Nuotopi

Nuotopiù Academy, la nuova frontiera dell’essere “squadra”. Ecco come nasce e come si articola il progetto.

Nuotopiù Academy, la nuova frontiera dell’essere “squadra”.
Ecco come nasce e come si articola il progetto.

Nuotopidi Paco Clienti.
“L’inseminazione” del progetto Nuotopiù fu fatta a febbraio del 2012, quando Raffaele Lococciolo, vicino alla perdita di qualsiasi stimolo utile a continuare la sua avventura nel mondo del nuoto master, avanzò all’amico di mille avventure, Massimo Melani, la necessità di trovare nuove scosse, ricevere nuovi pizzicotti, per poter ricominciare una nuova sfida che lo tenesse carico di voglia di fare e legato a questo settore. Diversamente si sarebbe allontanato dal mondo del nuoto.
Il caso vuole che alcuni giorni prima, in via del tutto amichevole, Massimo Melani aveva scambiato quattro chiacchiere con Giovanni Franceschi che non ha certo bisogno di presentazioni.
Franceschi è presidente della ASD NuotoPiù Academy, attraverso la quale organizza stage di  perfezionamento natatorio per agonisti e master già da diversi anni. La società è inoltre affiliata FIN con un paio di atleti tesserati. Da quella chiacchierata si prospetta l’opportunità di realizzare qualcosa di innovativo e coinvolgente e nasce l’idea, condivisa immediatamente da Raffaele Lococciolo, di mettere su una squadra da gestire per lo più in maniera “virtuale” ma allo stesso tempo “materiale”, raccogliendo l’adesione di vari atleti da tutto lo stivale italico! Il progetto Nuotopiù Academy ha lo scopo di mettere su un gruppo formato da atleti che pur nuotando in separate sedi l’uno dall’altro, a distanze kilometriche non indifferenti, non deve sentirsi mai solo! Creare una fitta rete di condivisione e confronto tale che chi nuota al sud Italia non dovrà sentirsi “lontano” da chi nuota a Verona, a Savona, a Milano, ad Imperia, a S. Remo, a Viareggio, a Pisa, a Livorno, a Firenze oppure a Montecatini! Il progetto prevede che ogni componente del gruppo, dislocato in diverse piscine e diverse città, non dovrà sentirsi mai “solo” e per far questo il team Nuotopiù Academy organizza e porta avanti un programma di allenamento valido per tutti, come se tutti nuotassero nella stessa vasca.

Simona_Burini_NuotopiSeguire il medesimo allenamento, affrontare gli stessi carichi di lavoro, avere degli obiettivi per ogni singolo atleta e poi confrontarsi virtualmente al termine di ogni seduta!
Ma in che modo?
È stato formato un gruppo su Facebook, un gruppo chiuso e privato del quale fanno parte solo gli atleti della Nuotopiù Academy, sul quale ogni giorno ci si confronta tutti su quanto si è fatto, quali passi e che tempi si sono girati e che risultato si è ottenuto da una determinata sessione di allenamento! E dopo un buon periodo da ospite all’interno del gruppo, il sottoscritto può affermare che lo stesso è molto attivo, con numerosi interventi da parte di tutti, confronti apertissimi e molto curato, con grande passione, da Lococciolo e Melani che guidano insieme a Franceschi questa innovativa attività.
Il progetto ha raccolto la curiosità e la voglia di farvi parte di molti atleti. Gabriele Giordani, Claudia Fantechi, Eleonora Fogliacco, Paolo Nesi, Danilo Natali, Matteo Geri, Erika Vaccaro, Elisa Altemura, Massimo Altare, Nicola Di Giusto e Simona Burini (nella foto a destra), sono soltanto alcuni degli atleti master pescati in giro per l’Italia per formare la nuova squadra della Nuotopiù Academy.
Sulla bacheca del gruppo Facebook di Nuotopiù Academy vengono settimanalmente pubblicati gli allenamenti che si allontanano abbastanza dai canoni italiani, per accostarsi ai metodi francesi ed australiani. Non ci sono orari fissi per l’allenamento, ognuno può seguire il suo in base alle proprie necessità legate a famiglia, lavoro o altro.

Eleonora_Fogliacco_e_Gabriele_GiordaniOltre tutto questo, Nuotopiù Academy organizza almeno due volte al mese un collegiale presso la piscina di Massarosa, con l’obiettivo di seguire fisicamente e visivamente tutti gli atleti, così da testarne la preparazione ed i progressi volta per volta e correggere, laddove necessario, errori e tecnica.
In quelle circostanze Massimo Melani e Raffaele Lococciolo cercano di dare le giuste nozioni tecniche. Vengono riprese partenze, virate ed esercizi, così che sia i presenti che gli assenti al collegiale possano trarne vantaggio, tutto senza alcun costo aggiuntivo, così come racconta Massimo Melani che abbiamo intervistato al fine di entrare nei particolari di questa nuova realtà che ha fatto il suo esordio come squadra in occasione dei trofei di Verolanuova e Rovigo dello scorso ottobre.

Quali obiettivi perseguirà Nuotopiù Academy nel settore master?
Quello di formare un gruppo tranquillo e sereno, realtà che vogliamo mettere a disposizione di tutti. Il mio personale obiettivo è quello di fare qualcosa di nuovo ed allo stesso tempo di eccezionale! Una squadra master che nasce e vince subito non si vede facilmente ed invece è ciò che vogliamo fare noi ed io ho già puntato un paio di eventi in cui voglio vincere!

Elisa_Altemura

Parteciperete alle gare di Circuito in maniera compatta come team?
Assolutamente si. Verolanuova e Rovigo, le prime due gare in cui abbiamo esordito, sono testimoni in quanto nonostante i due eventi fossero per noi occasione di fare appena un rodaggio del team, ci siamo presentati già in tanti e contiamo di arrivare a circa 50 partecipanti per la spedizione di Rapallo al trofeo Premio Azzurri d`Italia. Le Distanze Speciali le faremo in Liguria perché avremo più facilità a ritrovarci tutti. Per i Campionati Regionali invece faremo quelli della Toscana in quanto la società ha origini in quella Regione. Siamo un gruppo organizzatissimo, tra auto e pernottamenti, siamo tutti uniti allo scopo di stare insieme e divertirci.

Ho notato, durante la mia presenza nel vostro gruppo su Facebook, che vi confrontate moltissimo su allenamenti e risultati delle sessioni in acqua. Come vi organizzate per indirizzare i singoli atleti sulla giusta strada visto che siete davvero tanti?

Partiamo dal precisare che il gruppo è fondato dalla maggior parte da velocisti. Nonostante questo, gli allenamenti, aggiornati settimanalmente, hanno anche una sezione per fondisti, ovvero il cuore dell’allenamento è diversificato e quindi studiato sia per fondisti che per velocisti. Ovviamente ci sono livelli di allenamento diversi a secondo della preparazione di base di ogni singolo atleta. Dell’allenamento me ne occupo prettamente io, mentre per la parte amministrativa, le divise ed il coordinamento del gruppo, se ne occupa Raffaele Lococciolo. I collegiali infine, li studia ed organizza Giovanni Franceschi. Durante i collegiali però sono io che resto a bordo vasca per seguire tutti. A fine allenamento io entro in acqua per allenarmi personalmente ed intanto Raffaele e Giovanni si occupano di dedicare particolare attenzione per migliorare tuffi e virate, oltre che osservare le video riprese degli allenamenti fatti!

nuotopi_3

Sembra proprio un’organizzazione studiata nei minimi dettagli. A proposito, quanti atleti conta ad oggi la vostra squadra?
Ad oggi siamo circa 50 tesserati, tra atleti del nord Italia, centro ed anche sud, compreso isole. Stiamo infatti per tesserare un atleta sardo, anche abbastanza famoso…
Perché avete deciso di seguire il modello dei francesi e degli australiani e non degli statunitensi ad esempio?

Perché gli statunitensi danno moltissimo spazio alla tecnica. Noi diamo uno spazio alla tecnica finalizzato ad un atleta master. I moduli nascono per gli agonisti e gli statunitensi fanno fino a 4-5 ore di allenamento di tecnica dedicato. Se noi master facciamo troppa tecnica, non abbiamo preparazione per fare le gare. Gli australiani invece hanno deciso di costruire la resistenza su un corpo forte e non il contrario. Alcuni la chiamano scuola norvegese ma in realtà la cosa nasce in Australia. Thorpe è uno dei maggiori esponenti.
Che tipo di stimoli avete trovato tu e Raffaele Lococciolo nell’intraprendere questa singolare avventura?

Grandi,anzi  enormi. È un gruppo molto bello ed affiatato nel quale non ci sono mai liti o dissapori. Abbiamo una nuova voglia di iniziare questa stagione di nuoto master!
Ti rendi conto che questa idea potrebbe rivoluzionare il mondo del nuoto master?

nuotopiu_2Questa idea nasce per i master e le esigenze che hanno, da impegni di famiglia, di lavoro, fino a considerare anche il fattore logistico. In questo modo siamo tutti insieme! Io la sera vedo le osservazioni di ognuno scritte nel gruppo Facebook, studio quanto leggo e poi rispondo. La cosa importante è che oltre il coinvolgimento tecnico e di preparazione, c’è anche il coinvolgimento morale di tutti!!!
Cosa che tra l’altro manca a parecchi atleti master in Italia che non sempre hanno possibilità di nuotare in gruppo o essere seguiti da un allenatore. Ma ci sono altre attività di contorno?

Assolutamente si. A Settembre ad esempio siamo stati tre giorni in Liguria con Pesce, pizza, americano ed alcol! Siamo un gruppo che vuole divertirsi non solo facendo risultati in acqua.Pensa che sono stati in 15 a dormire a casa di un’atleta, Erika Vaccaro, in occasione del trofeo di Rovigo! Non vogliamo perdere l’aspetto ludico del master.
Pensi che questo modello di confronto potrebbe essere valido anche per la categoria assoluti e nello specifico per gli atleti della nazionale che si allenano insieme durante la stagione solo in occasione dei collegiali?

nuotopi_4Io sono per l’abolizione dell’allenatore della nazionale, quindi…
Penso che ogni atleta debba avere il suo personale allenatore, anche in nazionale! L’allenatore deve poter guardare in faccia il proprio atleta per capire se sta soffrendo, se sta trovando giovamento o se sta in ammollo negli allenamenti. Ecco perché noi facciamo un collegiale almeno ogni 3 settimane!
Se crescete tantissimo, entro la prossima stagione potreste essere tra le società accreditate per vincere i Campionati Italiani…ci avete pensato o non è tra i vostri obiettivi?

Questa è la speranza di ogni allenatore, ma non daremo mai certe responsabilità ai nostri atleti. È ovvio che vincere fa piacere e questo è un obiettivo che sicuramente non escludo, ma che non perseguiremo in maniera prioritaria.
Siamo in chiusura. Vuoi aggiungere qualcosa?

In una squadra mista dove il rapporto uomo/donna è 4-1, ci sono poche speranze di far bene e trovare un certo morale ed aggregazione per un confronto completo. Nella nostra squadra ci sono più donne che uomini…ho detto tutto!

Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*