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Dotto derubato da Cielo? Sarebbe stato Campione del Mondo dei 50 SL senza il brasiliano che ha scampato la squalifica per doping!

Dotto derubato da Cielo?
Sarebbe stato Campione del Mondo dei 50 SL senza il brasiliano che ha scampato la squalifica per doping!

cielo_piange8._DottoQuello che non doveva accadere è accaduto. Cesar Cielo, accusato di doping poco prima dei Mondiali di Shanghai, è tornato in Brasile con i titoli di Campione del Mondo dei 50 Farfalla e 50 Stile Libero, quest’ultimo proprio ai danni del nostro alfiere azzurro Luca Dotto! È inevitabile a questo punto fare delle valutazioni sul caso; se il brasiliano Cielo fosse stato punito, se non avesse preso parte ai Mondiali, se non ci fosse stato in vasca per quella gara dei 50 Stile Libero…oggi Luca Dotto sarebbe Campione del Mondo e l’Italia sarebbe arrivata al 4° posto nel medagliere, scavalcando guarda caso proprio il Brasile!
Già, ma Cielo c’era in vasca ed ha vinto lui. A questo punto è lecito chiedersi se era giusto che Cielo partecipasse ai Mondiali e se è stato giusto assolvere il brasiliano a seguito del caso di doping.

Ripercorriamo la vicenda per come si è sviluppata:
Cesar Cielo è risultato positivo ai controlli anti doping a cui è stato sottoposto nel maggio scorso a Rio, durante le gare del trofeo Maria

Lenk. La positività era risultata per uso di furosemida, un antidiuretico. La Federnuoto Brasiliana ha deciso di perdonare Cielo comminandogli un semplice avvertimento e cancellando le 5 vittorie ottenute su 5 gare al trofeo Lenk, dimostrando quindi incoerenza nella sua decisione. Il caso è poi passato poi alla FINA che ha ricorso al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport n.d.r.), per riesaminare il caso. A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali, il TAS si è espresso a favore del brasiliano, assolto con una semplice ammonizione che ha consentito a Cielo di prendere parte al Mondiale che ha vinto in due specialità, i 50 SL e i 50 FA!

Analizziamo i fatti esaminando tutte le variabili del caso:
La sostanza incriminata all’atto dei risultati dei controlli era il furosemide, un diuretico presente nell’elenco delle sostanze vietate emesso dalla WADA, in quanto è in grado di svolgere un effetto coprente rispetto all’utilizzo di altre sostanze non consentite.
Cielo e gli altri brasiliani riscontrati positivi al controllo antidoping si sono difesi e giustificati affermando che la sostanza era derivante probabilmente da un integratore che usano di solito, allegando tanto di documentazione tecnica e scientifica emessa dalla casa farmaceutica che produce il prodotto, a sostegno della loro tesi. La Federnuoto Brasiliana ha così deciso di perdonare Cielo e gli altri atleti coinvolti nella vicenda. Ma la FINA ha voluto vederci chiaro ricorrendo al TAS, con procedura d’urgenza, visti gli imminenti Mondiali di Shanghai, ormai alle porte.

Cosa rischiava Cesar Filho Cielo? Secondo l’articolo 10, comma 2 del Codice Mondiale Antidoping, una squalifica di due anni e quindi l’impossibilità di partecipare ai Mondiali di Shanghai ed alle Olimpiadi di Londra 2012, compromettendo la sua carriera!

In che modo ci avrebbe rimesso la Federnuoto Brasiliana? Non avrebbe potuto utilizzare Cielo nel ruolo di personaggio-copertina alle Olimpiadi casalinghe di Rio 2016!

Cos’è il Doping? Il doping è definito come il verificarsi di una o più violazioni alle regole contenute nel Codice mondiale Antidoping, in particolare i commi dal 2.1 al 2.8. Chi fa uso di sostanze dopanti varia le sue capacità psicofisiche aumentando forza muscolare e reattività, compromettendo però la salute.
Sempre secondo il Codice mondiale Antidoping, gli agenti mascheranti sono proibiti. Essi includono: diuretici, desmopressina, espansori del plasma, probenecid ed altre sostanze con effetti biologici simili.

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I diuretici includono: acetazolamide, amiloride, bumetanide, canrenone, clortalidone, acido etacrinico, furosemide, indapamide, metolazone, spironolattone, tiazidi , triamterene ed altre sostanze con una struttura chimica simile.

Secondo il regolamento, c’è solo un caso in cui l’atleta può essere assolto, ovvero quando non sussiste nessuna colpa o negligenza. Se infatti l’atleta dimostra, in un caso individuale, di non essere responsabile per propria colpa o negligenza, il periodo di squalifica previsto sarà annullato.

Ma l’uso In e Fuori Competizione di qualsiasi quantità di una sostanza ritenuta agente mascherante, richiede il rilascio di una specifica Esenzione a Fini Terapeutici (TUE) per quella sostanza, in aggiunta  all’esenzione rilasciata per il diuretico o per altro agente mascherante.

Il Furosemide è sicuramente un diuretico utilizzato come prodotto che copre la presenza di altre sostanze dopanti ed è segnalato tra i prodotti vietati. Secondo il regolamento quindi, riscontrare tracce di questo prodotto vuol dire subire una squalifica di due anni a meno che non ci si trovi nel caso specifico di “nessuna colpa o negligenza” e quindi in possesso dell’esenzione ai fini terapeutici, cosa che Cielo non aveva!

Ora, dai fatti sembra davvero facile capire che il caso riscontrato su Cielo doveva culminare con una squalifica, secondo quanto previsto dal Regolamento ed invece, nonostante questo, il Tribunale ha ritenuto di poter credere alle parole del brasiliano, che poteva vantare come detto prima, anche una dichiarazione scritta della sua farmacia che ammetteva l’errore commesso.

Le reazioni dell’opinione pubblica, degli atleti e degli addetti ai lavori, sono state chiare e dirette.

cielo”Hanno creato un precedente molto pericoloso e grave per la lotta al doping” – ha affermato Thomaz Mattos de Paiva, presidente dell’agenzia brasiliana antidoping (Anad). “E’ molto facile – ha concluso – che uno si riempia di anabolizzanti e poi di furosemide e quindi usare come giustificazione il fatto che l’integratore era contaminato”.

“La vicenda mi ha lasciato sbigottito — aveva commentato lo stesso Luca Dotto, durante i Mondiali — la macchia resterà perché anche quando vincerà, e lui adesso è superiore agli altri, tutti si chiederanno: “Ma è pulito realmente?”. A me non resta che provare a batterlo».

“Il sistema non va, sono allibito – aveva commentato Magnini, sempre durante i Mondiali – Posso anche non avere dubbi sull’atleta, anche se i dubbi ci sono. Ma se domani toccasse a me o a Dotto ci aspetteremmo lo stesso trattamento adottato con Cielo, quindi si è creato un precedente pericoloso!”

 “Alla fine, ognuno controlla il proprio corpo. Io qui ho un lavoro da fare e l’unica cosa che mi interessa è preparare il mio corpo per l’anno prossimo»  ha commentato Michael Phelps.

2_dotto_argentoEpilogo:
Dopo il ciclismo, l’atletica e gli sport invernali, anche il nuoto adesso ha adottato il passaporto biologico. Il 28 Luglio infatti, i vertici della Federazione Internazionale del Nuoto (Fina) hanno approvato un progetto pilota che prevede la creazione di un passaporto biologico al fine di combattere più efficacemente il doping.
Attraverso numerosi parametri biologici, il passaporto permetterà di migliorare i controlli, soprattutto in caso di anomalie. “Con questo nuovo strumento la Fina sarà all’avanguardia nella lotta al doping – ha detto presidente della Fina, Julio Maglione – Negli ultimi anni abbiamo avuto un ruolo di primo piano tra le federazioni internazionali su questa materia e vogliamo continuare la nostra strategia. La Fina ha certamente fatto un passo nella giusta direzione per rafforzare la lotta contro chi viola le regole.”
Nel corso dei Mondiali di Shanghai la Fina ha intanto già optato per la reintroduzione dei prelievi di sangue, che non utilizzava da più di sei anni.

Luca Dotto ha vinto un argento ai Mondiali, sicuramente pulito e con questa vittoria l’Italia ha così conquistato almeno una medaglia in ogni distanza dello stile libero. I 50 ci mancavano e Dotto ha colmato quel vuoto, pur non essendo uno specialista di questa distanza, in quanto Luca cura più i 100 che i 50. Ma Se Cielo fosse stato punito, i Mondiali Dotto li avrebbe vinti e questa conclusione non può essere nè esclusa nè sottovalutata!

Cosa accadrà adesso al prossimo caso di doping?

Ecco la gara dei 50 Stile Libero di Luca Dotto che tanto ci ha tenuto con il fiato sospeso e che ci ha fatto comunque esultare per la vittoria dell’Argento mondiale!


Paco Clienti

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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