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Nuoto come fonte di energia: intervista con Monica Priore. Campionessa di nuoto, esempio di vita!

Nuoto come fonte di energia: intervista con Monica Priore
Campionessa di nuoto, esempio di vita! 

IMG_1159_672-458_resizeMonica Priore è una ragazza originaria di Mesagne in provincia di Brindisi ed è una nuotatrice di 35 anni, affetta da diabete mellito di tipo 1, ovvero dipendente da iniezioni di insulina. Monica convive con la sua malattia da quando aveva 5 anni ma è riuscita a non farsi domare dalla stessa. La sua determinazione e il suo coraggio l’hanno portata a fare nuoto master, con il quale Monica ha affrontato e vinto tante sfide!

Nel 2007 ha compiuto l’impresa della traversata a nuoto dello Stretto di Messina, ottenendo un grande successo ed un primato in quanto prima atleta diabetica ad aver portato a termine un’impresa del genere, riscuotendo consensi e apprezzamento da parte di tanti ragazzi diabetici che hanno riconosciuto in lei un esempio da seguire. 

Nel 2010 Monica ha compiuto la traversata di Capri-Meta di Sorrento e i sostenitori in quel caso erano almeno 300! 20 km in un mare grosso per 6 ore e mezzo di nuoto durante i quali la barca di appoggio le controllava i valori ogni 40 minuti. Una dura impresa ma eroica!


Mentre Monica combatteva il diabete grazie al nuoto e la sua forza di volontà, la ricerca faceva grossi progressi fino ad arrivare al microinfusore che le ha cambiato la vita, rendendole i valori stabili e consentendole di controllare il diabete in maniera molto più semplice!

Il nuoto ha reso a Monica un’arma per lottare contro il diabete e dare una grande forza a chi è affetto da questa patologia e attraverso lo sport lancia un messaggio di fiducia e di speranza a chi vive quotidianamente il suo stesso problema. Il suo è un grido, un’esortazione, rivolta in particolare ai sempre più numerosi ragazzi e bambini affetti purtroppo da questa patologia; un invito alla pratica dell’attività sportiva e a condurre una vita il più vicino possibile alla normalità. 

Ricordiamo quindi che la parola impossibile non esiste, prendendo esempio dalla grande Monica che Swim4life ha intervistato in questi giorni!

Ben trovata Monica. Come è iniziata la stagione 2011/2012 per te?

Diciamo non bene, sono stata operata di recente perché mi hanno trovato un melanoma sul braccio sinistro, ma fortunatamente la situazione è sotto controllo ed ora è tutto risolto, devo solo attendere che si rimargini la ferita per poter riprendere i miei allenamenti.

Sappiamo che sei forte e che riprenderai presto. In questi anni ci hai abituato a compiere spesso imprese storiche: nel 2007 ad esempio quando hai realizzato la traversata dello Stretto di Messina, nel 2010 la traversata per la 45^ edizione della “Coppa del mondo di nuoto di fondo Capri-Meta di Sorrento” (oltre 20 km causa mare grosso) e ancora nel 2011 hai completato l’Iron Master, classifica speciale riservata a chi compete almeno una volta in tutte le 18 specialità del nuoto nel settore Master. In tutte queste imprese, sei entrata nella storia come prima ragazza diabetica a realizzarle. Come ci si sente ad essere una persona che entrata nella storia?

E’ una sensazione strana quando mi vien detto che faccio parte della storia della diabetologia Italiana e che ho lasciato un segno, sorrido. Fin da piccola mi dicevo che volevo far qualcosa per sconfiggere il diabete, volevo contribuire in qualche modo per migliorare la mia condizione e quella di chi come me soffre della stessa problematica, ma non sono un medico né una ricercatrice e l’unico modo che ho trovato per dare il mio contributo è stato quello di mettere a disposizione degli altri la mia vita e la mia storia di diabetica e lo sport è stato il mio veicolo.

Cosa hai provato a superare certi limiti ogni volta che hai affrontato le tue sfide?

Un senso di liberazione e di pace interiore ineguagliabili!

DSCN6206La più recente è stata quella dell’Iron Master. Prima ragazza diabetica in assoluto a terminare l’Iron Master nel nuoto e l’ultima gara è stata fatta a Napoli in occasione del Trofeo Gabbiano, nel quale hai gareggiato nei 200 Farfalla in vasca lunga, forse la gara più tosta in assoluto di tutte le 18 specialità (la premiazione speciale nella foto a sinistra)! Come ricordi il periodo nel quale ti avvicinavi gara dopo gara all’impresa e quello nel quale ti preparavi poi all’ultima gara per completare l’Iron Master?

Ricordo tutti i sacrifici fatti nell’affrontare le varie specialità, il dover adattare continuamente la terapia insulinica, il dover combattere con i valori glicemici, ma ad ogni gara svolta pensavo che era andata e contavo quelle che mi rimanevano da fare. Il periodo di preparazione per l’ultima gara fu molto sofferto, non stavo bene, mi era esplosa una forte allergia e facevo una fatica immane ad allenarmi in quelle condizioni; le cure che mi furono date peggiorarono anche la mia situazione glicemica e questo fisicamente mi indeboliva ulteriormente, ma mi sembrava assurdo dopo tutti i sacrifici fatti, dover rinunciare alla chiusura dell’Iron Master così senza neanche provare a lottare. Era solo una gara, la più brutta in assoluto, ma dovevo provarci ugualmente nonostante la mia condizione di salute.

Cosa hai provato a Napoli quando eri in camera di chiamata e ti preparavi a salire sul blocco per l’ultima sfida?

Avevo paura di non farcela ed avevo paura di deludere così i diabetici che erano presenti…

DSCN6209La gara fu molto difficile da sostenere, anche perché in quel periodo non stavi troppo bene come hai detto anche tu. Io ero a bordo vasca che seguivo la tua gara in quell’occasione e ricordo che ai 100 metri hai avuto un attimo di smarrimento e quasi sembrava volessi mollare. Poi è successo qualcosa. È stato come se avessi ingranato un’altra marcia. Cosa è accaduto in quegli istanti?

Nei primi 100 mt la paura e quindi la non serenità mentale mi hanno portata quasi a mollare, ma poi mi son detta “non puoi fermarti, stringi i denti e vai!” Mi è scattato qualcosa dentro, dovevo chiuderla quella gara, non potevo rinunciare…

Terminati i 200 metri hai toccato quella piastra quasi come fosse una liberazione. A quel punto la platea ti ha osannata. Cos’hai provato?

Mi è venuto da piangere, era finita, ce l’avevo fatta nonostante le difficoltà impartite non soltanto dal diabete, mi sentivo serena, non potevo rimproverami niente, avevo fatto il massimo che potevo in quella situazione!

Cosa ti sei prefissata invece per quest’anno?

Quest’anno ci sono i Mondiali Master, vorrei parteciparvi e riuscire quanto meno a rientrare in classifica. È un’impresa molto ardua, ma (problemi di salute permettendo) ci proverò!!!

Con le tue avventure e vittorie, sei diventata l’emblema e l’esempio per tanti ragazzi e ragazze che come te affrontano ogni giorno la realtà di chi è affetto da diabete. Che tipo di responsabilità si ha quando si diventa un punto di riferimento?

La responsabilità è tanta, io metto a loro disposizione la mia esperienza ed il mio impegno. Le mie sfide non sono solo mie ma appartengono a tutti i diabetici; bisogna però stare molto attenti ai consigli che gli si da, io cerco sempre di puntualizzare che nonostante il diabete, se si impara a gestirsi in maniera corretta, si possono raggiungere anche traguardi importanti, l’importante è volersi bene e rialzarsi sempre dopo ogni caduta!!!

DSCN6203Nelle tue vittorie c’è stato un pubblico sempre più folto ad esaltarti, non ti sei mai trovata sola. Sei stata capace da sola di trascinare centinaia di persone a seguirti ed incitarti. Ogni volta che affronti una gara importante, senti il dovere di dover dimostrate anche qualcosa a qualcuno?

Di dimostrare in primis a me stessa che ce la posso fare e poi di dimostrare ai diabetici che si può…

Cosa provi quando uno di quei ragazzini ti si avvicina vedendo in te una speranza?

Una forte emozione, perché so esattamente cosa prova e come si sente e quello che vorrebbe che io gli dicessi…

Cosa succede e cosa bisogna fare se invece capita di perdere?

Nella vita non si può vincere sempre, ed io ho perso tante volte…
Può capitare di gareggiare con gente più forte di te (e tu non puoi fare miracoli!!!) come può capitare di non aver gestito bene la glicemia, pertanto disputi una gara penosa, o può capitare che quel giorno non sei in forma. Se perdi, la volta successiva cerchi di far meglio!

Delle tante medaglie vinte, una volta hai detto che quella più importante per te è stata quella consegnata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prima della gara che ti vedeva impegnata nella traversata Capri-Sorrento, perché ti riteneva già vincitrice per il tuo impegno. Cos’hai provato a ricevere quella medaglia prima di fare la gara?

E’ stato un ulteriore incoraggiamento, voleva dire che i sacrifici fatti per la preparazione della traversata non erano stati vani e che anche il Presidente della Repubblica aveva capito l’importanza della cosa, a prescindere dal risultato finale.

Ci fermiamo qui per adesso, dandovi appuntamento alla settimana prossima per la pubblicazione della 2^ ed ultima parte dell’intervista.

Paco Clienti

Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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