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Svezzamento dei bambini durante l’ambientamento al nuoto

Come crescere piccoli nuotatori con una corretta alimentazione durante i loro primi mesi di vita

Fin dai primi mesi di vita il contatto con l’acqua rappresenta una fonte inesauribile di gioco, divertimento e libertà. Già a partire dalla nascita il bambino può venire a contatto con l’acqua, ma i neonati vengono avviati alle attività acquatiche solitamente a partire dal terzo mese di vita.
L’acqua rappresenta uno stimolo per lo sviluppo psicomotorio del bambino e attraverso il contatto con essa il neonato rinforza il suo sistema immunitario, cardiocircolatorio e respiratorio. In generale quindi l’ambiente acquatico è fonte di elementi positivi per la salute psicofisica del bambino che deve essere però sostenuta anche attraverso l’igiene personale, la cura del sonno e dell’alimentazione.

I neonati che si avvicinano alle attività motorie in acqua devono essere sostenuti da un’alimentazione sana ed adeguata, in accordo con quelle che sono le linee guida fornite dal Ministero della Salute e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolar modo i neonati che iniziano a praticare l’acquamotricità insieme alla propria mamma e al proprio papà sin dalla più tenera età, si troveranno proprio in concomitanza di un momento fondamentale della loro crescita: l’avvio dell’alimentazione complementare, ovvero, lo svezzamento.

Alimentazione tra i 0 e i 6 mesi
Fino al sesto mese di vita l’allattamento al seno è il modo più naturale per nutrire il lattante ed è in grado da solo di garantire una crescita e uno sviluppo ottimali, sia nei bambini che si avvicinano all’ambientamento acquatico, sia in quelli che non lo praticheranno. Oltrepassati i 6 mesi di vita, il latte materno non è più in grado da solo di soddisfare tutte le esigenze nutrizionali dei bambini e si può iniziare il così detto svezzamento con l’aggiunta di cibi solidi e semisolidi. Inoltre a 6 mesi di vita un bambino è pronto dal punto di vista  motorio, digestivo e psicologico ad accettare un tipo di nutrimento diverso dal latte e a gestire la manipolazione e la deglutizione di cibi solidi o semisolidi attraverso l’utilizzo del cucchiaino. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi, il divezzamento non dovrebbe comunque avvenire prima della 17esima settimana di vita e non oltre la 26esmima. Se la madre lo desidera, l’allattamento al seno potrà senza dubbio proseguire fino al secondo anno di vita ed anche oltre, come suggerito dall’OMS.

Alimentazione tra i 6 e i 12 mesi
Quali sono i primi alimenti che andranno ad affiancare il latte? Si può iniziare con la frutta (mela pera e banana per cominciare), per poi proseguire con la prima pappa aggiungendo a piccoli passi gli alimenti proteici (formaggi, carne, pesce, legumi). I nuovi cibi andranno offerti con il cucchiaino, permettendo al bambino di afferrare il cibo con le mani per portarlo alla bocca o anche solo per pasticciare con esso. Se un alimento non dovesse essere gradito non è necessario e finanche controproducente insistere nel riproporlo, sarà bene ritentare più in là, soffermandosi sugli alimenti più graditi. È molto importante scegliere sempre cibi diversi in consistenza, colore e sapore. Il bambino dovrà trovarsi in posizione eretta (seduto sul seggiolone), per facilitare la deglutizione ed evitare il rischio di soffocamento.

Nelle pappe dei nostri piccoli nuotatori non va mai aggiunto sale, né zucchero e inoltre i cibi vanno sempre cambiati per aiutare il bambino a conoscere tutti e quattro i sapori primari: dolce, amaro, salato e acido. Infatti l’unica preferenza innata è quella per il dolce e aumentare la varietà dei cibi serve ad accrescere l’accettabilità dei sapori differenti.
Considerate anche che i bambini allattati al seno potrebbero accettare nuovi alimenti più rapidamente rispetto ai bambini allattati con latte artificiale, essendo già abituati ai profumi e ai sapori della dieta familiare veicolati dal latte materno.

alimentazione-bambini-nuotoAlimentazione tra i 12 e i 36 mesi
A questa età si consigliano cinque pasti giornalieri: colazione – merenda – pranzo – merenda – cena.
Nella dieta giornaliera dei bambini tra 1 e 3 anni devono essere presenti in maniera costante la frutta e la verdura per far si che le sostanze nutritive in esse contenute (Vitamine, sali minerali, fibre, antiossidanti e fitosteroli) siano sempre a disposizione del bambino. La frutta a volte non piace molto ai bambini, ma a questo si può rimediare in parte attraverso l’uso di succhi di frutta. Per “succo di frutta” si intende il succo prodotto mediante spremitura di un frutto fresco. Può essere una buona abitudine offrire spremute di frutta a un bambino, essendo contenuti in esse tutti i nutrienti del frutto intero (ad esclusione solamente delle fibre). Le spremute sono fonte di vitamina C e se assunte durante il pasto, favoriscono l’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti.

Sono sorte invece preoccupazioni riguardo il consumo eccessivo nella popolazione pediatrica di succhi di frutta industriali contenenti dolcificanti artificiali e carboidrati semplici al posto del glucosio, fruttosio e saccarosio naturali. Queste bevande contengono poca Vitamina C e a lungo andare potrebbero causare problemi dentari (soprattutto se offerte spesso e attraverso il biberon).
Quelli contenenti zuccheri alcolici (ad esempio mannitolo e sorbitolo) sono stati invece associati ad un aumentato rischio nei bambini di diarrea, di obesità e di bassa statura. Quindi, sì al succo di frutta dopo la lezione di nuoto, ma con parsimonia e dando la preferenza alle spremute di frutta o ai succhi di frutta contenenti esclusivamente zuccheri naturali della frutta, non superando i 120-180 ml di succo di frutta al giorno.

Altrettanto importante è la carne, fonte di  proteine e di minerali altamente biodisponibili come ferro e zinco. Per i bambini molto piccoli la carne, essendo molto fibrosa e difficile da masticare, andrà ridotta in purea all’inizio e sminuzzata in piccoli pezzi successivamente.
A parità di peso, anche il pesce è come la carne ricco di proteine di alta qualità e di aminoacidi essenziali. Il pesce bianco è un pesce più magro, i pesci come ad esempio salmone, tonno, sardine e sgombro hanno invece un’elevata percentuale di grassi polinsaturi a catena lunga, importantissimi per lo sviluppo del sistema nervoso.

dieta-bambini-piscinaAltro alimento ricco di proteine sono le uova, ricche anche di aminoacidi essenziali e grassi ricchi in fosfolipidi. Le uova crude o poco cotte posso veicolare la salmonella, quindi si raccomanda per i bambini una cottura completa. A causa del potere allergizzante delle proteine dell’uovo, si consiglia di inserire inizialmente il tuorlo intorno ai 12 mesi di vita e successivamente l’albume.

La merenda dopo la lezione di nuoto
È importante per ripristinare le energie spese durante l’allenamento e può essere costituita da pane e marmellata, frutta, yogurt con biscotti o con cereali, spremuta con biscotti, pane e olio, pane e pomodoro, pizza bianca e miele che tra l’altro può essere un ottimo alleato dei nostri atleti in erba, accompagnando le loro merende prima o dopo l’allenamento in piscina.
A proposito del miele, non offritelo ai vostri bimbi prima dei 12 mesi di vita! Infatti il miele può contenere spore di Clostridium Botulinum e poiché i bambini sotto i 12 mesi non hanno un’acidità gastrica tale da permetterne la distruzione è meglio evitarlo.

Rivolgetevi sempre al vostro pediatra curante per oggi dubbio o perplessità e i vostri piccoli atleti cresceranno come veri campioni.

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Claudia Martini

Claudia Martini
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'università di Roma "Sapienza" con votazione 110/110, specializzanda in Medicina Generale, ha conseguito un Master di II Livello in Dietologia e Nutrizione Clinica. Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana. Dal 2012 Medico ufficiale di gara per la FIN nel corso di gare regionali, nazionali ed internazionali. A 2 anni e mezzo entra in vasca e non ne esce più, concilia la sua passione per il nuoto, la scrittura e la nutrizione proponendo articoli per una corretta alimentazione dei nuotatori.

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