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Le sventure tipiche dei nuotatori!

Rompere la cuffia o ancor peggio il costume da gara, scivolare sul piano vasca, perdere gli occhialini al tuffo e le altre sventure che solo chi è un nuotatore può capire

Qualche mese fa abbiamo risvegliato i vostri sentimenti più nascosti approfondendo quelle caratteristiche che in ogni latitudine accomunano i nuotatori – clicca qui per leggere l’articolo – Abbiamo in comune specifiche caratteristiche che rendono quasi poetica l’appartenenza a questa specie e ce ne vantiamo con chi non potrà mai capire che siamo fatti sì di acqua, ma rigorosamente edulcorata di cloro. Se però bramate di far parte pienamente nella categoria, ci sono cose che, almeno una volta, un vero nuotatore ha provato sulla sua pelle secca. Altro che profumo di cloro che non va via nemmeno dopo due docce, non sei un vero nuotatore se non ti è successa almeno una volta una delle seguenti sventure:

Rottura della cuffia
La cuffia è elemento essenziale ed imprescindibile di quello che con un eufemismo viene identificato con “abbigliamento tecnico”. Chi ha fatto soltanto brevi comparsate in una piscina, magari ha utilizzato per il “bagnetto” una cuffia in stoffa. Sono stati anche avvistati impavidi novizi con le cuffie delle docce che vengono date in omaggio negli alberghi, ma non si hanno dati in merito alla loro permanenza all’interno delle corsie. La vera cuffia è in silicone. Soltanto gli esperti riescono ad infilarsela da soli, ma per le donne è sempre necessario l’aiuto di un baldo giovanotto che tenga la cuffia ben tesa mentre si cerca di raccogliere i capelli alla “meno peggio”. Per quanta cura possiate avere per questo oggetto, a tutti è capitato almeno una volta di sentire quel rumore di plastica che ti si “spacca” letteralmente tra le mani.

costume-nuoto-rottoStrappo del costume gara
Siamo arrivati al punto di non ritorno. Siamo certi che qualcuno soltanto leggendo stia accusando i primi sintomi di bruciore alla bocca dello stomaco ed una timida lacrima sta per bagnare le vostre guance. Non esiste nel mondo acquatico sventura che possa reggere il confronto. Avete abilmente rinunciato a serate con amici, cinema e alle scarpe in saldo pur di avere l’ultimo ritrovato della tecnica in materia di costume da gara. Avete cosparso il corpo di profumato borotalco fino a raggiungere un colorito da esame autoptico. Avete provato a farlo salire millimetro dopo millimetro, pizzicando dolcemente con le dita il tessuto della parte esterna. Sembrava tutto perfetto, ed invece… Il momento in cui si sente lo strappo viene ricordato come se qualcuno ti stesse strappando i capelli dalla testa. Che avvenga a casa mentre lo si prova, nello spogliatoio della piscina, o peggio ancora, mentre si è piegati sul blocco di partenza pronti per lo “start”, lo strappo del costume da gara rientra d’ufficio tra quegli accadimenti che solo se sei un vero nuotatore puoi vivere e soprattutto comprendere.

La squalifica
Non sei un vero nuotatore se almeno una volta non sei stato raggiunto da un provvedimento di squalifica ed invero il Regolamento ci offre un menu di ampia scelta in merito. Falsa partenza, virata irregolare, arrivo irregolare, cambio anticipato, non importa il perché, il momento in cui dai microfoni dell’impianto sportivo si sente il numero della corsia dove si ha appena gareggiato seguito dal nome della propria squadra, resta indelebile nella mente del nuotatore. Di solito resta indelebile anche il nome ed il cognome del Giudice Arbitro che ha inflitto il provvedimento ed ancora più inciso nei ricordi, la faccia del tuo allenatore.

perdere-occhialini-in-gara-nuotoPerdita degli occhialini al tuffo
Il tuffo non è soltanto il momento iniziale della gara. È un incontro con il destino, il Fato o la Fata Turchina, la fortuna, il Karma e le mattonelle del pavimento della piscina. Dovrebbe essere il momento di massima concentrazione, ma tutti almeno una volta abbiamo pensato in ordine sparso a: sentire il fischio, sistemare il piede avanti, poi il piede dietro, poi le mani in giù, una Macarena acquatica praticamente!
La mente pensa alla gara, alla gestione della stessa, agli avversari, alla lasagna di nonna che ti aspetta a casa e quando tutto sembra perfetto, ti butti in acqua e l’idillio si spezza nell’attimo in cui i tuoi occhialini a causa dell’impatto iniziano a vagare per il tuo viso, attaccandosi al naso, alla fronte, o peggio forse, alla bocca.

Scivolare sul piano vasca
L’ingresso del nuotatore sul bordo vasca in allenamento o in occasione di una gara è pari soltanto alla falcata di Leonardo di Caprio sul tappeto rosso in occasione della Notte degli Oscar.
Fotocamere degli smartphone in modalità “bellezza” ad immortale tanto sforzo di Madre Natura per creare un simile connubio di forza e bellezza. Ma le distrazioni sono in agguato, l’acqua perennemente presente sul bordo vasca pure ed è così che si consuma l’epilogo della passerella: ciabatte o no, tutti almeno una volta ci siamo trovati in modalità dorso da terraferma, con il naso e la pancia in su ed i compagni che dopo qualche secondo di preoccupazione per le condizioni fisiche generali, si avvicinano, non per prestare soccorso, ma per piegarsi dalle risate.

Di sventure per i nuotatori ce ne sono tante altre, quindi chi più ne ha più ne metta sei commenti se vuole!

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Giusy Cisale

Laurea in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli. Avvocato civilista con particolare propensione al diritto di famiglia. Diretta ed auto ironica, racconta il mondo del nuoto dal suo punto di vista, dissacrante e irriverente.

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