Umberto Ramelli e l’amore per il Nuoto! Il Master Varesino si racconta a Swim4life – parte 2

Il Master Varesino si racconta a Swim4life – parte 2

di Paco Clienti

La settimana scorsa abbiamo pubblicato la prima parte dell’intervista ad Umberto Ramelli, Master 30, militante nelle fila del Team Insubrika, ranista d’eccellenza a livello internazionale (clicca qui per leggere la parte 1).

Avevamo chiuso la prima parte proprio nel clou dell’intervista e con la domanda “Parli dei master come se fossero un qualcosa che quasi non ti appartiene…come mai?” Ecco la risposta e la seconda ed ultima parte.

Mi appartiene per quei pochi momenti in cui sto con loro. Però poi quando torno a casa è tutto come prima. Casa, lavoro e piscina e comunque non credo che non mi appartiene, solo che non mi piace mai essere in primo piano o al centro dell’attenzione, quindi me ne sto tranquillo quando posso.

Questo ti fa onore e comunque si vede che sei una persona umile e come si suol dire “alla mano”.

Molti non la pensano così. Quando mi incrociano alle gare pensano che io cerchi di farmi notare, invece io cerco solo di divertirmi e far divertire. Siamo lì per questo alla fine.

Cosa ti fa pensare sia così?

Lo penso in conseguenza al fatto che quando conosco bene alcune persone, una volta entrati in confidenza, mi confessano che gli sembravo tutt’altra persona. Se bevo la mia birretta in pre-chiamata non è perchè voglio farmi notare, ma perchè ho sete e una buona birra ci sta sempre! 

La birra in pre-chiamata è il tuo doping…è anche una sorta di rito scaramantico?

È il mio doping mentale, mi rilassa, mi fa ricordare che sono lì per divertirmi e mi toglie un po’ l’ansia da prestazione e poi è buona e dissetante.
Non ho riti, faccio sempre quello che mi viene voglia di fare in quel momento.

Il settore master è cambiato molto negli ultimi 10 anni. Sono cresciuti i trofei in termini di organizzazione e in termini di quantità nel corso dell’anno. Sono aumentati tantissimo i tesserati in Italia ma anche nel resto del mondo, ma i risultati dicono anche che è aumentata molto la competizione. A cosa pensi siano dovuti tutti questi cambiamenti?

Questa cosa mi piace molto, anche perchè se aumentano gli iscritti, vuol dire che ci sono persone che fanno un attività fisica sana in un ambiente sano e divertente, migliorando così la qualità della nostra vita frenetica. Per i risultati la risposta è ovvia, come migliorano i tempi degli agonisti, migliorano anche i nostri…entrano nel settore Master ex agonisti che poi fanno tempi per noi stratosfreici, ma che magari non riuscivano neanche ad arrivare agli Assoluti. Cambiano le tecniche di allenamento e tante altre cose, questo vuol dire che l’evoluzione di questo sport non è solo per gli agonisti ma per tutti, anche i Master.

Il regolamento tecnico del nuoto master ancora oggi cita “il movimento master deve promuovere il benessere, l’amicizia, la comprensione e la competizione fra atleti che abbiano almeno 25 anni” e invece oggi il movimento master è di fatto sempre più vicino ad un secondo agonismo. Si vedono molti più atleti U25 ma anche U20 e i podi dei Campionati Italiani ma anche dei vari trofei di circuito, sono sempre più difficili da raggiungere per un atleta master che non ha un passato da agonista. Cosa porta un ex atleta agonista a rituffarsi nei master e quale motivazione credi ci sia a spingere un ragazzino di meno di 20 anni a fare master anziché proseguire nell’agonismo?

Credo che per un ex agonista che ha fatto nuoto con una vera passione e non perchè imposto, sia difficile allontanarsi per tanto tempo dalle piscine e rientra nel master per i miei stessi motivi. Per gli under 20, se ti ricordi, c’era il circuito propaganda “anni verdi” e oggi c’è anche il Master, dove questi ragazzi possono competere con persone al loro livello, ma anche con persone che sono stati dei big a livello nazionale ed internazionale e credo che sia una bella soddisfazione mettere insieme questi giovani con i talenti del passato.

Qualche anno fa eri uno dei master più forti in circolazione. Oggi invece hai diminuito molto l’impegno con il nuoto per i motivi detti prima e ti limiti a “vivere di rendita” con la conseguenza però di non essere più al top come prima anche se magari molto più spensierato. Pensi che il settore master sia bene prenderlo subito con la testa che hai ora anche nel momento in cui si arriva da un passato da agonista o pensi che comunque se tornassi indietro rifaresti lo stesso percorso?

Sinceramente rifarei tutto. Il master è una passione, se dovessi continuare ad allenarmi con la testa da agonista farei l’agonista, invece qui posso permettermi anche dei periodi di pausa e se non sono tra i più forti…pazienza, l’importante per me è uscire un po’ dalla mia routine quotidiana.

Il tuo stato di “vivere di rendita” ti permette comunque ancora oggi di conseguire importanti traguardi in occasione di Campionati Italiani. Ricordiamo tra gli altri il recente titolo dei 200 rana ai Campionati Italiani Master 2011. Hai lasciato tenere la testa della batteria a Marco Mengotto fino alla fine e solo alla virata degli ultimi 50 metri hai praticamente polverizzato quel vantaggio non da poco che aveva accumulato, chiudendo di circa 1” davanti a lui in 2’33”31, andando in negativo di ben 3” negli ultimi 50 metri! La voglia di vincere c’è sempre, nonostante magari ci sia meno voglia o tempo di allenarti? O quando arriva il periodo di appuntamenti importanti pensi “Perché dovrei lasciare il podio ad altri”?

Quel 200 rana era una gara che avevo deciso di affrontare così già dal giorno prima. Ero sveglio da quasi 48 ore, visto che avevo fatto il viaggio di notte in macchina ed ero senza allenamento. Ovviamente quando si arriva al momento della gara, la voglia di vincere c’è sempre e non sapendo come avrei reagito a questa gara per me odiosa, ho deciso di fare 150 metri in scia e se ne avevo ancora avrei spinto l’ultimo 50. Se non ne avevo più…pazienza, mi sarei accontentato del secondo posto.

Sei uno di quelli che ancora parte senza la “track-start”. Pensi non porti un vantaggio tale da utilizzarla in gara?

Ho provato la track per i mondiali e avevo migliorato molto il tempo di stacco dal blocco, ma uscivo sempre ultimo dalla sub perchè spingevo poco con la gamba, allora ho deciso di tornare alla partenza tradizionale.

Meglio master o agonista?

11L’agonismo per me è quasi una professione, ci vuole tempo e testa Il Master è un hobby, quindi ora come ora solo Master per me.

Che emozioni ti da l’acqua e cosa provi quando stai nuotando in gara?

L’acqua è il mio paradiso! Quando sono in acqua, sono lontano da tutto il mondo e finalmente sono solo con me stesso. L’acqua mi da una sensazione di benessere che non so neanche come descrivere e la gara è un momento dove posso sfogare tutta la mia forza e sfidare me stesso, fino allo stremo delle forze, una cosa che mi è sempre piaciuta sin da agonista.

Siamo in chiusura. Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio solo dire che il nuoto è uno sport che deve essere  fatto con passione.  Ammazzarsi di allenamento per far di tutto per essere i migliori, l’essere fanatici o altro, non ti fanno gustare al meglio le sensazioni che si provano a nuotare e a stare in acqua e sentire il benessere che il nuoto ti può dare!

Ecco il video dei 200 Rana dei Campionati Italiani Master 2011. Da notare il ritorno negli ultimi 50 metri…

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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