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Coppettazione, il dottor Marugo spiega leggenda e realtà della pratica cinese usata da Michael Phelps

L’unico vero effetto della pratica di aspirazione del sangue è quello placebo

Talvolta si scopre l’esistenza di certe pratiche solo grazie alla ribalta che vi danno gli interpreti che ne fanno uso, a maggior ragione se questi rispondo al nome di Michael Phelps (Foto Getty Images).  È il caso della Coppettazione, trattamento di cui ne ha mostrato i chiari ed inequivocabili segni il plurimedagliato squalo di Baltimora durante le Olimpiadi di Rio. Sia chiaro, Phelps non è il primo ad affidarsi a questo tipo di terapia per la quale ci sono già passati Natalie Coughlin, Ruta Meylutite e molti altri atleti noti e meno noti del panorama del nuoto mondiale.

Iniziamo col dire che la pratica della Coppettazione, o anche Cupping Therapy, non è accettata dalla medicina, in quanto non è mai stata sottoposta a studi sperimentali che la validassero. Nonostante tutto, è una terapia molto diffusa in Cina e viene adoperata mediante l’utilizzo di più coppette costituite da un vasetto di vetro, ceramica o bambù del diametro di 5 cm circa, preventivamente riscaldate e poi applicate sulla cute in precisi punti o aree al fine di creare un effetto di aspirazione e promuovendo il “richiamo” di  sangue nei tessuti. Una volta applicata, la coppetta può essere lasciata  sulla zona scelta o spostata su aree abbastanza estese previa applicazione di olio di sesamo, di cocco o di oliva.

Le controindicazioni non sono da poco: le macchie circolari rosse che ne hanno dato risalto, altro non sono che veri e propri ematomi, ma oltre a questi, può anche provocare ustioni, contusioni e addirittura infezioni alla pelle come ad esempio follicoliti ed eresipela.

cupping-therapy-michael-phelpsLa leggenda
Si crede che la pratica della Coppettazione (nella foto a destra praticata proprio su Michael Phelps) possa promuovere la guarigione di una vasta gamma di patologie e inoltre incrementare l’afflusso ematico a livello muscolare e alleviare il dolore, ridurre l’edema e riattivare l’energia bloccata in determinati punti del corpo, oltre a contrastare addirittura la formazione di edema peri-lesionale e microlesioni muscolari conseguenti ad allenamenti particolarmente intensi. Tutto questo giustificherebbe un miglioramento delle performances degli atleti.

La realtà dice invece che nulla di tutto ciò che si vuole far credere è verificato, validato e conforme a standard scientifici attendibili, anzi non si può escludere che il tipo di pratica possa essere addirittura dannosa. L’unico studio approfondito in merito, eseguito nel 2012 e pubblicato sulla rivista PLoS ONE, suggerisce che la Coppettazione possa avere semplicemente un effetto placebo. Ben 135 studi fatti sulla Coppettazione tra il 1992 e il 2010 da ricercatori australiani e cinesi, portano inoltre alla conclusione che la terapia possa essere efficace solo se combinata con altri trattamenti come l’agopuntura o l’uso di farmaci nel trattamento di alcune malattie. E allora resta dubbio davvero se in questi casi il beneficio derivi dalle tecniche usate ad integrazione.

Per capire di più del fenomeno Cupping emerso prepotentemente durante i Giochi di Rio, abbiamo coinvolto direttamente da Rio de Janeiro il dottor Lorenzo Marugo, medico della FIN, membro del Centro Studi FIN dal 1986, docente nazionale FIN-SIT di fisiologia, antropometria, alimentazione, pronto soccorso, igiene e lotta al doping dal 1988, membro della Commissione sulla Preparazione Atletica FIN dal 1989, medico responsabile delle squadre di Nuoto Nazionali dal 1994, medico CONI ai Giochi del Mediterraneo a partire dal 1997 e medico CONI alle Olimpiadi a partire dal 1992 ed inoltre è stato membro della Commissione Medica Mondiale ISL dal 2003 al 2008.

dottor-lorenzo-marugoDurante lo svolgimento delle Olimpiadi di Rio, il dottor Marugo ci ha fornito infatti una importante delucidazione sull’argomento del quale si è parlato tantissimo proprio dopo aver visto Michael Phelps “bollato” sulla schiena e sulle spalle durante i Giochi Olimpici, non sempre comunicando i veri effetti accertati della Coppettazione.

Durante le Olimpiadi di Rio abbiamo visto quei cerchi rossi sul corpo di Michael Phelps che hanno incuriosito tanto e hanno fatto parlare tanto dell’argomento. Cos’è esattamente la Coppettazione?
«La coppettazione è una pratica medica cinese tradizionale e consiste nel creare con un relativo sottovuoto, -20% di pressione, un’aspirazione di sangue nel sottocute che produce un’ecchimosi, cioè una piccola emorragia sottocutanea. Il meccanismo è lo stesso del cosiddetto “succhiotto”.»

È stata mai usata in Italia?
«Questa pratica fu di moda anche in Italia, ma una trentina di anni fa. Può essere un’alternativa all’agopuntura, che però io ritengo più efficace e con documentazione scientifica che la supporta.»

michael-phelps-cupping-therapyHa riscontri validi affinchè possa essere ritenuta una pratica valida?
«Fa molta scena, ogni tanto viene utilizzata anche dai nostri fisioterapisti, ma probabilmente fa parte di tutto un bagaglio di pratiche non particolarmente utili e mi riferisco ad esempio a integratori, bagni in acqua fredda, ossigenoterapia inalatoria, massaggi non terapeutici, che supportano psicologicamente l’atleta, lo rilassano, lo distolgono dall’ansia della gara e lo rassicurano.»

Quindi può influire oppure no sul livello di prestazione dell’atleta?
«La prestazione è principalmente legata alle capacità individuali e all’allenamento, poi influenzata dallo stato di salute, dall’alimentazione, dalla qualità del sonno e dall’equilibrio mentale. Tutto il resto sono “gadget”.»

Fonti:

– British Cupping Society: “A Brief Overview of Cupping Therapy,” “Al-Hijamah Cupping Therapy.”
- American Cancer Society: “Cupping.”
- Cao, J. PLoS ONE, February 2012; vol 7: pp 1-14.

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Cristiano D Errico

Cristiano D Errico
Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.

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