ripresa-allenamenti-nuoto

Come uscire dalla crisi del pessimo rientro in vasca dopo le vacanze natalizie!

Un allenamento andato male non deve condizionare il cammino di un nuotatore, ecco come fare per rialzarsi

La ripresa degli allenamenti dopo il periodo di vacanza natalizia è stato un vero shock? Il rientro in vasca dopo le festività natalizie sembra a molti un pericoloso dietro front nella propria preparazione atletica e forma fisica (ormai tendente a quella di un lottatore di sumo più che a quella di un nuotatore). Eppure l’esame di coscienza lo avete superato con una mesta sufficienza, un paio di pasti “all you can eat” e qualche calice di prosecco o di spumante per brindare al nuovo anno non dovevano portare troppi danni.

Lo zaino pronto di prima mattina, una notte di sonno tranquilla e dritti verso la piscina per iniziare, lì dove ci si era fermati, carichi per i prossimi appuntamenti in gara. Appena dopo il tuffo in acqua però, ci si sente fuori dal proprio corpo: braccia e gambe sembra che si muovano a vuoto e per di più i tempi di ripresa sono lunghissimi, quando fino a qualche giorno fa si erano nuotati i migliori tempi in allenamento. Cosa succede? Il tanto temuto ritorno in acqua ha regalato il peggior allenamento della stagione e non si ha la minima idea di come possa essere accaduto!
Se è capitato anche a voi, ci sono delle buone notizie. Innanzitutto, è finito e poi, da un pessimo allenamento si possono trarre soltanto spunti di lavoro. Qualsiasi cosa sia successa in acqua, ora l’avete ben stampata in testa e dovete solo lavorare per non farla accadere più.
Da un brutto allenamento ci si riprende, da più allenamenti sbagliati no, quindi rimbocchiamoci la cuffia ed analizziamo i punti dai quali ripartire immediatamente.

Non colpevolizzarsi troppo
Soffermarci troppo su un allenamento andato male vi condizionerà psicologicamente e porterà  inevitabilmente altre negatività nell’allenamento successivo. Continuare a sbatterci contro la testa non migliorerà le cose se non si decide a cambiare e a riprendersi più velocemente possibile.

Usare gli sbagli come punti di partenza per cambiamenti positivi
Se ci si sente costantemente un pesce fuor d’acqua durante gli allenamenti, è il momento di apportare alcune modifiche. Quali sono le circostanze che stanno portando a quelle sessioni negative in piscina? Si dorme abbastanza? Oppure si ha semplicemente bisogno di adottare una nuova prospettiva o punto di vista differente quando ci si avvicina ad un duro allenamento? Qualunque sia il caso non lasciamo che cattive abitudini portino ad allenamenti dai quali non sia possibile trarre dei benefici.

Swimming - Olympics: Day 3Ascoltare il corpo
Il corpo ci parla continuamente (Foto: Al Bello / Getty Images). Se si migliora in acqua, lo specchio riflette inevitabilmente la progressione. Se non si percepisce più un reale senso di miglioramento, se ci si sente costantemente debilitati o non si vedono cambiamenti nel proprio corpo, allora qualcosa non va. Abbiamo imparato a percepire lievissimi miglioramenti nel tono muscolare, nella resistenza in acqua ed il nostro fisico ha sempre reagito in un senso o nell’altro. Ascoltare il nostro corpo in maniera sincera è il primo passo verso il cambiamento. Assicurarsi la giusta nutrizione ed idratazione pre e post work out, mangiare pasti ben equilibrati per il ​​resto della giornata e, soprattutto, dare al corpo il tempo di recuperare con il giusto riposo notturno. Le notti a festeggiare Natale e Capodanno sono ormai un ricordo, non facciamone un’abitudine.

Tenere traccia degli tuoi allenamenti
Scrivere ed appuntarsi quello che si fa con relativi riscontri cronometrici è un buon modo per studiare e comprendere appieno quali sono i progressi o eventualmente regressi trovati. Quante volte ci si ricorda il giorno dopo delle serie eseguite la sera prima in piscina? Solo la memoria può non bastare. Abbiamo bisogno di dati, di riscontri scritti, di vedere con i nostri occhi nel corso delle settimane se il duro lavoro paga o meno in termini di miglioramento della condizione fisica e delle prestazioni. La tecnologia in questo può essere un valido supporto. App pensate per monitorare gli allenamenti, apparecchiature hi-tech che rilevano ogni bracciata e ogni vasca memorizzando le singole sessioni possono essere un validissimo compagno di allenamento.

nuotoReset
Non fossilizzarsi, ma resettare, lasciar perdere. Hai avuto un pessimo allenamento? Hai addirittura pensato di abbandonare perché non ti senti bene in acqua? Ci saranno momenti in cui uno o anche più allenamenti sbagliati ti faranno pensare che quello sbagliato sei tu. Ma il corpo umano è fatto di meccanismi fisiologici complessi che operano in un dato momento e non sempre riusciamo a dare una spiegazione logica a tutto quello che ci capita. A volte riesci ad individuare con precisione dove hai sbagliato: una cena troppo pesante, una giornata troppo stressante, una notte fuori con gli amici, un bicchiere di alcool di troppo. A volte le motivazioni non arrivano dall’esterno e sembra tutto incomprensibile.
Lascia perdere. Prima che si trovino tutte le risposte è già il momento di rituffarsi in acqua ed in quel momento si può solo rendere un brutto allenamento nell’allenamento migliore della nostra vita.

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4Life – All rights reserved

Giusy Cisale

Giusy Cisale

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>