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Il Master della Settimana: Giuseppe PINO D’Alfonso, il rivoluzionario Sans Culotte

Il Master della Settimana
Giuseppe PINO D’Alfonso: il rivoluzionario Sans Culotte

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di Antonio Izzo

Il Master di questa settimana è il nostro amico Pino.

Andiamo a conoscerlo.

Scheda:

Nome: Giuseppe PINO D’Alfonso
nome di battaglia: Sans Culotte come i rivoluzionari francesi più feroci.

Altezza/peso/categoria master: 187cm 85kg master 45

Hobby: Storia, archeologia e relative letture

Ama: chi parla con garbo ma senza troppa diplomazia

Odia: le pulizie di casa

1.            Ciao Pino, inizia raccontandoci della tua esperienza agli ultimi italiani FIN.

 Un incubo dal punto di vista agonistico I 200 rana iniziali non m’importavano, viste le mie caratteristiche, ma i 50 rana, che sono la mia coperta di Linus come amo ripetere, li ho saltati per attendere al camping (il più brutto del mondo, lasciatemelo dire) che l’elettrauto arrivasse in mio aiuto, accompagnato da relativa sberla fatturata. Quindi, confidando invano sull’abbandono della sfortuna, è arrivata invece la sberla della staffetta, il mio cruccio maggiore.

Potevamo fare un ottimo risultato ma uno di noi ha defezionato poche ore prima per problemi personali.  Meno male che nei 100 ho fatto il mio personal best senza costumone e altrettante grazie ai miei compagni di squadra che la sera stessa mi hanno consolato con una mega cena davanti al Colosseo in aggiunta alla festa FIN di sabato dove mi sono stradivertito salutando poi molti amici del sud che non rivedrò presto.

2.            Se ti dico che i MASTER sono una grande famiglia, cosa ne pensi?

 Dico che la penso esattamente così anch’io. È  naturale per l’animale umano cercare il “branco” che più riflette le sue aspettative ed interessi. Anche tra noi c’è il famigliare con il quale vai più d’accordo e quello che proprio non riesci a sopportare, ma in definitiva e come nello stereotipo della famiglia, siamo un mondo unito sia dall’agonismo, dalla goliardia e sopratutto dall’amicizia.

 In questo senso, a mio avviso, i media ed i social network hanno contribuito molto. Ricordo che anni fa nasceva il primo forum: “Quelli che il nuoto” sostituito poi da “Meraviglioso Mondo Master” ancora attivo; ma anche e soprattutto tanto potranno fare link come il vostro che occupano uno spazio, da troppo tempo libero, rispondendo ad una precisa richiesta editoriale/informativa di questo fantastico mondo.

3.            Agli italiani sei stato notato anche per il tifo sfegatato dato ai tuoi amici. Da cosa nasce questa enorme passione e foga?

Ah è vero! Sfrutto anch’io quello che secondo me è l’ultima ed unica possibilità di dar “battaglia”. Quello di cui, antropologicamente, abbiamo bisogno, è sempre e comunque una prova. Un “noi contro voi”. Per fortuna l’epoca moderna ci permette di sentire l’adrenalina e la paura (che madre natura ci ha dotato come arma difensiva e per ben altre ragioni) solo per giocare  con un cronometro o per spingere i proprio compagni ad una prestazione che porti alla vittoria loro e la squadra.

4.            PINO_COLOGNODa quanto tempo nuoti e quando hai iniziato con i Master?

Iniziai grazie all’infatuazione di mio padre per Mark Spitz. Quindi molto presto e nel CUS Milano. Smisi altrettanto presto, intorno ai 15 anni per colpa dell’età della “stupideria”.  Poi, dopo un lungo giro toccando diversi aspetti dello sport, dal body building, allo sci fino a fare anche l’arbitro  (commissario di pista a Monza) sono tornato a riprovare il nuoto. Mai l’avessi fatto. Ora è dal 2003 che non posso più tornare a farne a meno.

5.            Il tuo stile e la tua gara preferita? 

Il mio stile preferito è la rana. Mi viene naturale e ne sono affascinato perché è uno stile che rappresenta  chiaramente la mia natura “folle”. D’altro canto lo sanno tutti che nella storia del nuoto i ranisti sono quelli che più hanno avuto grane e grattacapi per colpi di testa, stramberie ed altre peculiarità sui generis. Più seriamente m’affascina la ricerca difficilissima di un compromesso tra la potentissima fase d’accelerazione e l’altrettanto potente freno idrodinamico. La mia distanza preferita, come già detto, sono i 50 che è un altro specchio di me: non ho pazienza!

6.            Qual è stata la gara più bella che hai mai fatto?

Desenzano 2006. L’unica medaglia prestigiosa vinta con un record personale ancora imbattuto ma sicuramente in subordine alla prima gara della mia vita:  Avevo sei o sette anni,  50 stile libero, la notte in bianco a guardare la finestra ed il giorno dopo, a Cuggiono, ho fatto 47” facendo la serpentina per cercare d’allinearmi alla linea di fondo. Infatti nessuno mi aveva detto che non era necessario starci proprio sopra!  Ricordi indelebili. (ahahhahahahahah n.d.r.)

7.            La più grande delusione che hai dovuto affrontare?

Non avendo mai avuto grandi aspettative di risultati (work in progress) non ho mai provato delusioni particolari se non quelle continue che si provano al ritorno dalle gare andate male.

Quanti viaggi in autostrada con lo sguardo da bastonato! Quanti pugni sul volante!

8.            Allenarsi significa sacrificio. Che impegno ci metti e a cosa hai dovuto rinunciare per nuotare?

Significa sacrificio perché altrimenti non si chiamerebbe allenarsi ma solo svago. Sono d’accordo con quanti seguono lo spirito da dopolavoro che la federazione cerca di motivarci ma altrettanto dico che sono suscettibili di rispetto anche chi segue il mondo master come un secondo agonismo. Rinunce? Sicuramente il nuoto ha preso una parte importante della mia vita. Più importante delle ferie, del tempo libero e di altre passioni che vengono sempre in secondo piano. Mi ci dedico anima e cuore e penso al nuoto praticamente quasi tutto il giorno e tutti i giorni e visto che non ho famiglia o pargoli a cui badare mi riesce molto semplice. La rinuncia quindi sarebbe non riuscire a fare ciò che faccio e nella misura quantitativa e qualitativa che voglio.

9.            sansculotteIl tuo sogno natatorio nel cassetto?

Diventare campione del mondo ovviamente! Ma il realismo m’impedisce di pensarci se non tra qualche…decennio! Porterò l’attacco vero intorno agli M60 – M65 completando il tutto alla fine del’ M95. Sempre che gli dei me lo concedano, ovvio.   

10.         Quando finirai gli allenamenti in piscina, come passerai l’estate lontano dal cloro?

Da quando ho ricominciato non ho mai passato un’estate lontano dal cloro. Ho sempre inteso le vacanze estive come un momento per recuperare il gap che ho dagli altri avversari. Quindi anche quest’estate allenamenti quotidiani e palestra. Magari solo un po’ più tranquilli che durante l’in-season.

11.         …e qui puoi dire tutto quello che vuoi.

Vorrei ringraziare  Swim4Life per la grande promessa che hanno fatto a tutti noi con l’istituzione di questo sito e per lo spazio dato ai master per conoscersi e confrontarsi oltre che a leggersi nelle loro imprese. Questi sono tasselli fondamentali per un movimento sempre più grande e quindi sempre più a rischio di “dispersioni”. Avanti così. Siamo italiani e siamo (nella fattispecie i liguri) gli inventori del circuito master, quindi non possiamo che essere un faro mondiale per tutti anche nell’indotto informatico editoriale.

Grazie a voi tutti.
Pino D’Alfonso.

Antonio

Antonio

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