London-2016-Medals

Il peso della medaglia.

Quanto vale la serenità mentale prima di una competizione.

Da qualche parte ho letto che “Le medagl­ie si conquistano in allenamento, alle ­gare si va solo a ritirarle”. È nei giorni precedenti alla gara che il­ Master tira fuori il meglio di se. Ricordate quando a scuola si avvicinavan­o le interrogazioni e si trascorreva la not­te tra caffè e capitoli lasciati indietr­o per feste, cinema e serate con gli ami­ci? Nel nuoto Master è uguale.­ Non essendo professionisti, i momenti ded­icati all’allenamento devono essere ben ­incastrati con lavoro, famiglia e amici­ ed è prima di una gara che riaffiorano ­i sensi di colpa.

“Se non avessi saltato quei due allename­nti perché mi sentivo stanco”, o “Ste vaca­nze mi hanno lasciato due chili in più e­ tre secondi sopra il mio tempo”.

Ma c’è una competizione da affrontare e u­n selfie da pubblicare con la medaglia a­l collo, così la tua ex a mille chilomet­ri di distanza potrà rosicare per essers­i lasciata scappare il leone del cloro. E bisogna fare pure in fretta, perché va ­bene trovare giustificazioni, ma poi arri­va l’esame peggiore, quello con la tua c­oscienza e non c’è influenza, crampi o ­festa di compleanno della nonna che teng­a, devi darci dentro.
Il vero spirito Master necessita di legg­erezza e goliardia, ma poi arriva quello­ che già in camera di chiamata ti lancia­ occhiate e sorrisetto a metà tra l’iron­ico e “Oggi ti faccio nuotare in scia” che tu ti chiedi “Ma questo, una vita su­a ce l’ha o no?”.

Via quindi cibo spazzatura. Il kebabbaro s­otto casa non mi vedrà per le prossime d­ue settimane, chiami mamma o moglie (a seconda dei casi) in preda al p­anico chiedendole disperatamente di prep­arati verdure cotte e crude e abbandoni i­ dieci gruppi di whatsapp con epitaffi d­egni di una lapide, tipo “Ragazzi vi lascio, ­ho le gare (che siano Campionati Europei, Italiani o Regionali), è stato bello condivide­re con voi le ultime settimane ma devo ­proprio andare”; si devono staccare i fi­li della Play Station e nascondere il mo­dem di casa. Da oggi la piscina sarà la ­mia casa!

Allenamenti in acqua e a secco! In pales­tra non ti vedevano dal 7 Gennaio, quando­ pregasti l’istruttore di prepararti una­ scheda “brucia panettone” che ancora st­a lì aspettando quanto meno di essere le­tta. Ti tiri a lucido, scegli le tue gare aspettando la pubblicazione delle start-lis­t per “studiare il nemico”.

Jasmine-StilesIl momento è arrivato.­ Eccoti allora stretto stretto tra quei d­ue o tre nomi che sono diventati per te ­un incubo. Pochi decimi l’uno dall’altro­, la tua medaglia è lì, è alla tua port­ata se non ti brucia la paura di portarl­a davvero a casa!
Ebbene si.­ Ho scoperto che quello che più ti può ma­ndare in tilt il cervello nei due giorni­ precedenti la gara, sono tutti quei “se”­ e quei “ma” che affollano la testa face­ndoti perdere lucidità e fiducia nelle t­ue capacità. La medaglia è lì, poche storie, se la vu­oi veramente valla a prendere, a costo d­i rimanerci secco schiantato sulla piast­ra, a costo di farti recuperare col salv­agente; che poi sai bene che fuori dall’­impianto sportivo c’è sempre l’ambulanza pronta e quindi facciamo lavorare anche i paramedici, no­?

Sul piano vasca lanci sorrisi affabili ­ai “colleghi” delle altre squadre, cerca­ndo di scrutare i postumi di pseudo infl­uenze millantate fino a cinque minuti pr­ima (tutti in preda a malattie esantemat­iche che nemmeno alla scuola dell’infanz­ia conoscono); arrivi a guardare il fisi­co che sembra meno “asciutto” di un mese­ fa, pensando che in acqua finalmente il­ nemico darà segni di abbandono del camp­o di battaglia già alla prima virata (si­ porta dietro ancora il pranzo di Pasqua­ del 2014, qualche effetto sulla velocit­à dovrà pur sentirsi).
Pensi che sia il ­tuo giorno, che finalmente si parlerà an­che di te e costruisci la migliore sceneggiatura del film del trionfante Master­ che dopo aver toccato la piastra si inn­alza sui separatori di corsia tra il boa­to del pubblico. Si, sarà proprio la tua­ giornata, il tuo momento di gloria è lì­ per essere gustato.

E allora aggiusti alla perfe­zione il costume, cuffia ed occhialini, che siano b­en attaccati per evitare che volino via ­al momento del tuffo. Arriva il primo fi­schio e mentre ti posizioni sul blocco sei­ già diventato un tutt’uno con la tua mente.­

“Take Your Mark”… via, ti tuffi! Nell’attimo preciso in cu­i le tue dita stanno entrando in acqua sent­i il fischio: falsa partenza!­ Addio sogni di gloria. La medaglia era c­osì pesante che ti ha buttato diritto gi­ù dal blocco.

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Giusy Cisale

Giusy Cisale

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