazzi passava oltre 4 ore al giorno davanti al computer e alla televisione mentre solo il 35% praticava un’attività sportiva regolare.
L’Asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata da un’aumentata reattività dell’albero tracheo-bronchiale a stimoli di vario genere, come ad esempio polline, polvere, infezioni virali, freddo, esercizio fisico, stress emotivo, farmaci, cibi e additivi, fumo di tabacco, ecc. Per la maggior parte dei soggetti asmatici, l’attività fisica può costituire un importante fattore scatenante le riacutizzazioni asmatiche. asma-allergicaAnche lo stress emotivo può essere un fattore scatenante attacchi asmatici, perché può provocare iperventilazione. Svolge un ruolo fondamentale il luogo dove si pratica l’attività sportiva e il più delle volte, l’attacco di asma da sforzo è notevolmente ridotto se l’attività viene praticata in ambiente umido piuttosto che secco. Questo spiega perché il nuotare in piscina in un ambiente caldo umido è ben tollerato dai soggetti affetti da asma ed infatti in queste circostanze la bronco costrizione è azzerata del tutto.

L’asma si manifesta con episodi recidivanti di broncospasmo, dispnea, sibili, tosse, senso di costrizione toracica. Questi sintomi rappresentano la cosiddetta “Crisi asmatica”. L’asma è pertanto una malattia episodica le cui fasi acute possono intervallarsi a periodi di benessere (assenza di sintomi). I meccanismi dell’ostruzione delle vie aeree indotti dall’esercizio fisico sono principalmente legati al raffreddamento e riscaldamento delle vie aeree o alle alterazioni fisico-chimiche del fluido che riveste la superficie interna dei bronchi. Nei bambini e nei giovani adulti l’attività fisica e l’iperventilazione sono tra i più comuni fattori scatenanti le riacutizzazioni asmatiche di breve durata.
Alle volte per il troppo voler bene dei genitori nei confronti dei figli, l’iperprotezione purtroppo in una malattia cronica e frequente come l’asma, tendono a limitare con molta facilità l’attività motoria per cercare di ridurre il rischio di attacchi di asma. Un’adeguata attività fisica con i dovuti accorgimenti rappresenta invece uno dei migliori strumenti di prevenzione anche per l’asma e per le allergie.
Richiedere quindi “l’esenzione dall’educazione fisica” per i bambini allergici e asmatici, come spesso avviene, non è una contromisura adeguata. Contrariamente è invece consigliato di raccomandarla con le adeguate misure di controllo medico.
E alla fatidica domanda che il genitore pone al pediatra “quale sport può praticare mio figlio con asma”, la risposta del pediatra è quella di consigliare vivamente il nuoto per i suoi benefici. L’asma bronchiale è stata classificato recentemente da un punto di vista clinico in asma lieve intermittente, lieve persistente, moderato persistente, grave persistente. Possiamo affermare che per i bambini con asma lieve intermittente e lieve persistente, l’attività fisica è consentita; per l’asma moderato persistente la pratica sportiva è controindicata, quindi è bene valutare ogni singolo caso; per fortuna la maggior parte dei bambini si ferma ai primi due stadi. È vero che l’esercizio fisico, o meglio l’aumento del numero degli atti respiratori che si accompagna all’esercizio ma che si verifica anche quando si ride ad esempio, può causare un’ostruzione dei bronchi in soggetti predisposti, soprattutto se l’esercizio fisico si svolge al freddo o in presenza degli allergeni o di inquinanti a cui il soggetto è allergico, come nel traffico veicolare, ma ciò si verifica solo se la reattività dei bronchi del soggetto è anormale, perché non adeguatamente riconosciuta o curata.

Lo slogan della Giornata Mondiale dell’Asma cita “Puoi tenere l’asma sotto controllo”.

come-scegliere-una-piscina-per-bambiniPer far si che l’asma possa essere controllata, è bene eseguire un adeguato riscaldamento e una lenta fase defatigante (il cosiddetto “warm-up” e “cool-down”) prima e dopo l’attività fisica ed evitare sforzi a temperature basse, in mezzo al traffico, in palestra per chi è allergico alle polveri o all’aperto durante la stagione di pollinazione per chi è allergico ai pollini.
Nel caso in cui l’attacco asmatico dovesse comparire, si possono assumere farmaci, se necessari a mantenere la patologia sotto controllo. Ovviamente esistono alcune precauzioni: gli antistaminici, soprattutto quelli di prima generazione, possono causare, come è noto, diminuzione della vigilanza e per i broncodilatatori e i cortisonici topici è richiesto un certificato per giustificarne l’effettiva necessità. Esistono tuttavia dei farmaci antiallergici e antiasmatici non sottoposti a nessuna limitazione, nemmeno dalla World Anti-Doping Agency (WADA), come ad esempio gli antileucotrienici.
Anche i “vaccini anti-allergici” possono essere particolarmente utili per ridurre la condizione di allergia, purché non assunti, come del resto i pasti, poco prima dell’attività fisica.

Decalogo per gli sportivi allergici:

- L’attività fisica è un efficace strumento di prevenzione e spesso la migliore medicina

- La valutazione dell’idoneità all’attività fisica deve comprendere una diagnosi accurata per l’allergia e per l’asma

- I soggetti allergici e asmatici possono praticare pressoché tutti gli sport, purchè:

 ° si evitino ambienti nei quali sono presenti gli allergeni ai quali si è sensibili

 ° si eviti di praticare attività sportiva in ambienti ad elevata concentrazione di inquinanti

 ° si evitino sforzi eccessivi a basse temperature

 ° non si pratichi l’attività fisica in vicinanza dei pasti e dell’assunzione di vaccini

 ° si faccia un adeguato riscaldamento e un’adeguata fase defaticante

- Si tengano presenti gli effetti dei farmaci assunti in relazione al tipo di sport praticato e alla normativa antidoping per gli atleti competitivi

- Si tenga sempre sotto controllo l’allergia e l’asma con farmaci adeguati

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Valeria Corbino

Valeria Corbino
Docente di Scienze Motorie e Sportive - Terapista della riabilitazione e psicomotoria in acqua – Preparatore atletico – Specializzata in Posturologia clinica applicata al corpo umano – Chinesiologia dell’età evolutiva.

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