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Arresto Cardiaco, al 14° Meeting della Valdera si sfiora il dramma.

Arresto Cardiaco, al 14° Meeting della Valdera si sfiora il dramma.
L’atleta colpito da malore è salvo, ma basta davvero l’unica visita medica annuale?

DSC00995di Paco Clienti
Si è sfiorato il dramma, ancora una volta, ancora in una manifestazione di Circuito Supermaster FIN. Valerio Brunini, M65 della Alto Reno De Akker, squadra emiliana, è stato colpito da un malore poco dopo aver disputato i 200 rana portati a termine apparentemente senza nessun problema al 14° Meeting della Valdera, svolto sabato 17 e domenica 18 maggio presso la piscina comunale del Palazzetto dello sport “Emilio Zoli” di Pontedera. Poco dopo la gara invece, e più esattamente mentre in acqua si disputata l’ultima serie dei 200 rana, l’atleta ha avvertito un malore che lo ha portato ad accasciarsi al pavimento. Avvisati dell’accaduto, sono intervenuti gli addetti al pronto soccorso presenti sul posto che insieme al medico ed organizzatore della manifestazione, il dott. Moni ed un altro medico presente sul posto, l’atleta Andrea Capalbo della Klab Nuoto Master, hanno provveduto alla rianimazione di Brunini, con un massaggio cardiaco e con respirazione bocca a bocca operata proprio da Capalbo che è riuscito ad aprire le mandibole di Brunini, completamente serrata. Non appena possibile, dopo aver valutato la situazione, si è ritenuto necessario l’utilizzo del defibrillatore, fortunatamente disponibile sul posto, che è stato utilizzato per ben tre volte. Tre scariche elettriche hanno salvato la vita a Valerio Brunini che grazie all’intervento dei responsabili di turno e di Andrea Capalbo, ha ripreso conoscenza ed è stato portato d’urgenza all’Ospedale di Pontedera, dal quale è stato poi trasferito a quello di Pisa. Capalbo è passato a trovare l’atleta e paziente in Ospedale, riuscendo a parlare con Brunini che fortunatamente si era ripreso. Tutto come dettagliatamente ci è stato raccontato da Andrea Capalbo e del Reponsabile dell’Organizzazione Marco Moni.

Dopo circa mezzora, rimanendo solo le staffette da fare, tra l’altro non valide neanche per la classifica finale, giudici, organizzatori e allenatori hanno di comune accordo giustamente deciso di annullarle, chiudendo la manifestazione. In maniera molto sobria e senza musica, si è proceduto alla cerimonia delle premiazioni finali.

Un episodio che ha scosso i partecipanti di una manifestazione che fino ad allora si era svolta regolarmente. Fortunatamente stavolta era presente il defibrillatore e l’ambulanza era adeguata al soccorso di pazienti in occasione di eventi sportivi, così come previsto dalle normative. Senza aspettare guanti e garze per eseguire la respirazione bocca a bocca, Capalbo è intervenuto senza protezioni per non perdere tempo prezioso. Non è facile farsi trovare pronti in certe circostanze, ma alla luce degli avvenimenti di Torino ai Regionali Master Piemonte e quello di oggi, diventa sempre più importante organizzare un valido e completo servizio di primo soccorso al presidio delle manifestazioni master, con defibrillatore sempre disponibile in impianto e personale qualificato pronto all’intervento, per il rispetto dello sport e la salvaguardia degli atleti.
Un’altra osservazione a questo punto andrebbe fatta sulla prevenzione degli atleti master. Sappiamo bene che molti atleti master non sono veri e proprio atleti perché talvolta non svolgono una vita completamente regolare e non seguono un’alimentazione equilibrata. Spesso questi atleti subiscono inoltre gli stress della vita quotidiana legata ad impegni di lavoro, famiglia e problemi personali di vario genere. Non sappiamo nello specifico che tipo di vita conducesse Brunini, ma una persona normale di 65 anni che pratica sport agonistico dovrebbe a nostro avviso essere monitorato in maniera più importante e probabilmente non basta la classica visita medica agonistica una volta all’anno, anche se approfondita. Non basta né per lui, né per gli atleti master più giovani. Forse sarebbe il caso che il Ministero della Salute prendesse in esame questa situazione e valutasse nuove leggi che tutelino veramente la salute di questi appassionati amatori.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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