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La forza della mente umana applicata allo sport. Che mete possiamo raggiungere con l’aiuto della mente?

La forza della mente umana applicata allo sport.
Che mete possiamo raggiungere con l’aiuto della mente?

cyborgskullA seguito del meeting “Neuroscience in Context”, che si svolse a Berlino nel maggio del 2009 condotto da A. Coghlan, e trattato poi da NewSci, emerse che siamo prossimi a un avanzamento tecnologico che ci consentirà di potenziare il cervello umano oltre l’immaginabile. In effetti esistono già alcuni impianti che agevolano i diversamente abili in maniera incredibile, come mai avevamo immaginato anni fa.
Inoltre siamo capaci di inviare sonde su altri pianeti per analizzare gli elementi e “simulare la vita” in un ambiente diverso dal Pianeta Terra. 
La mente è capace di fare più di quanto coscientemente accettiamo?

constudoverbrainEsiste il caso di una signora negli USA che, se le si dice: “10 giugno 1994, ore 10” è capace di dire cosa stava facendo, con chi e i dettagli. Non dimentica niente. Anzi, non dimentica niente nel suo quotidiano!
Ma come può, una massa di materia fisica (il cervello), essere il centro di un intero organismo? In fondo, è solo materia, come lo è il legno, come lo sono i metalli e la sabbia del mare. 
Tra le capacità del cervello ed esattamente in quelle dell’emisfero DESTRO, ci sono le funzioni di orientamento nello spazio e di lavoro d’arte, abilità musicali e abilità manuali in genere.
L’aspetto che hanno in comune i muscoli ed il cervello è la possibilità di poter progredire, di migliorare, di sviluppare le loro capacità. È quindi possibile far migliorare le capacità del nostro cervello con allenamenti per la mente.
Gli antichi maestri taoisti o zen la chiamano “Chi” o “Ki” cioè quella forza vitale che permette a un seme di uscire dalla terra o ad un individuo di raggiungere risultati straordinari.
Purtroppo l’energia è condizionata sia dai fattori mentali (interazioni con le persone, eventuali successi precedenti, problematiche di vario tipo che la vita ci riserva) che dai fattori prettamente fisiologici (alimentazione, respirazione, ambiente).

Come può essere applicato questo principio allo sport e nel nostro caso al nuoto?

ImmagineE’ necessario avere alcuni elementi a favore, che aiutino a produrre energia, come immaginare e sperare in qualcosa che riesca poi a fornirci una grande forza interiore ed ottimismo o ascoltare la nostra session preferita in quanto, come dimostrato, la musica è un elemento che aiuta a dare energia e carica e che consente di migliorare i risultati delle nostre prestazioni sportive!
In molti credono che due sono i segreti per avere successo:

  1. Fiducia in se stessi
  2. Perseveranza

Ma esistono veri e propri studi sulle capacità della mente umana: il “placebo” ad esempio è una sostanza inerte, priva di qualsiasi principio attivo terapeutico, o un provvedimento non farmacologico (consiglio, conforto, atto chirurgico non invasivo, ecc.) che provoca un effetto positivo su un sintomo o addirittura su una malattia!
Studi “in cieco” (dove il paziente non sa cosa sta prendendo o sa che sta prendendo un medicinale mentre invece non sta prendendo nulla) hanno dimostrato in patologie con una rilevante componente psicosomatica (come emicrania, insonnia ecc.) un “effetto placebo” fino all’80%. 

Questo incredibile fenomeno, che non è psicologico, è conosciuto da moltissimo tempo, ma oggi si ritiene che fino al 60% dei progressi ottenuti con un trattamento (qualsiasi esso sia) possano essere dovuti a una risposta placebo.

Il biologo molecolare Bruce Lipton chiama l’effetto placebo “effetto credenza”, per sottolineare come le nostre percezioni, vere o false che siano, hanno lo stesso impatto sul nostro comportamento e sul nostro corpo.

36446b_il-tagliaerbe-rich-visoreDa una ricerca britannica è emerso che la carica che ogni mattina milioni di uomini cercano nel caffè, in realtà non è altro che un illusione, figlia dell’effetto placebo che condizionando il nostro corpo con le nostre convinzioni ci fa credere di avere più energie. A dimostrarlo è uno studio condotto dai ricercatori della University of East London, che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sul giornale “Appetite”, dove si apprende che la carica che ci si aspetta al mattino dal caffè non è altro che un condizionamento del nostro cervello.

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Il segreto è tutto nell’aspettativa che il cervello condensa nel caffè: sa già che sarà eccitante, e prima ancora di berlo “attiva una reazione che ci fa sentire più energetici”. 88 bevitori di caffè con un’età tra i 18 e i 47 anni hanno partecipato al test londinese: alla metà a loro insaputa è stato dato del caffè decaffeinato, ma quanto a umore e tempi di risposta le loro performance erano uguali a quelle di chi aveva bevuto caffeina

Ma se la mente con le sue funzioni è capace di favorire la guarigione, immagazzinare informazioni all’inverosimile, darci la giusta energia per affrontare qualsiasi cosa al fine di consentirci di ottenere anche un risultato incredibile, allora può aiutarci a migliorare le nostre prestazioni sportive?

Non rispondete direttamente. Fatevi solo un’altra domanda: 
quante persone conoscete che in allenamento vanno fortissimo ed anche più di voi, ma che poi in gara deludono le aspettative maturate in allenamento? Quante persone conoscete che non riescono a trovare stimoli e concentrazione in gara come riescono a trovarli in allenamento?

Paco Clienti

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine