I danni del cloro, come combatterli e come cautelarsi.

Consigli e precauzioni per i nuotatori

Sembra che il cloro usato nelle piscine per disinfettare l’acqua sia dannoso per la salute. La scoperta e la notizia arriva dalla Spagna, dove un’equipe di ricercatori del Centro di Ricerca in Epidemiologia Ambientale (Creal) di Barcellona, guidati da Manolis Kogevinas, hanno condotto uno studio sul cloro usato abitualmente nelle piscine come disinfettante. Gli studiosi hanno rilevato un aumento dei micronuclei, biomarcatori legati al rischio di cancro! Manolis Kogevinas tiene a precisare che non si fugge il problema smettendo di praticare il nuoto, piuttosto evitando l’abuso del cloro nelle piscine da parte dei manutentori.

Il cloro, del resto, è un materiale molto reattivo e a contatto con materiale organico naturalmente presente nell’acqua, ma anche con il sudore e le cellule della pelle, può sviluppare delle sostanze chimiche tossiche. E’ buona norma quindi, fare la doccia prima di nuotare e indossare sempre la cuffia.
Non ci allarmiamo però, perché nonostante la ricerca sia stata pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, richiede ulteriori approfondimenti in quanto ha coinvolto solo 49 volontari che hanno nuotato per 40 minuti!

Parlando invece di cose più realistiche, sappiamo per certo ormai che andando in piscina ci si tiene in forma facendo uno sport davvero completo, ma sicuramente si rischia di ritrovarsi con gambe, braccia e viso che tirano, cioè con la pelle secca, opaca e priva di elasticità e «La colpa è del cloro, che può alterare il pH dell’epidermide e ridurne il film idrolipidico, quel sottile strato di grasso che ricopre la pelle e la protegge dalle aggressioni esterne», come spiega il dott. Antonino Di Pietro, direttore del servizio di dermatologia plastica dell’Ospedale di Inzago (Milano). Un risultato non solo antiestetico, ma che potrebbe anche rendere l’epidermide più vulnerabile a micosi e infezioni virali, come le verruche.

I nuotatori che trascorrono molte ore nelle piscine e che durante l’allenamento compiono molto sforzo fisico, hanno un’inalazione più profonda e più potente di quella dei nuotatori amatoriali che frequentano poco le vasche, per cui inalano più aria ed assorbono più prodotti a base di cloro, a maggior ragione quando si abusa dello stesso. Molti nuotatori infatti soffrono di asma. I problemi spariscono quando si nuota in piscine all’aperto, perché il vento rimuove gas dall’aria sopra la piscina.

Il controllo del cloro residuo libero deve essere effettuato almeno due volte per turno, all’apertura e nel periodo di massimo affollamento della vasca e comunque almeno una volta ogni due ore. Il metodo usato per la determinazione quantitativa e qualitativa del cloro attivo è quello colorimetrico, ottenuto con l’aggiunta della soluzione cloridrica di ortotolidina. Il pH dell’acqua della vasca deve mediamente avere un valore di 7,4, mentre quello del cloro residuo libero deve essere fra 0,6 ed 1,5 mg/l.

Il cloro attivo in uscita dovrà essere compreso tra 0,4 e 0,6 mg/l. Nella vasca non dovrà superare la concentrazione di 1 mg/l.

Ecco tutti i valori da tenere sotto controllo:

tabella

Sarebbe lecito a questo punto chiedere informazioni sui valori del cloro presenti nella piscina dove nuotiamo.

Qualche consiglio per combattere i danni del cloro.
La doccia. Evitate i saponi comuni che hanno un’azione sgrassante. Lavatevi con prodotti poco schiumosi, che non aggrediscano la pelle. Quelli di ultima generazione sono i detergenti a base di gomma xantana: si tratta di una sostanza naturale che ha la caratteristica di stratificarsi sulla cute creando un effetto barriera contro il cloro, una sorta di muta naturale che però permette alla pelle di respirare.
Alcuni detergenti contengono anche salvia e timo, che secondo studi recenti avrebbero effetti antibatterici e antifunginei. Niente docce bollenti, che sgrassano la pelle, ma acqua tiepida.

proteggere-i-capelli-dal-cloro-della-piscinaL’idratazione. Asciugatevi dopo la doccia senza sfregare ma tamponandovi, poi utilizzate una crema. La più adatta per il viso è quella a base di fosfolipidi e di glucosamina, che ha proprietà idratanti ed elasticizzanti.
Per il corpo potete scegliere un olio emolliente. Il dermatologo potrà consigliarvi una formulazione che contenga grassi vegetali, simili a quelli cutanei, che sono in grado di ricostruire il film idrolipidico e di proteggere anche gli strati più profondi dell’epidermide. Stendeteli con un rapido massaggio ma non fino al completo assorbimento. Lasciate invece che una parte penetri spontaneamente attraverso la cute.

Il trattamento dei capelli. Il cloro ha anche un effetto cosmetico negativo sui capelli, dopo lunghe e ripetute esposizioni. È bene quindi utilizzare un balsamo per trattare i capelli dopo aver nuotato.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

5 commenti

  1. È del trattamento con Ozono cosa ne pensate?
    Oppure con biossido di cloro?

  2. Ogni qualvolta vado in piscina, nonostante tutte le precauzione anche qualche gargarismo, di sera ho una leggera difficoltà respiratoria da richiedere uno spruzzo di un insalante “Clenil Compositum”. Cosa consigliate, certamente e’ l’effetto del cloro.

  3. Complimenti all’autore!
    Poco -troppo poco!- si parla degl effetti collaterali del nostro alogeno preferito.
    Anche in Italia non mancano autorevoli studi che evidenziano le criticità dell’uso (smodato) del cloro (G.Agazzotti, 2005 ; R.Messori ,2009 ; G.Fantuzzi, 2010.)
    Preziosi i consigli (anche sui saponi) e bella la foto della lampada ad UV, un buon aiuto per il trattamento dell’acqua!
    Purtroppo la maggioranza degli impianti di trattamento nel Belpaese nasce nell’ottica del minor costo possibile, quindi sottodimensionata e difficile -e costosa!- poi da gestire…ma questa è tutta un’altra storia!

    • Sono d’accordo. Questi sono solo accenni alla dannosità della “chimica” presente nelle nostra piscine.
      Purtroppo io sono uno “sensibile” e posso assicurare che i problemi sono molti, dall’essicazione del cavo orale, gola occhi e naso, che possono anche diventare insopportabili, all’asma, all’ipossia durante l’allenamento, e per finire tutti i problemi epidermici.
      Andrebbe approfondito molto l’argomento, e studiate bene le varie implicazioni e conseguenze, per non far si che uno sport salutare abbia effetto del tutto opposto

  4. Complimenti all’autore!
    Poco -troppo poco!- si parla degl effetti collaterali del nostro alogeno preferito.
    Anche in Italia non mancano autorevoli studi che evidenziano le criticità dell’uso (smodato) del cloro (G.Agazzotti, 2005 ; R.Messori ,2009 ; G.Fantuzzi, 2010.)
    Preziosi i consigli (anche sui saponi) e bella la foto della lampada ad UV, un buon aiuto per il trattamento dell’acqua!
    Purtroppo la maggioranza degli impianti di trattamento nel Belpaese nasce nell’ottica del minor costo possibile, quindi sottodimensionata e difficile -e costosa!- poi da gestire…ma questa è tutta un’altra storia!

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