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Cura della pelle, ecco quali sono le infezioni più frequenti per i nuotatori e come bisogna cautelarsi

Funghi, verruche e altre infezioni della cute, come prevenirle e come curarle

Dopo aver parlato delle insidie che l’acqua di una piscina nasconde e che potrebbero danneggiare naso e orecchie negli articoli dedicati all’otite clicca qui per leggerloe alla sinusite clicca qui per leggerlopassiamo ad occuparci di quali potrebbero essere i pericoli per la pelle per i nuotatori.
È infatti luogo comune che frequentare la piscina equivalga a contrarre funghi e verruche di ogni tipo e questo è parzialmente vero. L’ambiente acquatico della vasca, del bordo vasca e quello caldo-umido degli spogliatoi rappresentano sicuramente un luogo ideale per la proliferazione di determinati tipi di agenti patogeni, quali funghi e virus che possono facilmente infettare la cute, ma andiamo a vedere nello specifico quali sono i nemici della pelle per chi ama e frequenta la piscina e come possiamo evitare di esserne vittime.

Micosi
Con il termine  “micosi” (dal greco “mikòs”, fungo) si indicano quelle infezioni sostenute dai funghi, minuscoli organismi patogeni che appartengono a diversi gruppi (lieviti, muffe, dermatofiti etc.) e che possono colonizzare organi e tessuti del corpo umano.
Quali sono le infezioni fungine che si possono contrarre in piscina?

Tinea Pedis o Piede d’Atleta, è una delle infezioni che più frequentemente si riscontrano tra i nuotatori ed è sostenuta soprattutto da un fungo chiamato Trichophyton rubrum,. Questo fungo spesso si stanzia inizialmente al livello del 4° spazio interdigitale, per poi espandersi nelle altre pieghe interdigitali provocando eritema e desquamazione spesso pruriginosa, alle quali possono associarsi anche dolore e sensazione di bruciore. La pelle successivamente apparirà macerata, umida e maleodorante per via della proliferazione batterica.
L’infezione e la sua propagazione è facilitata dalla sudorazione e dall’utilizzo di scarpe o indumenti poco traspiranti, così come dalla frequentazione di ambienti promiscui, ovvero spogliatoi e docce. La terapia prevede l’utilizzo di pomate o spray antimicotici e una scrupolosa igiene personale volta a mantenere la cute sempre integra, asciutta e pulita, anche attraverso l’utilizzo di indumenti adatti, consigliando di preferire sempre il cotone alle fibre artificiali! È consigliabile inoltre lavare asciugamani e accappatoi in lavatrice a temperature non inferiori ai 40°C e magari utilizzare specifici detersivi addizionati con agenti antimicotici e disinfettanti, lavando e igienizzando frequentemente anche borsone e sacche porta indumenti.

Tinea Unguium o Onicomicosi
Le onicomicosi sono infezioni a carico della lamina ungueale e spesso colpiscono l’unghia dell’alluce che apparirà ispessita, ingiallita e friabile con i margini distali dell’unghia che presenteranno erosioni e dentellature. Spesse volte l’onicomicosi segue per diffusione ad una tinea pedis, ecco perchè è bene trattare tali infezioni fin dalle prime avvisaglie per evitarne il diffondersi delle stesse.
Una volta riconosciuta un’infezione fungina a carico di una o più unghie, è possibile procedere con un trattamento topico utilizzando apposite lacche antimicotiche per unghie.

infezioni-pelle-nuotatoriPitiriasi Versicolor
Questa micosi cutanea è sostenuta da un fungo saprofita, cioè un fungo che normalmente abita nel tessuto cutaneo dell’essere umano senza arrecare danni, chiamato Malassenzia Furfur. In determinate circostanze quali ad esempio clima caldo-umido, abbassamento delle difese immunitarie, uso di contraccettivi ormonali o di farmaci corticosteroidi, gravidanza, seborrea e cambiamenti del PH cutaneo, il Malassenzia Furfur può prendere il sopravvento passando dalla forma di saprofita a quella di opportunista dando luogo alla comparsa delle caratteristiche lesioni cutanee a carico principalmente di volto, collo e tronco che appaiono sotto forma di chiazze tondeggianti, a volte confluenti e occasionalmente pruriginose. Tali chiazze possono essere di colore chiaro, color camoscio o colore rosa in base alle varianti e allo stadio dell’infezione.
Esiste una predisposizione genetica e quindi una familiarità allo sviluppo della malattia. Frequentemente tale fungo si sviluppa in primavera o autunno, ma spesso ci si accorge della sua presenza solamente in estate, quando, a causa dell’azione dei raggi UV, le macchie diventano bianche ed è per questo motivo che talvolta si riconosce erroneamente questo fungo come “fungo di mare”. Tale patologia non è assolutamente contagiosa e non è possibile contrarla negli ambienti acquatici, ma è possibile però che la frequentazione della piscina possa provocare nei soggetti predisposti la manifestazione di tale micosi. Una visita da un dermatologo vi aiuterà a smascherare il fastidioso fungo e ad intraprendere se necessaria una terapia antimicotica topica oppure sistemica.

Le Infezioni Virali

Mollusco Contagioso
Il mollusco contagioso è una malattia contagiosa trasmessa da un virus chiamato Molluscum Contagiosum Virus (MCV), virus a DNA appartenente alla famiglia Poxviridae ed il periodo di incubazione può variare da alcuni giorni ad alcuni mesi. Tale virosi cutanea si manifesta con noduli emisferici di circa 2-3 mm di diametro, rosei o biancastri, duri lisci e non dolenti. Con l’evolversi della patologia tali noduli aumentano di volume e si caratterizzano per una tipica ombelicatura centrale da cui fuoriesce del liquido biancastro costituito da cellule contenenti il virus. Le lesioni si moltiplicano velocemente e autonomamente fino a raggiungere anche più di 100 lesioni.
La malattia può regredire spontaneamente dopo 6-9 mesi, oppure può assumere andamento cronico, ma questo avviene principalmente nei soggetti immunocompromessi. Il mollusco viene trasmesso sia attraverso il contatto diretto interumano, compresi i rapporti sessuali, ma anche attraverso il contatto indiretto, ad esempio mediante utilizzo di biancheria in comune come asciugamani e lenzuola oppure utilizzo di piani di appoggio in comune come negli spogliatoi. Le lesioni possono essere escisse chirurgicamente o attraverso il laser o la crioterapia.

Verruche
Le verruche sono infezioni virali benigne molto frequenti e sono trasmesse dalla famiglia degli HPV (Human Papilloma Virus) che comprende più di 100 tipi diversi di virus. Alcuni di questi virus sono associati a forme specifiche di manifestazioni cutanee: ad esempio l’HPV1 è associato alle verruche palmo plantari, l’HPV3 è associato alle verruche piane, mentre i tipi -6, -11, -16 e -18 sono quelli a maggiore rischio neoplastico, portatori del carcinoma della cervice uterina.
A livello cutaneo le verruche possono manifestarsi in diverso modo: Le verruche volgari si presentano come papule emisferiche ruvide e giallastre, hanno una grandezza di pochi millimetri e spesso si presentano in gruppi; le verruche piane si presentano di color rosa, sono appena rilevate sulla cute, spesso si evidenziano nei bambini a carico di volto, mani e dorso e a volte possono essere molto simili al mollusco.
Più del 60% delle verruche si risolve spontaneamente nel giro di qualche anno, ma esistono diversi metodi per liberarci prima di questi ospiti indesiderati, come ad esempio l’acido lattico o l’acido salicilico sotto forma di pomate, liquidi, o cerottini a rilascio controllato, ma anche la crioterapia o il laser possono essere d’aiuto per l’eliminazione delle verruche.
Per gli HPV oncogeni esiste invece un vaccino per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina.
Nell’ambiente caldo umido e promiscuo quale quello del piano vasca e della zona spogliatoi, è bene adottare sempre misure di sicurezza igienica per evitare il contagio da parte del virus delle verruche, che può essere infatti trasmesso attraverso il contatto diretto o indiretto.

evitare-funghi-verruche-piscinaQuelle di cui abbiamo parlato sono le patologie cutanee più frequenti che è possibile contrarre frequentando l’ambiente natatorio e sicuramente è nelle nostre possibilità adottare misure e precauzioni che ci terranno lontani da funghi e virus.
Rivediamo insieme quali sono gli accorgimenti che possiamo adottare ogni volta che andiamo in piscina:

  • utilizzare sempre la propria attrezzatura senza mai scambiarsi con i propri compagni di cloro né ciabatte, né costumi, né asciugamani;
  • dare un’occhiata allo shampoo e al bagno schiuma che siamo soliti utilizzare, dando la preferenza a prodotti di qualità, che non aggrediscano la pelle e non interferiscano con il suo PH naturale;
  • non poggiarsi mai sui piani di appoggio comuni;
  • sciacquare con accuratezza le attrezzature da nuoto e riporle nel borsone asciutte;
  • lavare periodicamente asciugamani, accappatoi e accessori, compresa la borsa stessa da piscina usando anche prodotti disinfettanti;
  • una volta rientrati a casa, non riporre mai il borsone umido ma farlo asciugare bene;
  • non camminare mai a piedi nudi negli spogliatoi o sul piano vasca;
  • dedicarsi alla cura delle mani e soprattutto dei piedi, asciugandoli sempre molto bene e facendo caso alla presenza di lesioni o ferite;
  • preferire sempre indumenti in cotone e che non siano troppo aderenti

Adesso non avete più alcun motivo per distrarvi dalla cura dei particolari, ognuna di queste mosse diventerà presto un automatismo e sarete soddisfatti di sentirvi parte attiva nella battaglia contro virus e funghi da piscina!

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Claudia Martini

Claudia Martini
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'università di Roma "Sapienza" con votazione 110/110, specializzanda in Medicina Generale, ha conseguito un Master di II Livello in Dietologia e Nutrizione Clinica. Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana. Dal 2012 Medico ufficiale di gara per la FIN nel corso di gare regionali, nazionali ed internazionali. A 2 anni e mezzo entra in vasca e non ne esce più, concilia la sua passione per il nuoto, la scrittura e la nutrizione proponendo articoli per una corretta alimentazione dei nuotatori.

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