Il doping questo s…conosciuto.

Il male che uccide gli atleti e lo sport.

Le liste dei farmaci sono in continua evoluzione, basti pensare che oggi siamo arrivati all’epo di 5^ generazione con il furosemide (diuretico) per mascherare!
Il doping è una realtà ed è anche molto affermata e diffusa, al contrario di quanto si voglia far passare all’opinione pubblica!
È un campo in continua evoluzione e crescita, finalizzato a trovare metodi sempre più validi e più facilmente mascherabili per potenziare le prestazioni degli atleti e questo è un dato di fatto dalle notizie che leggiamo tutti i giorni sui casi che vengono allo scoperto e dal continuo aggiornamento delle normative emanate dal CONI per regolamentare il divieto di uso di sostanze farmaceutiche.
Bisogna ammettere la realtà dei fatti ed anche se ciò che ne deriva va a “danno” dell’immagine dello sport e di chi appassionato ne segue gli eventi, bisognerebbe andare a fondo nelle verifiche da eseguire ad un atleta che è stato capace di prestazioni “incredibili”.

La legge del mercato non sbaglia mai, da secoli: la disponibilità di prodotti, così come anche il costo, cresce all’aumentare della domanda.
Se c’è uno studio così ampio sui metodi per imbrigliare i controlli, vuol dire la richiesta di doping è molto alta, così come purtroppo sono tanti i medici sportivi implicati nel fornirlo e tanti fortunatamente i medici per contrastarlo.

braccio_di_ferroIl termine  dope  è  un vocabolo di origine sudafricana, che indicava una bevanda stimolante che veniva usata nelle danze cerimoniali. Il termine doping viene da “doop”, un miscuglio di sostanze energetiche che i marinai olandesi già quattro secoli fa ingerivano prima di affrontare una tempesta sull’Oceano.
La parola doping deriva dall'”oop”, miscela di oppio, tabacco e narcotici somministrata ai cavalli da corsa nell’ 800.
Da “doop” poi  si è arrivati nel Novecento al verbo inglese “to dope”: somministrare o assumere un prodotto che modifica il rendimento.
Oggi la definizione di doping secondo la Legge n°376 (art.1) del 14 dicembre 2000 del Ministero della Salute, è la seguente:

“Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psichiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”

La legge 376 art. 9 dice: “è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni e con una multa da 2.500 a 50.000 euro chiunque procura, somministra, assume o favorisce l’utilizzo di sostanze dopanti.”
Sono inoltre previste delle aggravanti :

• se dal fatto deriva un danno per la salute;
• se il fatto è commesso nei confronti di un minorenne;
• se il fatto è commesso da un componente del CONI o di un Ente da esso riconosciuto.

Breve Storia del Doping
giochi_AteneLo Sport nasce da subito come manifestazione delle proprie abilità fisiche ed  ha radici molto antiche.

Ma il desiderio di dimostrare la propria forza ed abilità per ottenere gloria, onore e quindi credito da parte di altri nasce con l’uomo stesso. 
In alcuni casi fu visto  come simulazione, e spesso rievocazione delle battaglie.
Si ha notizia della prima Olimpiade nel 776 a.C. ma il desiderio di dimostrare la propria forza ed abilità per ottenere gloria, onore e quindi credito da parte di altri nasce con l’uomo stesso.
Spesso la gara “sportiva” nell’antichità aveva come unico premio la possibilità di rimanere in vita, si combatteva e si gareggiava fino “all’ultimo sangue” in molte discipline e spesso, se il perdente restava in vita, a decidere la sua sorte era il  regnante di turno in onore del quale i “giochi” venivano organizzati.
Prese quindi piede l’abitudine  di assumere bevande, cibi , tisane, decotti a base di radici ed erbe medicinali, funghi e testicoli di animali quali il toro , ritenuti molto forti, con la speranza di aumentare la propria potenza e sentire meno il dolore, la fatica, la paura. Nell’800 il ciclista inglese Arthur Linton che vinse la Parigi –Bordeaux del 1896, morì subito dopo per uso eccessivo di sostanze eccitanti (etere-cocaina).
Nel 1904 l’americano Thomas Hicks, dopo aver vinto la maratona olimpica di Atene, venne colto da un grave malore avendo usato solfato di stricnina durante la gara.
lotta_antico_egittoE durante la II guerra mondiale è noto l’utilizzo nell’aviazione americana di sostanze stimolanti per sconfiggere la paura e migliorare la velocità di reazione.

W.A.D.A. (World Anti Doping Agency)
E’ l’agenzia internazionale deputata a combattere l’ uso di sostanze proibite. Uno dei risultati più significativi nella lotta contro il doping nello sport fino ad oggi è stata l’accettazione, redazione e l’attuazione di un insieme armonizzato di regole antidoping, il codice antidoping mondiale (Codice).
Il Codice è il documento di base che fornisce il quadro per armonizzare le politiche antidoping,le  norme e regolamenti all’interno delle organizzazioni sportive e tra le autorità pubbliche.
Funziona in combinazione con cinque norme internazionali volte a conseguire l’armonizzazione tra le organizzazioni antidoping in vari settori: i tests, i laboratori, le esenzioni a fini terapeutici (TUE), l’elenco delle sostanze e metodi illegali e per la tutela della privacy e dati personali.
Tale armonizzazione lavora per risolvere i problemi che in precedenza erano emersi da sforzi nel combattere il doping del tutto sconnessi e disorganizzati, quali, tra gli altri, la scarsità e la frammentazione delle risorse necessarie per condurre una ricerca e sperimentazione, la mancanza di conoscenze sulle sostanze e procedure specifiche utilizzate ed un approccio uniforme alle sanzioni per gli atleti colpevoli di doping.
Da quando è entrato in vigore il 1° gennaio 2004, il Codice ha dimostrato di essere uno strumento molto potente ed efficace per l’armonizzazione degli sforzi a livello mondiale anti-doping. Ciò è stato dimostrato dal massiccio sostegno dei governi e degli sport ad accettare il Codice, oltre al crescente corpo di giurisprudenza della Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS) nel sostenere i principi del Codice.
L’adozione del codice ha portato a diversi progressi significativi nella lotta globale contro il doping nello sport, compresa la formalizzazione di alcune norme, nonché il chiarimento delle responsabilità delle parti interessate. Questo ha portato armonizzazione in un sistema, in cui precedentemente vigevano regole diverse o, in alcuni casi, non esistevano affatto.
Inoltre, il Codice ha introdotto il concetto di violazione delle regole “non-analitica” , il che significa che una sanzione può essere applicata nei casi in cui vi è evidenza che sia stata commessa  una violazione delle regole anti-doping , ma dove non c’è positività del test di controllo antidoping.

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Revisione del codice
Sulla base dell’esperienza acquisita nell’applicazione del Codice e con l’obiettivo di valorizzare i programmi a livello mondiale anti-doping, la WADA ha avviato un processo di consultazione, nel 2006, per l’esame pratico e messa a punto delle disposizioni del Codice. Durante tutto il processo di revisione, la WADA ha incoraggiato commenti e suggerimenti, da entrambe le parti interessate e di tutti coloro che vogliono uno sport pulito e giusto, che potrebbe beneficiare la comunità globale degli atleti.
A seguito di un processo di consultazione aperta e trasparente che comprendeva tre fasi e la pubblicazione di diversi progetti preliminari, il Codice riveduto è stato adottato all’unanimità dalla WADA del consiglio di fondazione e approvato dai 1.500 delegati presenti il ​​17 novembre 2007, il giorno finale della Terza Conferenza Mondiale sul doping nello sport, a Madrid, Spagna. Le modifiche al Codice entrarono  in vigore il 1° gennaio 2009.
effetti_dopingIl processo di revisione del codice  lo rese uno strumento  ancora  più forte, più efficace per garantire che tutti gli atleti beneficiassero delle stesse procedure anti-doping e garanzie, a prescindere dallo sport, dalla nazionalità o il Paese in cui  venivano testati, in modo che, alla fine, tutti atleti possano partecipare a competizioni in nome della sicurezza e  della lealtà.
La Lista delle sostanze proibite secondo il codice antidoping è entrata in vigore con Validità 1 gennaio 2012.
Ai sensi dell’articolo 4.2.2 del Codice Mondiale Anti-Doping, tutte le sostanze vietate sono considerate come “sostanze specificate” tranne le sostanze nelle classi S1, S2, S4.4 e S4.5, i S6.a ed è vietato Metodi M1 , M2 e M3.
Le sostanze proibite in ogni momento (in e out-of-competition) sono molteplici. Vanno dagli agenti anabolizzanti, agli ormoni modulatori metabolici, fino ai diuretici ed altri agenti mascheranti.
Stessa cosa per i metodi e sostanze proibite, come il potenziamento del trasporto di ossigeno, gli stimolanti, I narcotici, ecc.

Basta cliccare qui per visualizzare il Codice Mondiale Antidoping emesso dal CONI, con l’elenco delle sostanze e metodi proibiti validi a tutto il 2012!

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Cristiano D Errico

Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.
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