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Nuoto come fonte di energia: intervista con Monica Priore Campionessa di nuoto e di vita – parte 2

Nuoto come fonte di energia: intervista con Monica Priore
Campionessa di nuoto e di vita – parte 2

monica-priore-3di Paco Clienti.

La settimana scorsa abbiamo pubblicato la prima parte dell’intervista a Monica Priore, atleta M35, affetta da diabete mellito di tipo 1, ovvero dipendente da iniezioni di insulina. 

Clicca qui per leggere la prima parte.

Oggi pubblichiamo la seconda ed ultima parte dell’intervista.

E ora se ce lo consenti, entriamo più nei particolari della tua vita. Monica Priore ha 35 anni, originaria di Mesagne (BR) è affetta da diabete dall’età di 5 anni. Una ragazzina di 5 anni come può affrontare una realtà del genere? Cosa diventa importante a quel punto per far si che si affronti questa realtà nel modo giusto?

E’ dura, molto dura, si cresce in fretta, hai una responsabilità che i tuoi coetanei non hanno, quello che diventa importante è un lavoro di squadra fra medici, famiglia, scuola…il bambino diabetico va seguito con attenzione e deve essere messo nelle condizioni di raggiungere la sua indipendenza nella gestione della sua condizione di diabetico.

Il diabete dal quale sei affetta è il tipo 1, il più intenso. Nonostante questo, non ti sei arresa ed oggi porti avanti una vera e propria lotta contro quella che si definisce una malattia. Considerato invece quello che tu fai, quale altra versione ti senti di dare a chi è malato di diabete come te?

Preferisco considerare il diabete non una malattia ma una condizione di vita con la quale bisogna scendere a compromessi per poter vivere nel migliore dei modi; ogni giorno al risveglio di ogni diabetico inizia una nuova battaglia nel tentativo di avere valori glicemici ottimali, cercando di intervenire prontamente in caso di ipoglicemie (carenza di zucchero nel sangue n.d.r.) ed iperglicemie (eccesso di zucchero nel sangue n.d.r.) per riportare i valori glicemici nella norma. Lo so che non è facile e molto spesso si viene travolti dallo sconforto, ma non bisogna mollare. Io amo la vita ed è per questo che cerco il modo e la maniera di viverla a pieno, nonostante le difficoltà che il diabete mi impartisce.

Tu come hai affrontato la tua realtà quando ne hai preso coscienza?

Con tanta rabbia verso il mondo che mi circondava e tanto dolore che ho tenuto chiuso dentro di me per molti anni, fino a quando sono esplosa ed ho riversato tutta la rabbia nel nuoto, la mia unica valvola di sfogo. E’ stato grazie allo sport che ho potuto prendere piena coscienza della mia condizione, se volevo migliorare le mie prestazioni dovevo studiarmi e capire il funzionamento del mio corpo per poter sostituire con la mia testa il pezzo guasto (il pancreas). E’ stata dura ma lo sport mi ha aiutata a responsabilizzarmi ed a conoscermi.

a_21Oggi cos’è cambiato rispetto agli inizi?

Oggi la situazione è migliorata molto, sono cambiate le terapie e gli orientamenti dei medici

Che lavoro fai? di cosa ti occupi?

Sono un impiegata, svolgo mansioni di segreteria.

In che modo riesci ad unire allenamenti a lavoro?

Mi alleno quando termino il mio lavoro (lavoro 8 ore al giorno), ho sempre il borsone pronto in macchina e appena termino il lavoro, corro in piscina o in palestra.

Da quando tempo nuoti?

Nuoto da 18 anni

Hai iniziato come agonista?

Assolutamente no, ma mi sarebbe piaciuto veramente tanto. L’agonismo ai diabetici era vietato e gli istruttori per paura di un mio malessere cercavano di non farmi affaticare; ho iniziato a gareggiare nel 2004 con molta incoscienza e contro il parere di tanti. Ho iniziato con tutti i limiti e i deficit tecnici che una persona può avere non avendo mai fatto agonismo e non essendo mai stata seguita per farlo.

DSC_1483Come è nata la passione per l’agonismo e le gare e quindi il mondo master?

È nata dalla mia voglia di rinascita, di vincere tanti tabù esistenti sui soggetti diabetici. È stato il mio urlo per avere una vita normale o quasi e la molla è scattata quando ho cominciato ad avere problemi per ottenere il certificato per attività agonistica. Troppi “no” mi venivano detti e venivano giustificati dalla frase “non puoi perché sei diabetica”.

Possiamo dire che grazie allo sport hai trovato una nuova fonte dalla quale trarre energia?

Si, diciamolo pure, lo sport mi fa sentire viva anche nei momenti più difficili e mi sprona a non arrendermi.

Consiglieresti lo sport a chi è diabetico?

Certo che lo consiglio, lo sport oggi è stato riconosciuto come parte integrante della terapia per il soggetto diabetico, in particolar modo per il tipo II, ma anche nel tipo I seppur con maggiori accortezze da tenere.

Insomma, possiamo affermare con soddisfazione quindi che chi è malato di diabete, non ha nulla in meno rispetto ad altri e può fare molto di più di quanto crede? Magari bisogna solo avere pazienza e non mollare mai?

Esatto, nella mia visione della vita come diabetica mi sento di avere una marcia in più rispetto a tante altre persone, perché avendo questo problema ho imparato a tener duro, ad avere pazienza, a riflettere, perché per un periodo della mia vita io mi limitavo a sopravvivere, ma oggi anche grazie allo sport posso dire che VIVO!!!

La ricerca ha fatto grossi progressi nel campo medico. Quanto è cambiato il mondo in meglio negli ultimi 20 anni per chi purtroppo è diabetico? (parla anche del microinfusore e di come funziona)

La ricerca di progressi ne ha fatti moltissimi, in 30 anni di diabete io ho potuto vedere e toccare con mano questi cambiamenti, dai tipi di insulina che oggi garantiscono una maggior copertura al soggetto diabetico (diabete tipo I), agli ipoglicemizzanti orali (diabete di tipo II) e ai microinfusori (diabete tipi I), apparecchietti tecnologici che cercano di mimare la naturale funzione del pancreas. Io oggi utilizzo proprio un microinfusore. Ho praticamente un ago cannula nell’addome, che cambio ogni 2 giorni, collegato ad un cateterino che a sua volta è collegato alla cartuccia di insulina inserita nel microinfusore. Dando dei comandi manuali al microinfusore, gli si dice quanta insulina iniettare. Certo non sono macchine miracolose, c’è chi pensa che mettendo il microinfusore non dovrà più fare controlli glicemici ed avrà sempre delle splendide glicemia, ma non funziona così, bisogna avere sempre tanta pazienza e bisogna studiarsi sempre tanto.

Ma tutti possono avere il microinfusore che porti tu o è qualcosa che ha un costo?

Il microinfusore ha un costo ed anche abbastanza elevato. Viene però fornito dalla ASL sotto richiesta dello specialista. Non è una cosa che va bene indistintamente per tutti, sono i medici a valutare i soggetti più idonei ai quali prescriverlo.

Se oggi incontrassi una persona malata di diabete, sconfortata da questa realtà, cosa le diresti?

Le sorriderei e le direi che anch’io ho attraversato momenti bui legati al diabete e che anche oggi mi capitano giornate in cui cado un po’ nello sconforto, ma poi pensandoci mi rendo conto che non serve a nulla, del resto nella sfortuna io mi ritengo fortunata, poteva capitarmi una malattia peggiore che magari non mi consentisse di nuotare, io invece posso far tutto stando però attenta alla mia condizione.

priore-monica-oroE se invece incontrassi una persona che pensa che chi ha il diabete deve per forza rinunciare a qualcosa?

Le direi che non è così, spesso sono le nostre paure a frenarci, di sicuro la vita di un diabetico non è semplice e per raggiungere degli obbiettivi ci mettiamo un po’ di più di altri che non hanno il nostro problema, ma questo non vuol dire che bisogna rinunciare a delle cose, vuol solo dire che dobbiamo avere molta pazienza e tanta costanza e con i dovuti accorgimenti del caso, possiamo avere tutto.

Cosa provi quando sei in acqua?

Un senso di serenità, quando sono in acqua mi libero dai cattivi pensieri.

Perché il nuoto e non un altro sport?

Io ho iniziato con la pallavolo però non riuscendo ad ottenere il certificato per attività agonistica ho dovuto rinunciare. Diciamo che il nuoto è stato un fortuito ripiego che mi ha dato grandi soddisfazioni e oggi non lo cambierei con nessun altro sport!

Siamo in chiusura, vuoi aggiungere qualcosa?

La vita è fatta di mille difficoltà, chi ha un problema di salute fa più fatica degli altri ad emergere dalla sua condizione disagiante, ma una volta trovata la via giusta non ci sono più freni!!!!

Un saluto affettuoso a tutti gli amici di Swim4life, spero di vedervi presto in vasca!!!

Paco Clienti

Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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