HOT_SLIDE

Il Master della settimana: Martina “Martinika” Benetton

Il Master della settimana: Martina “Martinika” Benetton

HOT_SLIDEDi Antonio Izzo

Nome e cognome: Martina Benetton

Nome di battaglia: Marti…  qualcuno mi chiama Martinika.
Categoria Master: M25
Squadra: Natatorium Treviso
misure fisiche hxp: 176 x 64
Hobby: musica, cinema, moda, viaggi, lettura, lo sport (soprattutto la moto gp)
Mi piace: sole, mare, i sorrisi, la sabbia, le stelle, la determinazione, Valentino Rossi, le parole e le azioni, gli spot di auto e profumi, gli sguardi, la chimica tra le persone e … non sveliamo tutto và!
Non mi piace: il freddo, la falsità, l’ipocrisia, l’arroganza, la mancanza di rispetto, svariati tipi di verdure, il pesce (forse perché è un mio simile?), le calze color carne, la noia e …fermiamoci qua!

Palmares:

03Da agonista

–          2° nei 5 km ai Camp. Italiani Assoluti di Fondo, Brescia 2002

–          1° nei 5 km ai Camp. Italiani Giovanili di Fondo, Circeo 2002

–          3° con la staffetta 4×200 ai Camp. Italiani Giovanili Invernali ed Estivi del 2004

–          Partecipazione a diversi campionati italiani giovanili ed assoluti di nuoto.

–          Partecipazione e podio ottenuto a diversi campionati italiani giovanili e assoluti di nuoto pinnato.

Da master…siamo solo all’inizio (non ha ancora mai preso parte ai Camp. italiani/europei/mondiali):

–          1° ai campionati regionali del 2011 nei 200 e 400 stile

–          2° nel circuito master 2011 del Veneto

–          1° nel circuito di fondo 2011

  1. 01Ciao Martina, prima di tutto raccontaci come è iniziata la tua passione per il nuoto

Prima di tutto, ciao Antonio! Il nuoto è una passione che è cresciuta con me, ogni giorno di più, fino a diventare una parte irrinunciabile di me e della mia vita. Come spesso accade, ho iniziato da piccolissima con un semplice corso nuoto, poi qualche tecnico della società ha visto delle buone potenzialità in me e sono entrata a far parte del gruppo propaganda. Di anno in anno, sono cresciuta sbracciando. Una vita in piscina…e rifarei tutto da capo!

  1. Da quanto tempo ti sei affacciata ai master e prima che rapporto avevi con il nuoto agonistico?

Questo è il mio terzo anno da master. Con il nuoto agonistico ho sempre avuto un rapporto passionale, ci mettevo il cuore, fin troppo cuore. Non si può negare che a volte era amore, a volte odio, gioie e dolori, come succede nelle cose in cui ci si impegna con corpo, anima e mente e a cui si tiene davvero. Ma la passione, la determinazione e la serenità che mi dava nuotare, mi hanno sempre riportata a tornare in acqua, a sorridere o provare delusione a fine gare e a profumare di cloro.

  1. Cosa significa per te la tua squadra e che ruolo ha nella tua vita.

Quando ho capito che era impossibile continuare a fare agonismo, che mi faceva più male che bene, la scelta di passare ai master è stata del tutto naturale. Conoscevo già alcune persone della squadra, il gruppo mi aveva sempre dato un’impressione positiva sia dal punto di vista umano che dal punto di vista sportivo. Così mi sono unita a loro e mi hanno subito fatta sentire parte importante della squadra, confermando l’impressione che avevo sempre avuto vedendoli da lontano. La piscina è sempre stata una seconda casa per me e nella squadra master ho ritrovato una specie di famiglia fatta da amici sportivi come me, in cui non si condividono soltanto gli allenamenti.

  1. 02Quando non vesti costume e cuffietta cos’altro fai?

Dopo la laurea triennale in Economia, ho proseguito e ho ottenuto la laurea magistrale in Marketing e Comunicazione a marzo di quest’anno e da circa un anno e mezzo mi occupo proprio delle attività di marketing e comunicazione in un’azienda. In piscina, oltre che per nuotare, ci torno anche per insegnare nuoto e da poco ho ottenuto il brevetto di Allenatrice.

  1. Qual è lo stile che senti più naturale e quello che invece ti risulta più ostico?

Direi decisamente stile libero, il classico ed intramontabile crawl…mentre proprio non vado avanti a rana!

  1. Parlaci dell’agonismo che c’è in te. Dove nasce la tua voglia di metterti in gioco portandoti a gareggiare per tutta la penisola?

Sicuramente dalla necessità di competizione, di sfidare me stessa ed il cronometro, ancor prima di tutti gli altri. Dalla determinazione e dall’adrenalina della gara, da quella bella sensazione di soddisfazione, stanchezza e gioia quando si tocca quel benedetto muretto, o dalla delusione che ti sprona a tornare ed impegnarti di più per migliorare, dalla non sazietà e dalla tendenza a pretendere il massimo da me stessa.

  1. La tua vittoria più bella di sempre?

Facendo riferimento ad una vittoria nel senso vero della parola, quindi anche per l’importanza del risultato ottenuto, direi il 2° posto, del tutto inaspettato, ai Campionati Italiani Assoluti Invernali di Fondo a Brescia nel 2002 (5 km). Ma non posso negare che ritengo particolarmente belle anche due altre vittorie, più personali: la prima volta che ho ottenuto un tempo per i campionati italiani giovanili (800 mt stile) e la prima volta che ho ottenuto un tempo per i campionati italiani assoluti (400 mt stile). Belle sensazioni!

  1. 04Il momento più bello e più difficile dell’ultima stagione?

Tra i momenti più belli della scorsa stagione scelgo sia la vittoria del circuito di fondo poiché ci tenevo molto e sono state gare impegnative, sia il memorial Bettiol, per le ‘divertenti’ gare che ho fatto e per l’atmosfera che si respirava.

I campionati regionali sono stati invece il momento peggiore e più difficile, per diversi motivi che hanno influenzato negativamente anche i miei risultati.

  1. Quando finisci una gara e il cronometro ti sorride, cosa accade?

Anche il cuore sorride e lo spirito si innalza un po’, mi sento più forte e sicura di me. Un po’ tiro un sospiro di sollievo e di soddisfazione, un po’ mi sento positivamente orgogliosa di ciò che ho fatto e trovo nuove conferme, motivazioni e volontà per andare oltre, fare ancora di più.

  1. La sconfitta più dura che hai subito?

08La gara che mi ha dato maggior delusione e rabbia è stata un campionato italiano di fondo, che si era svolto a Bracciano nel 2003 (5 km). All’iniziale brutta ed inspiegabile reazione che ho avuto non appena ho visto il lago, si è aggiunta una gara faticosa sia fisicamente che psicologicamente, che ho chiuso al 4 posto…risultato ottimo, peccato che solo i primi tre classificati avrebbero partecipato agli europei giovanili di fondo!

  1. Ogni nuotatore ha un sogno. Qual è il traguardo che insegui?

I sogni veri e propri da nuotatrice si sono spenti quando non sono riuscita più ad allenarmi seriamente, fino ad arrivare all’abbandono dell’agonismo. Ogni agonista dovrebbe sognare le vittorie italiane e le grandi competizioni mondiali. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, giusto? (Shakespeare). Da master, continuo a pormi piccoli traguardi personali…l’obiettivo di quest’anno è sicuramente fare delle belle gare ed ottenere delle prestazioni di buon livello ai Mondiali di Riccione.

  1. Cosa ne pensi dell’attuale movimento Master e in cosa lo modificheresti?

Per quel che ho visto in questi due anni e mezzo, l’unica cosa da modificare sarebbe il nostro atteggiamento quelle volte in cui diventa competitivo nel senso negativo del termine, con lamentele e egocentrismi inutili. Ma a livello generale io promuovo a pieni voti il mondo master perché ci permette di continuare a fare ciò che amiamo, in modo rilassato e divertente.

  1. Impegno significa sacrificio. La rinuncia maggiore a cui ti ha costretto il nuoto?

Non c’è stata una vera e propria rinuncia a qualcosa, ma un insieme di ‘No’ detti a cose di diverso tipo, più o meno importanti. Il sacrificio importante è l’impegno e la continuità indispensabile per riuscire ad allenarsi quotidianamente. L’agonismo sottrae tempo, tempo allo studio, agli amici, al divertimento, ai rapporti, alle vacanze, ad altri hobby, alle uscite o semplicemente al riposo. Il sacrificio però, viene sempre ripagato!

                        09_-_il_teschio__un_tatuaggio_ad_acqua   07   06

  1. 05E qui invece puoi dire quello che vuoi… sfogati pure!

Qualunque sia la passione che ci anima, penso vada vissuta ed alimentata, credendoci! Nel mio caso, stare in acqua è qualcosa a cui non so rinunciare, che mi fa star bene, uno sfogo, una soddisfazione e una serenità, una cosa mia…un po’ di acqua, una corsia e una riga blu che mi dice di tirar sempre dritto!

“Ti insegnerò a nuotare, così vedrai che il mare saprà chi sei quando l’abbracci e sulle sue onde ti farà dormire”

Buona stagione a tutti…alleniamoci, ma non troppo! Ci si vede in piano vasca 😉

Ciao e grazie Antonio.

Ciao e grazie a te, “United swimmer of” Marti BenettonOcchiolino

Antonio

Antonio

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*