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Il Nuoto in vecchiaia, quali sono i vantaggi e come affrontarlo.

Il Nuoto in vecchiaia, quali sono i vantaggi e come affrontarlo.

Il nuoto in Italia è uno degli sport più scelti fra gli anziani; si calcola che circa il 25% degli anziani facenti sport, ha scelto il nuoto come attività elettiva.
Partendo dal presupposto che è un’attività che non ha particolari controindicazioni, vi ritroviamo a praticarla spesso soggetti anche colpiti da gravi disabilità neurologiche (ictus, Morbo di Parkinson, Alzehimer, ecc) e problematiche cardiovascolari (ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, pregresso infarto del miocardio, ecc). Spesso bisogna vincere le reticenze dei familiari che ostano l’espletamento di una qualunque attività sportiva negli anziani della famiglia, soprattutto in un ambiente “particolare” come l’acqua.
Chi si approccia al nuoto in età avanzata deve però fare attenzione ad alcune avvertenze. Come già detto, il nuoto si svolge in un ambiente del tutto particolare come l’acqua, perciò è importante acquisire in modo ottimale i concetti elementari di idrodinamica e idrostatica; in secondo luogo si deve partire da un concetto fondamentale che magari dai più può non essere accettato: il nuoto deve fornire opportunità di benessere. Questo concetto può magari risultare desueto a chi per tutta la vita si è allenato con competitività, alla ricerca della prestazione. Ma ricordiamoci che in questa fase della vita, noi otterremo delle grosse soddisfazioni dal nostro corpo, nuotando con intensità, regolarmente, ma senza l’accanimento del risultato.

Nelle malattie osteo-articolari (artrosi, osteoporosi, anchilosi articolari, ecc.) il nuoto consente di superare adeguati carichi di allenamento, proteggendo in maniera eccellente le articolazioni e la colonna vertebrale, poiché è uno sport che si svolge in assenza di gravità e quindi di carico. Cosicché non è raro vedere situazioni davvero particolari, ovvero soggetti affetti da rigidità articolari nei movimenti in aria, muovere invece ritmicamente le articolazioni in acqua.Il_Nuoto_in_vecchiaia_quali_sono_i_vantaggi_e_come_affrontarlo
È proprio questo movimento ritmico e regolare di collo, braccia e gambe, a risultare un vero e proprio toccasana negli stati di rigidità.
La cadenza ritmica dei movimenti delle principali articolazioni, associati ad una buona tecnica di respirazione, fa del nuoto uno sport di grande beneficio per l’attività cardiovascolare e respiratoria.
Il tipo di allenamento aerobico apporta inoltre benefici sul metabolismo sia di carboidrati che di grassi, grazie ad un costante apporto di ossigeno, necessario per attivare gli enzimi necessari al loro catabolismo. Da qui derivano benefici per i diabetici, gli iperlipidemici (elevati colesterolo e trigliceridi) e gli ipertesi.
L’ambiente caldo umido della piscina, apporta inoltre notevoli benefici per i soggetti asmatici. Il contatto costante con l’acqua, apporta dei benefici, sia sul macrocircolo (arterie e vene) che sul microcircolo, migliorando il trofismo della pelle e di tutti i tessuti.
Infine l’esercizio del tuffo in acqua, pur se effettuato dal bordo vasca, risulta agire sull’asse spino cerebellare ed è quindi un ottimo esercizio per il controllo dell’equilibrio e la prevenzione delle cadute.

Concludiamo, ricordando che:

La sedentarietà produce perdite della capacità funzionale, grandi quanto gli effetti dell’invecchiamento.

Pertanto scegliamo bene il nostro sport, ma facciamolo con passione, finché ne abbiamo le forze.

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Cristiano D Errico

Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.