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César Cielo dipendente da adrenalina! Il campione brasiliano confessa. Annoiato dal nuoto, trova motivazione solo per l’adrenalina da gara!

César Cielo dipendente da adrenalina! Il campione brasiliano confessa.
Annoiato dal nuoto, trova motivazione solo per l’adrenalina da gara!

cesar_cielodi Paco Clienti.
Il nuoto è noioso, in acqua sei sempre da solo – racconta in una recente intervista César Cielo – La parte divertente non sono certo le ore di allenamento, tanto meno quelle alla mattina presto, ma l’adrenalina che ti dà la gara, l’essere in competizione contro te stesso: migliorare anche solo di un centesimo è un’esperienza che non ha paragoni. In quel momento capisci che ne è valsa la pena. Mi piace mettermi alla prova, avere sempre un nuovo limite da superare”.

Ma forse proprio la dipendenza da adrenalina lo ha reso protagonista del caso doping scoppiato pochi mesi prima dei Mondiali di Shanghai ai quali ha poi preso parte ugualmente, vincendo per giunta i titoli di Campione del Mondo nei 50 delfino e nei 50 metri stile libero, quest’ultimo ai danni del nostro alfiere azzurro Luca Dotto.

Eh già, l’adrenalina, l’ossessione del risultato, del cronometro, forse sono state queste le motivazione che hanno spinto il brasiliano a fare uso di sostanze dopanti, cosa accertata a seguito delle indagini svolte.

Cesar_Cielo-Natacao_ACRIMA20110215_0071_13Cesar Cielo risultò infatti positivo ai controlli anti doping ai quali fu stato sottoposto nel maggio 2011 a Rio, durante le gare del trofeo Maria Lenk. La positività era risultata per uso di furosemida, un antidiuretico.

Perché allora il brasiliano non fu sospeso come da regolamento e prese parte ai Mondiali?

La Federnuoto Brasiliana decise di “perdonare” Cielo comminandogli un semplice avvertimento e cancellando le vittorie ottenute al trofeo Lenk, dimostrando però, in questo modo, incoerenza nella decisione, chiaramente presa senza valide motivazioni realistiche.
A quel punto la “patata bollente” passò alla FINA che per riesaminare il caso fece ricorso al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport n.d.r.), il quale si espresse a favore del brasiliano, assolto con una semplice ammonizione!

Secondo l’articolo 10, comma 2 del Codice Mondiale Antidoping, il caso Cielo avrebbe dovuto invece prevedere una squalifica di due anni e quindi l’impossibilità di partecipare ai Mondiali di Shanghai ed alle prossime Olimpiadi di Londra 2012, compromettendo di conseguenza la sua carriera! 

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Se tutto ciò fosse accaduto, Cielo non avrebbe potuto inoltre avere il ruolo di “personaggio-copertina” alle Olimpiadi casalinghe di Rio 2016!

Sarebbe lecito a questo punto ipotizzare che Cielo è stato “assolto” solo per puro interesse economico e mediatico, calpestando così i veri valori dello sport ed oltrepassando i regolamenti. Almeno questa è stata l’idea che si è fatta una parte della pubblica opinione.

8._DottoE intanto il brasiliano, passata la bufera, versata qualche lacrima e portato a casa due medaglie d’oro, parlando dei sui tempi, oggi dice “mi concentro su quei numeri fino a quando riesco a cambiare le ultime due cifre. Parliamo di centesimi di secondo, ma fanno la differenza tra il primo e il secondo posto…”. 

Questo lo sa bene Luca Dotto (nella foto a destra), arrivato a 4 decimi dal brasiliano, nella finale dei 50 stile libero dei Mondiali di Shanghai 2011!
Lo sa bene anche la nazionale azzurra che sarebbe arrivata al 4° posto nel medagliere, scavalcando guarda caso proprio il Brasile!
Forse non è cosciente di ciò che dice Cielo, che non avrebbe dovuto prendere parte ai Mondiali di Shanghai e che con il suo caso ha reso un pericolosissimo precedente nel mondo del nuoto e di tutto lo sport!

Non ho certo intenzione di smettere, anzi. Ho in mente di nuotare fino al 2020 – ha dichiarato Cielo – Voglio tuffarmi in vasca a Rio de Janeiro e uscirne con una medaglia d’oro al collo”…

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine