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Lo spreco di energia nella nuotata, alla ricerca dell’idrodinamicità.

L’utilizzo delle gambe e la frequenza di bracciata

Cosa accade quando sollecitiamo i muscoli? Consumiamo ossigeno e di conseguenza energie, perdendo gradualmente mordente e forza. Questo si verifica in maniera più condizionante quando in allenamento facciamo uno spreco di battuta di gambe in ripetute aerobiche e addirittura nelle fasi di riscaldamento.

Swim4life_tecnica_gambe_nuoto_02La battuta di gambe costante e velocizzata, non serve ne nelle fasi aerobiche, ne in quelle anaerobiche ed inoltre non porta benefici all’avanzamento in acqua durante la nuotata. Nelle fasi di riscaldamento prima dell’allenamento e nelle ripetute aerobiche, le gambe vanno utilizzate con molta parsimonia, con il solo fine di mantenere un assetto equilibrato, permettendo al corpo di avanzare con il minimo sforzo. Il risparmio di gambe in queste fasi dell’allenamento è inoltre fondamentale per l’importante economia di cui tener conto per far bene tutta la sessione. Sono le braccia a fare lo sforzo maggiore, affondando e “cercando un valido appoggio sull’acqua” per tirare e far avanzare il resto del corpo. Anche le braccia quindi vanno utilizzate senza alzare inutilmente i ritmi, ma cercando l’efficacia del movimento.

Nelle fasi aerobiche a stile libero, dorso e delfino, la gambata deve essere di “appoggio” alla nuotata, senza strappare, ne forzare.

È bene mantenere le cosce unite (dal ginocchio in su) in tutte le fasi della nuotata, inclusa la virata, al fine di mantenere un equilibrio maggiore a vantaggio dell’assetto e contemporaneamente creare meno vortici di resistenza.
È bene tendere ad incrociare i piedi e leggermente le gambe all’uscita dalla virata, subito dopo la spinta dal muretto, al fine di allenare il meccanismo del movimento automatico. Questo andrà a vantaggio di un miglior assetto che permetterà di guadagnare velocità ed idrodinamicità alla spinta, con un guadagno di inerzia da sfruttare per la ripartenza.
Se si impara sempre meglio ad utilizzare braccia e gambe, si traggono vantaggi sulla tecnica e di conseguenza sulla velocità di nuotata con il minimo sforzo.

Swim4life_tecnica_gambe_nuoto_03Se si affina la tecnica e si eliminano i movimenti “parassiti”, c’è meno spreco di energie che nell’economia di una gara può fare la differenza. Basti pensare che per raddoppiare la velocità di movimento delle braccia in acqua, c’è bisogno di un quantitativo di energia otto volte superiore a quello iniziale e ciò non cambia comunque l’efficacia della bracciata. Un esempio pratico ed immediato sul corretto movimento si può fare sugli animali. I cavalli ad esempio, accelerano la loro corsa aumentando la lunghezza della loro cavalcata e non la frequenza del movimento.

Ritmi più elevati di braccia e gambe, vanno attuati solo nelle ripetute per allenare la velocità e quindi nelle fasi di allenamento in C.
Al fine di un miglioramento della tecnica e di una importante economia di energia, è bene cercare il movimento giusto e non la frequenza.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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