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Migliorare assetto corporeo, scivolo e velocità di nuotata con la respirazione diaframmatica!

Il trucco è respirare usando gli addominali bassi gonfiando la pancia

I miglioramenti cronometrici nel nuoto arrivano limando volta per volta tutti gli aspetti relativi alla tecnica di nuotata, resistenza e gestione della distanza, forza, acquaticità, sensibilità e reattività alla partenza e alle virate, ovviamente a valle di una preparazione atletica di base.
Tutto arriva gradualmente e non tutto insieme, anche dopo anni di allenamento e perfezionamento, ragion per cui il nuotatore è uno degli atleti che deve avere più pazienza e attenzione maniacale costante tra tutti.

Fatta questa premessa, uno dei dettagli tecnici che aiuta a migliorare assetto, scivolo e velocità, ottenendo quindi la massima efficienza meccanica e fisiologica dalla nuotata, è la respirazione diaframmatica.
È in pratica una respirazione molto più intensa del solito e che proprio per il modo in cui viene eseguita, coinvolge in maniera significativa sia i polmoni che l’addome contemporaneamente, facendo si che il ventre si gonfi e si sgonfi in maniera evidente al ritmo di inspirazione ed espirazione.

Praticamente, durante la respirazione diaframmatica, la cassa toracica va tirata verso il basso, mentre il bacino va inclinato leggermente in avanti ed è proprio questo assetto che permette di ottenere il meglio sul piano meccanico, ma anche fisiologico della nuotata.

I vantaggi che si possono trarre, equivalgono in una minore resistenza all’acqua, mettendo automaticamente l’atleta nella condizione di avere un miglior assetto del corpo e di conseguenza un migliore scivolo che si tradurrà in una maggiore velocità di nuotata.

tecnica-nuotoCome migliorare la respirazione diaframmatica?
Indubbiamente non è facile eseguire la respirazione diaframmatica durante la nuotata, soprattutto durante ritmi intensi di allenamento. Entrano in gioco le componenti dell’ossigeno che si consuma in quantità più elevate ed anche per questo la cavità toracica tende ad espandersi nel tentativo di mantenere la concentrazione di ossigeno necessaria. Il “trucco” per riuscire ad eseguire una respirazione diaframmatica anche in queste condizioni, è contrarre in maniera corretta i muscoli addominali cosiddetti “bassi”, ovvero quelli del pavimento pelvico.

Come imparare a padroneggiare questa contrazione muscolare?
Esistono alcuni esercizi da eseguire a secco al fine di imparare a contrarre i muscoli addominali bassi durante la nuotata. Uno di questi è la respirazione profonda, durante la quale si prova a convogliare tutto l’ossigeno che si inspira nella pancia, senza compromettere la posizione del torace che deve restare fermo nella sua posizione. Con una mano appoggiata sugli addominali alti e l’altra sugli addominali bassi, si può sentire più facilmente quali muscoli lavorano durante la respirazione. Se si contraggono quelli superiori, dovete concentrarvi a respirare in maniera differente, tendendo a gonfiando di più la pancia senza coinvolgere il torace, in quanto ciò significherebbe che la maggior parte dell’ossigeno inspirato, è stato convogliato nella regione toracica compromettendo la stabilità della regione lombare.

In poche parole, si deve respirare con la pancia! Automaticamente il bacino e la gabbia toracica tenderanno verso il basso e il diaframma farà in modo che l’ossigeno inspirato interesserà la regione lombare anziché quella toracica. Una volta assunta, la stessa tecnica di respirazione dovrà essere impiegata durante la nuotata.

In conclusione, è dunque la contrazione dei muscoli degli addominali bassi che permette al nuotatore di riposizionare il bacino e assumere un assetto ideale durante la nuotata.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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