sforzo-atletico-nuoto-bite-denti

Come scegliere un Bite per un nuotatore

Utilizzo, conservazione e cura del dispositivo che aiuta a prevenire infortuni e migliorare la performance.

La necessità di riequilibrare il tono muscolare e la postura dell’atleta mediante l’utilizzo di un Bite, implica che la progettazione dello stesso debba essere eseguita dopo aver deprogrammato, ovvero rilassato, la muscolatura masticatoria, ma soprattutto dopo aver analizzato la postura del soggetto attraverso esami specifici quali kinesiografia, esame bardopodometrico, elettromiografia di superificie dei muscoli masticatori ed aver eventualmente applicato anche dei plantari ortopedici. In pratica, bisogna mettere a rapporto il piano occlusale con la postura che l’atleta assumerà quando utilizzerà il Bite, ovvero quella che più si avvicina alla posizione in cui si andrà a compiere il gesto atletico.

A parte tutti i vantaggi per la prevenzione degli infortuni e per il miglioramento della prestazione già descritti nell’articolo precedente – clicca qui per leggerlo – è da dire che i nuotatori hanno esigenze particolari. Innanzitutto il Bite non deve essere perduto dalla bocca durante le fasi di respirazione, per cui deve essere particolarmente ritentivo, ovvero molto aderente ai denti, motivo per cui andrebbe incastrato adeguatamente nell’arcata inferiore, dove il flusso d’aria più difficilmente tenderà a farlo “sputare”.

I materiali scelti, spesso resine termoformabili, sono da selezionare tra quelli di miglior qualità disponibile sul mercato, visto che il contatto prolungato con il cloro può causare una perdita di elasticità e rendere il Bite più fragile e assorbente. Inoltre, il nuotatore avrà bisogno di una placca poco ingombrante, con un minimo spessore, utile a non compromettere la respirazione.

Cosa ancora più importante, per essere veramente efficace, il Bite deve essere personalizzato, perché soltanto in questo modo potrà essere costruito per adattarsi alle esigenze dell’atleta specifico. È sconsigliato pertanto, se non per brevissimi periodi, l’utilizzo dei Bite “universali” distribuiti in farmacia. Chiudere i denti nella posizione sbagliata nel momento della “modellazione” di questi Bite,  potrebbe non solo vanificare l’applicazione del dispositivo stesso, ma renderlo addirittura dannoso per l’utilizzo in allenamento.

Come già esposto nell’articolo precedente – clicca qui per leggerlo – il Bite andrebbe costruito prendendo come riferimento la posizione posturale che l’atleta assumerà durante il gesto atletico. Nel caso del nuotatore, ciò rappresenta una difficoltà aggiuntiva a quelle di base in questo tipo di lavoro odontoiatrico, visto che la posizione che assume durante la nuotata non sono facilmente riproducibili in laboratorio, considerato anche che l’assenza di gravità che si trova in piscina, rende l’ambiente acquatico ancora più complesso e difficile da riprodurre.
Nonostante la difficoltà di calcolo di tutte queste variabili, esse vanno prese in considerazione nella costruzione di un Bite per un nuotatore, insieme alle altre da considerare rappresentate dalla diversità di posture assunte in base al tipo di stile nuotato dall’atleta, che sia lo stile libero, il delfino, il dorso o la rana ed il livello tecnico dell’atleta che dovrà utilizzare il Bite, che sia un amatore o un atlete d’elite che va alla ricerca dell’esasperazione della prestazione.

Come conservare e curare un Bite
bite-denti-sportiviIl Bite necessita della normale cura per qualsiasi cosa venga ripetutamente applicata nel cavo orale: una quotidiana ed attenta igiene con uno spazzolino a setole dure e del sapone neutro, nonché una sporadica disinfezione in acqua e ipoclorito di sodio (amuchina), anche se il prolungato contatto con il cloro dovrebbe renderla superflua per il nuotatore. Inoltre è consigliato di non conservarlo in salamoia nel bicchiere con l’acqua, ma di pulirlo ed asciugarlo bene dopo ogni utilizzo, conservandolo quindi in ambiente asciutto ed in un contenitore dedicato.

In ultima analisi, il Bite è un dispositivo che si prefigge di migliorare la postura e di conseguenza la prestazione, compensando gli sbilanciamenti nella chiusura dei denti. Il Bite però, anche se realizzato nel migliore dei modi, non può compensare le gravi malocclusioni che vanno ad alterare pesantemente ed inesorabilmente la postura, per le quali la soluzione ideale resta indiscutibilmente un’attenta e completa terapia ortodontica.

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Articolo realizzato con la collaborazione del Dott. Ugo Nicodemo, PhD
Odontoiatra – Dottore di ricerca in tecnologie biomediche applicate alle scienze odontostomatologiche
Invisalign Provider – Svolge la sua attività presso lo Studio Medico Odontoiatrico Nicodemo
Viale Ascione, 59 – Portici (NA)
Contatti:
ugonicodemo@gmail.com – 0817764651 – 3383907454

Swim4Life – All rights reserved

Admin

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>