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Ondulazione del corpo e gambata durante la fase subacquea mostrati da Thiago Pereira!

Un breve video del campione olimpico brasiliano mostra come eseguire la subacquea in maniera efficace

Uno degli aspetti più influenti di una prestazione nel nuoto è la fase subacquea. Ne abbiamo parlato in maniera abbastanza approfondita in un articolo precedente finalizzato a dare consigli su come migliorare la fase subacquea della nuotata – clicca qui per leggerlo – ma riprendere l’argomento dopo aver visto il contenuto di un video condiviso sulla propria pagina Facebook da Thiago Pereira, era inevitabile! Sappiamo che il segreto per eseguire una efficiente subacquea è di saper fare in maniera corretta la battuta di gambe a delfino che è il motore della propulsione e mantenere un corretto assetto con lo scopo di ridurre al minimo la resistenza dell’acqua.

Tutto questo è in breve tradotto nella prestazione esemplificativa fornita dal campione olimpico brasiliano, medaglia d’argento nei 400 misti ai Giochi di Londra 2012, bronzo nei 200 e 400 misti ai Mondiali di Barcellona 2013 e argento nei 200 misti ai Mondiali di Kazan 2015, che ha condiviso pubblicamente attraverso il Social più utilizzato al mondo un video nel quale viene ripreso durante la fase subacquea provata in una vasca con dispositivo per il nuoto controcorrente, in cui mette lui stesso in evidenza  l’importanza di alcuni piccoli ma importanti fattori che influiscono sull’efficienza di quello che viene chiamato anche quinto stile.
Guardate il video in fondo all’articolo e fate attenzione al posizionamento dell’atleta durante la gambata: il corpo si divide esattamente in due parti, la prima dalle mani alle anche e la seconda dalle anche alla punta dei piedi.

underwater-swimmingLa prima parte del corpo di Pereira vede le braccia dell’atleta protese in avanti, le mani unite una sopra all’altra a formare un triangolo con le spalle e la testa contenuta nel mezzo, ferma e con lo sguardo rivolto verso il fondo della vasca.
La schiena si flette mediante l’impiego degli addominali e di tutta la parte muscolare del nucleo dando la potenza necessaria per poter eseguire la frustata di gambe a delfino. Le spalle restano ferme sul proprio asse, così come il bacino non oscilla in maniera troppo evidente, ma accompagna soltanto la frustata lanciata dalla schiena alle gambe.

La seconda parte del corpo, dalle anche alle dita dei piedi, è praticamente un’onda sinusoidale in continuo riciclo: le gambe si alzano all’unisono verso l’altro, dando quasi l’impressione che le ginocchia si pieghino al contrario e una volta raggiunta l’ampiezza massima verso l’altro, spingono l’acqua dando un colpo deciso verso il basso, mantenendo i piedi e le gambe stesse ben unite per ridurre il drag al minimo.

Attenzione: le ginocchia si piegano soltanto nel momento in cui le cosce si allineano sullo stesso asse della schiena che in questa fase resta allineata alle braccia, senza perdere assetto, fornendo così la battua con le gambe (dal ginocchio in giù). Terminata la gambata, ovvero al termine della battuta, le gambe ritornano indietro come una molla, senza piegare le ginocchia, sfruttando l’inerzia della forza opposta alla battuta appena eseguita.

Da notare anche le dita dei piedi che protendono ad allungarsi seguendo il movimento della delfinata e l’ampiezza della gambata stessa. L’assetto di Pereira è costante e gli permette di produrre una grande potenza durante la battuta di gambe a delfino grazie all’impiego dei muscoli del nucleo, o del core volendo essere internazionali, parte muscolare del corpo molto decisiva per un nuotatore, così come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato L’importanza del potenziamento del nucleo del corpo per il nuoto.

Da ricordare per affinare al meglio la propria tecnica per eseguire una efficiente fase subacquea: nel nuoto l’atleta cerca di vincere la resistenza dell’acqua per avanzare, attraverso una tecnica di nuotata bel definita che rispetta determinati parametri e mantenendosi il più possibile in superficie per incontrare meno opposizione da parte dell’acqua. Durante la fase subacquea invece, con il corpo immerso completamente in acqua, è proprio l’ondulazione e l’assetto del corpo insieme alla battuta di gambe ad influire unicamente sulla velocità di avanzamento. Proprio come mostrato nel video di Thiago Pereira, una efficiente ondulazione si ottiene muovendo in maniera minima la prima parte del corpo ed in maniera massima la seconda parte.

quinto-stile-nuotoLa gambata eseguita a delfino è il motore che spinge il corpo in avanti, mentre la posizione del corpo affusolata e armonica al movimento della battuta di gambe, influisce sulla riduzione del drag molto di più rispetto alla normale nuotata in superficie. Inoltre, più si nuota in profondità e più si riduce anche la resistenza d’onda, contrariamente alla fase di riemersione, in cui infatti va aumentata la frequenza dell’ondulazione e quindi le battute di gambe, mentre ci si accinge a tornare in superficie.
Contrariamente un movimento eccessivo della prima parte del corpo comporterebbe la perdita del corretto assetto da impiegare e quindi l’aumento della resistenza che rallenterebbe l’avanzamento del corpo durante la fase subacquea. Lo stesso principio di tutto quello che abbiamo detto vale ovviamente anche per la subacquea eseguita a dorso.

Migliorare la fase subacquea
Per migliorare la fase subacquea è dunque necessario innanzitutto rinforzare i muscoli del nucleo, affinare l’assetto e la posizione del corpo e poi come viene suggerito nel Libro Con tutto il nuoto del mondo di Maurizio Mastrorilli, potrebbe essere utile eseguire esercizi nuotando in subacquea con l’utilizzo delle finger-paddle e delle pinnette.

Le finger-paddles, ovvero le cosiddette “mezze palette” che produce Speedo con un ottimo prodotto finale – clicca qui per leggere come utilizzarle correttamente – migliorano la sensibilità dell’avambraccio e del braccio durante fase subacquea proprio grazie alle dimensioni ridotte dell’attrezzo ed alla conseguente maggiore pressione riportata sulle dita, facilitando così l’apprendimento del movimento corretto da eseguire durante la subacquea. Sono molto utili inoltre perché le loro dimensioni ridotte producono un minore sovraccarico dell’articolazione della spalla.

L’utilizzo delle pinnette Biofuse Fin di Speedoclicca qui per visualizzarle – è invece utile per migliorare la flessibilità delle caviglie, fondamentale nella delfinata che, come già detto, fornisce la potenza propulsiva durante la fase subacquea.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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