Niccolò Beni l’Extremo!
Nel nuoto è tra i migliori delfinisti italiani di sempre, ma anche il rivenditore di riferimento.
Niccolò Beni, 27 anni tra qualche giorno, il 9 luglio esattamente, è uno dei migliori delfinisti italiani di sempre, avendo raggiunto risultati che pochi italiani hanno realizzato nei 200 farfalla. Niccolò è un nuotatore appassionato molto singolare, perché riesce a vivere la sua carriera agonistica sempre ad alti livelli, nonostante gli assidui impegni lavorativi che gli porta “Nuoto Extremo by Nicco”, l’attività commerciale avviata con successo dal 2008, proprio nell’anno del suo maggiore exploit! A livello internazionale ha fatto il suo esordio in Azzurro ai campionati Europei Juniores di Lisbona 2004, seguita dalla coppa latina in Argentina, dove vinse l’argento nei 200 farfalla. La prima presenza in nazionale assoluta la colleziona nel 2005 in occasione degli Europei in vasca corta di Trieste, ma è nel 2008 che fa il salto, arrivando alle Olimpiadi di Pechino dopo aver segnato 1’56″99 al Trofeo Internazionale Settecolli, diventando il primo italiano a scendere sotto la barriera dell’1’57”!
Ha conquistato nella sua carriera nove titoli italiani nei 200 farfalla, due nella staffetta 4×50 misti ed un titolo italiano nei 50 dorso, oltre ad un argento nei 200 farfalla, due ori nella 4×200 stile libero e 4×100 misti ed un bronzo nella 4×100 stile libero ai Giochi Mondiali Militari del 2011 a Rio de Janeiro, dove ha inoltre scoperto in anteprima parte degli impianti e del Villaggio Olimpico dove nel 2016 si disputeranno le Olimpiadi! Detiene ad oggi il Record Italiano nei 200 farfalla in vasca corta, specialità nella quale riesce ancora ad emergere ad ogni edizione dei Campionati Italiani. Nonostante una carriera meritevole, a Nicco Beni manca solo il Mondiale, esperienza che non è riuscito a realizzare.
Pare che la tua avventura nel nuoto non sia iniziata nel migliore dei modi eppure sei riuscito ad emergere, dimostrando fin da giovanissimo una grande determinazione che ti ha portato poi a raggiungere livelli davvero eccellenti. Come ricordi i tuoi inizi e perché il nuoto?
«Il nuoto l’ho scelto anche grazie ai miei genitori che mi hanno spinto a seguire questo sport anziché altri. Con gli allenatori ho avuto un rapporto burrascoso agli inizi, anche perché ai primi tempi non seguivo il nuoto con questa grande passione. Ricordo che una volta un allenatore consigliò a mio padre di farmi dare al calcio perché per il nuoto non ero portato! Mio padre dopo mi disse di non ascoltare mai nessuno che cerca di scoraggiarti nel realizzare qualcosa, perché nulla è mai scritto prima e nessuno può dire dove puoi arrivare. Questo episodio mi è rimasto impresso nella mente.»
Quali sono le difficoltà che un ragazzino italiano incontra ancora oggi nel momento in cui decide di intraprendere il cammino nel mondo del nuoto?
«Tante e tra le prime cose c’è sicuramente l’argomento dell’istruzione. Quando inizi a fare nuoto a certi livelli, devi sacrificare molto della tua vita in termini di spazio di tempo da dedicare ad altre cose e soprattutto non è facile fare bene nuoto ed andare bene anche a scuola.»

In altri Paesi come gli USA ma anche alcuni altri in Europa, i giovani vengono aiutati molto ad intraprendere il percorso agonistico unitamente a quello studentesco, con programmi universitari che consentono di avere la possibilità di poter studiare in un certo modo mentre curano la loro crescita sportiva. Qui in Italia è diverso.
«In Italia siamo tantissimo indietro su questo argomento. Secondo me dovrebbero cambiare molte cose dall’alto anche perché le Università italiane sono tra le migliori al mondo. Quando esci dall’Università italiana, sei completamente acculturato non solo sul percorso che hai scelto, ma in generale un po’ su tutto, cosa che difficilmente avviene all’estero dove ti preparano esclusivamente sul percorso che hai scelto di fare.»
Perché secondo te in Italia non si fa un investimento del genere per il nuoto?
Secondo me dietro c’è tanta politica e tanti interessi. Poi considera che in Italia il 90% degli interessi per lo sport è destinato al calcio. Io direi che proprio per questo motivo però, già quello che si sta facendo è qualcosa di molto buono. »
Con questi presupposti, diventare un campione affermato ed allo stesso tempo seguire un percorso di studi importante, è davvero un’impresa qui in Italia. Tu sei riuscito addirittura ad andare oltre creandoti una professione importante proprio mentre eri nel picco della tua carriera. Quali sono state le valutazioni che hai fatto tra il 2007 e 2008 prima di avviare l’attività di rivenditore autorizzato con Nuoto Extremo?

«Nuoto Extremo è nato a Gennaio 2008, proprio quando stava arrivando il mio exploit. Non saprei cosa dirti, perché in quell’anno tutto è andato davvero bene. Anzi ti dirò di più, una cosa che pochi sanno, quell’anno mi infortunai gravemente ad un braccio giocando a calcio e continuai ad allenarmi nonostante il dolore fortissimo e riuscii a fare, se ricordo bene, 1’59” nei 200 farfalla agli italiani! Pensai che se ero riuscito a fare tanto con poco allenamento sulle spalle, potevo fare anche molto meglio!
L’attività commerciale l’avviai consapevole che mi avrebbe cambiato la vita, ma se sono riuscito a farlo è stato soprattutto grazie ai miei genitori e mio padre che mi hanno fatto riflettere ed aiutato a pensare concretamente al mio futuro, visto anche che per lo studio non ero molto portato.»
Al trofeo Sette Colli di Roma del 2008 segnasti il primato italiano assoluto in vasca lunga nella finale dei 200 farfalla fermando il crono a 1’56″99, diventando inoltre il primo italiano a scendere sotto la barriera dell’1’57”! Ricordi ancora le emozioni che provasti in quell’occasione?

«Non mi aspettavo di fare quel risultato e mi sono sempre chiesto come avevo fatto! La mia gara perfetta che non ti so spiegare! Quando partecipai al Settecolli nel 2008, non avevo assolutamente in testa di fare il tempo per andare alle Olimpiadi, non era proprio negli obiettivi della stagione! Entrai quindi in acqua tranquillo e senza pensieri e poi arrivò quel risultato incredibile. L’Olimpiade era un sogno ed io sono riuscito a realizzarlo.»
Come reagisti alla chiamata per le Olimpiadi di Pechino 2008?
«Anche dopo il Settecolli, nulla era certo. Quando mi dissero dell’ufficialità della convocazione, esplosi di gioia, si era realizzato un sogno e non ci sono aggettivi per definire quella gioia!»
Come è stato vivere l’esperienza olimpica?
«Quando arrivò la convocazione, ero contento, ma per me era una convocazione in nazionale e non avevo realizzato ancora che sarei andato alle Olimpiadi. Quando poi partecipai alla Cerimonia di Apertura e vidi che accendevano la fiaccola olimpica, provai un emozione incredibile, mai provata fino ad allora e che mai più ho riprovato! Fu lì che realizzai di essere veramente alle Olimpiadi!»

Nel 2008 ti laureasti Campione Italiano Assoluto agli Invernali in vasca corta di Genoa dove segnasti il Record Italiano in 1’54″20 che poi ritoccasti agli invernali dell’anno successivo a Riccione, dove segnasti 1’53”72, attuale primato. Quali furono le emozioni di abbassare ancora il Record Italiano da te stesso registrato l’anno prima?
«Fare il Record Italiano è un’emozione grandissima! Riuscii a fare questo risultato a Riccione nonostante venissi da una grossa influenza che mi aveva fermato quasi per due settimane. Tra l’altro il favorito di quegli italiani era Natullo e tutti, anche io, mi aspettavo che facesse un gran tempo. Ricordo ancora gli ultimi 25 metri nei quali venne fuori una mia subacquea davvero pazzesca…toccai per primo incredulo perché mi ero reso conto di essere dietro almeno di un metro e mezzo ai 75 metri rispetto a Natullo. Comunque quella fu un’annata straordinaria, nella quale ogni volta che entravo in acqua mi stupivo!»
Nel 2008, proprio quando eri all’apice della tua carriera, decidi di avviare l’attività di rivenditore autorizzato con un negozio specializzato per il nuoto che prese il nome di “Nuoto Extremo by Nicco”. Quel negozio, che si trova a Firenze, è un attività che ha avuto grande successo ed oggi è tra le più apprezzate e più importanti a livello nazionale ma anche internazionale.
«Si, ci siamo buttati anche sull’estero con certi obiettivi da raggiungere e devo dire che con grande soddisfazione, stiamo facendo molto bene visto che siamo riusciti a vendere in posti che nemmeno mi immaginavo. Il primo ordine estero arrivò dalla Nuova Zelanda! Abbiamo poi spedito in Corea, in Giappone, Trinidad & Tobago, Argentina, Canada, Stati Uniti, Brasile, Ohio, Miami ed in diversi altri paesi europei. Tra l’altro alcuni clienti che hanno acquistato dall’estero, sono poi venuti a trovarci anche al negozio in occasione delle loro vacanze!

Ricordo in particolare alcuni clienti dal Sud Africa, Scozia, Grecia, Israele e Turchia. Ovviamente la maggior parte delle vendite arriva dall’Italia, ma non ce la caviamo affatto male sull’estero, cosa che mi rende molto contento. La cosa che mi piace di più è che quando vado in giro a fare gli stand, come in occasione di questi Campionati Italiani Master di Trieste, le persone non mi riconoscono come Niccolò Beni nuotatore, ma come Nicco di Nuoto Extremo e ciò vuol dire che abbiamo lavorato davvero bene e che siamo riusciti ad accontentare tante persone che tornano da noi nel tempo (Nella foto a destra Nicco Beni con Monica Corò, campionessa mondiale dei 50, 100 e 200 rana master50).»
Nonostante gli impegni lavorativi, sei riuscito ad andare avanti sempre ad altissimi livelli e nella primavera del 2010 ti confermasti Campione Italiano dei 200 farfalla con 1’59″21, risultato che ti valse la convocazione in nazionale per gli Europei di Budapest dove arrivasti in finale con il 5° miglior crono. Come fu quell’Europeo per te?
«La cosa che mi ricordo di più è che vinsi la semifinale. Ricordo ancora quel giorno, una grande soddisfazione per me.»

Dopo aver vinto il tuo primo titolo italiano in vasca corta in quegli incredibili 50 dorso da subacquea da alieno agli estivi di Ostia, nel 2011 dopo tanti anni di Firenze, decidesti di trasferirti a Livorno con l’allenatore Corrado Rosso, insieme al quale provasti a qualificarti per le Olimpiadi di Londra 2012, obiettivo che inseguisti fino al Sette Colli e che però mancasti. A giochi fatti e con i risultati ottenuti, come reputi oggi quella scelta?
«Quella scelta la rifarei altre cento volte! Volevo provare a cambiare già da alcuni anni e come molti mi dicono, dovevo forse fare quel passo anche prima. Stare lontano da Firenze però non era facile per me, proprio per gli impegni di Nuoto Extremo. L’esperienza di Livorno, anche se breve, mi ha cambiato tanto e mi ha fatto capire tante cose. Poi nel nuoto l’importante è capire cosa si vuole ottenere e dove si vuole arrivare in base alle proprie possibilità. Io decisi di tornare a Firenze e fare quello che potevo fare nella massima serenità e con gioia. Ricordo l’argento vinto ai Campionati Italiani invernali del 2012 che mi rese davvero molto felice, perché ero lì, ancora in prima linea e sul podio. Ai primaverili ci arrivai secondo me troppo carico.

Dopo gli invernali mi misi sotto a fare di nuovo l’atleta al 100% con i doppi allenamenti e non ci ero più abituato. A Riccione sono arrivato in finale, ma ero davvero molto stanco dopo le eliminatorie del mattino e non sono riuscito a dare quello che volevo.»
Diverse sono state le tue presenze in nazionale, con partecipazioni agli Europei, Universiadi e Giochi Mondiali militari con la maglia del Gruppo Sportivo Esercito. Hai fatto addirittura le Olimpiadi, ma quello che però manca dalle tue esperienze internazionali, è un Mondiale!
«Questa è una cosa che ha segnato profondamente la mia carriera.»
Forse ci saresti potuto andare nel 2009 con i Mondiali di Roma…
«Non tocchiamo questo tasto perché quella mancata convocazione fu una cosa che mi fece davvero male. Ricordo che quando ufficializzarono le convocazioni, stavo facendo il collegiale per i Mondiali in Sierra Nevada e l’unico a non essere convocato di quel gruppo, fui io. Ci rimasi talmente male che volevo lasciare il nuoto, lasciare il ritiro e tornare a casa! Nel ricordo non ci vivo, ma quello è un mondiale che mi manca tanto. Anche i Mondiali di Shanghai mi sono sfuggiti di mano alla fine. Ricordo che feci 1’57”8 agli invernali, campione italiano, ed arrivai al Settecolli carico di lavoro perché pensavo di andare direttamente ai Mondiali ed invece nulla. Resterà per me qualcosa di incompiuto.»

Sei stato Campione italiano dei 200 farfalla per ben nove volte, in maniera ininterrotta dal 2009 al 2011. Negli anni successivi sei comunque arrivato sempre al podio, nonostante intanto avanzassero i più giovani alle tue spalle. Come hai fatto a restare ad alti livelli nonostante gli impegni sempre più intensi che ti ha portato l’attività di commerciante con Nuoto Extremo?
«Non è stato facile, anzi, è stata molto dura. In primo piano però io ho messo sempre il nuoto. Nuoto Extremo era per me un giocattolo che curavo solo nei tempi liberi dal nuoto.»
Il tuo negozio è davvero un vero e proprio santuario del nuoto! Nel camerino c’è un blocco di partenza originale in marmo, il pavimento ha una corsia ed inoltre hai anche una piastra cronometrica posizionata all’interno del locale!
«Si, abbiamo anche un podio, un manichino sospeso nell’aria che si tuffa, cosa che non credo si trovi facilmente in un negozio, e le bandierine »
Metterai qualcos’altro in futuro?

«Ho trovato un orologio che sembra il cronometro della piastra e vorrei riuscire a mettere anche l’orologio grande dell’Omega che si vede sul piano vasca nelle competizioni importanti ma è davvero difficile farselo dare.»
Perché arredare il tuo negozio come se fosse una piscina?
«Perché la piscina è il mio mondo! Nel negozio Nuoto Extremo si parla solo di nuoto che è ciò che ho fatto da sempre e ciò che faccio oggi ancora con la stessa passione di quando ho iniziato.»
Hai anche una collezione di cuffiette…quali sono i tuoi pezzi più pregiati al momento?
«Bè a parte quelle degli italiani, ho quella di Phelps, Lochte, Cielo, Schuman, Sullivan, Natalie Coughlin, Ranomi Kromowidjojo…ne ho tantissime e ricordo che la prima cuffia che collezionai fu quella di Therese Alshammar.»
Quali sono invece i tuoi obiettivi per il futuro?
«Bè adesso nel nuoto ho intenzione di divertirmi dandomi alla velocità con i 50 dorso e vedere cosa riesco a fare nei prossimi anni.»


Quindi non ti vedremo più nei 200 farfalla?
«Penso di no. Credo che la chiusura di una carriera debba essere in bellezza per lasciare un bel ricordo e poiché l’anno prossimo avrò 28 anni, devo iniziare a pensare cosa posso e cosa non posso fare.»
Da pochissimo stai vivendo addirittura anche un’esperienza calcistica con il Pian di San Bartolo nel Campionato Amatori AICS e so che pratichi anche Paintball! Ma quante cose fai?
«Si, sono cose che mi divertono molto. In effetti faccio tantissime cose, ma sono uno che non riesce a stare fermo, sono uno da movimento!»
Cosa significa per te far parte del mondo del nuoto e cosa provi ogni volta che ti tuffi in vasca, che sia per un allenamento o per una gara?
«Essere nel mondo del nuoto è per me una gioia. È una gioia entrare in acqua, dove sento di poter fare ciò che voglio e mi sento libero. Ne faccio parte ed il nuoto fa parte di me e della mia vita e se tutto va bene, resterò a stretto contatto con il nuoto anche dopo che lascerò l’attività agonistica, con gli stand di Nuoto Extremo che andrò a fare in giro nelle piscine. Il nuoto resterà per me sempre la prima cosa per me.»
Cosa ti ha dato il nuoto in tutti questi anni?
«Il nuoto mi ha dato tante gioie e dolori. Mi ha fatto crescere caratterialmente su tanti aspetti e mi ha fatto diventare forte. Il nuoto mi ha reso quello che sono oggi (foto a destra Deepbluemedia).»
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