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Epistemologia del nuotatore, in tutte le squadre ce n’è almeno uno!

Ecco un elenco enciclopedico delle diverse categorie di nuotatori, o più professionalmente detti “swimmers”,  nei quali potrete imbattervi durante il corso della vostra esperienza natatoria. Per alcune c’è una descrizione dettagliata, per altre, la vignetta disegnata per Swim4life da Leonardo Ciolli, meglio conosciuto come IlLeo, vignettista per passione.

Feticista: questo swimmer ha un solo scopo nella vita, comprare costumi. Se ne frega dei tempi, non gliene importa niente dello spirito olimpico. Vuole solo continuare ad acquisire costumi. Fosse per lui nuoterebbe rigorosamente con jammer omologato della D&G. Quando nelle piscine incrocia altri swimmers, non è attirato dalla bracciata, dallo stile di nuotata o dalla tecnica. La prima cosa che nota è il tipo di costume che indossa e riconosce un modello vecchio di anni al primo sguardo e se per caso incontra qualcuno con l’ultimissimo modello di una casa esotica, corre subito a vederne le caratteristiche in rete. Solitamente sono prossimi al divorzio perché le mogli non ne possono più di trovare costumi da gara anche nel frigorifero.

Fogna/Forno: costoro nuotano per un solo scopo, potersi nutrire fregandosene delle calorie. Sono quelli che si mettono il costume e via in acqua sempre con il sorriso, perché loro lo sanno, oggi 250 gr di carbonara, birra, gelato, caffè e ammazzacaffè non glieli toglie nessuno. Tendenzialmente sono in forma, magari non come Cristiano Ronaldo, ma di pancia o grasso ne hanno davvero poco. Salvo poi avere un infortunio, smettono di allenarsi e in tempo zero si gonfiano come un Barbapapà.

Il finto esordiente: a questa specie appartengono tutti gli swimmers che a detta loro si avvicinano al nuoto solo per caso, nascondendo invece gloriosi passati natatori. Nel passato recente hanno effettuato altri sport solo e unicamente per tenersi in forma. Poi magari alla prima uscita su un 200 stile ti sparano un crono da paura. Sono i più odiati, quelli che non fanno fatica a nuotare 20km a settimana, a chiacchierare durante le ripetute e che volentieri investiresti. Ma loro lo fanno solo per tenersi in forma!

Infortunato: sono quelli che prima di una gara mettono subito le mani avanti con la classica frase: “la faccio solo per farla, non sto bene”. Qui poi ci sono le due sottocategorie: il malato immaginario e il vero infortunato. Alla prima sottocategoria appartengono quei bastardi che dopo averti detto questa frase, si fanno la gara a tutta e tu, povero idiota che sei convinto stiano male e vai al loro passo, scoppi dopo 50 metri mentre loro finiscono la gara segnando pure il personale. I veri infortunati invece, si fanno una trotterellata, magari nemmeno finiscono la gara e comunque non si meritano le tue bestemmie.

Metodico: in psicologia potrebbero essere inquadrati nella categoria degli anali (non andate su youporn). Sono persone ossessionate dal metodo, dalle tabelle, dalla dieta. Non saltano un allenamento nemmeno se muore il figlio. Mangiano solo cibi sanissimi, non bevono una birra nemmeno sotto tortura e soprattutto, la loro testardaggine li porta ad avere risultati. Sono però quelli che ti fanno dire: “Se per nuotare veloce devo fare la sua vita, piuttosto mi dedico al crack”.

Swimmer 2.0: sono l’ultima frontiera del nuoto. Sono quelli che nuotano col GPS, che hanno in cuffia canzoni del loro mp3 anfibio con l’applicazione che in tempo reale posta su qualunque social network, pure su LeRicetteDellaNonnna.com, il loro allenamento in tempo reale. Salvo poi sputtanarli e scoprire che in 30 minuti hanno nuotato poco più di 750 metri. 

Top Class: sono quelli davvero forti, quelli che nuotano a una velocità che nemmeno nei tuoi sogni riesci a tenere, e se ci provi, in sogno, ti vengono i crampi. Sono però anche quelli che se c’è da andare piano per far compagnia a un amico, ti si affiancano e trotterellano a un modesto (per loro) ritmo e nel frattempo raccontano barzellette, ti passano il beverone, ridono e scherzano, si fanno le pratiche del lavoro mentre riprendi fiato, e poi, dopo il tuo allenamento, ripartono per farne uno vero (magari altri 5 Km ).

Fantascientifico: è quello swimmer che sa di essere scarso, ma nella sua testa ogni tanto gli parte l’embolo e fa cose assurde come provare a nuotare un 200stile sotto 2’05” quando non è sceso mai sotto il 3’27”. Ogni tanto gli escono frasi del tipo: “Ma tanto prima o poi ti supero” e magari lo dice, seriamente, a quello che va più forte di lui di 30 secondi a vasca.

Metronomo: spesso coincide col top swimmer; non ha bisogno di orologi, sa esattamente a che passo sta andando, sa quanto ha nuotato, a che ritmo e tempo e sa per quanto deve ancora nuotare. Sul suo ritmo costante potrebbe suonare a tempo l’intera orchestra della Scala.

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Old School: sono solitamente dei quasi sessantenni che non si sono mai rassegnati all’uso delle tecnologie. Per loro il nuoto è solo costumino, cuffietta e occhialini. Ripetono un mantra: “Tu devi sentire il tuo corpo”. Spesso hanno l’aspetto di un bonzo tibetano e di tanto in tanto capita che a fine gara ti chiedano che tempo hanno fatto. Proprio in quel momento ti verrebbe da dire loro: “Senti il tuo corpo e quando ti risponde fammi sapere!”

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Antonio