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Quando la foto diventa testimone della storia del nuoto

Giorgio Scala ci racconta come è diventato tra i migliori fotografi al mondo

Il mondo del nuoto è fatto dagli attori principali, gli atleti, e gli spettatori. In mezzo a queste due figure ce n’è un’altra, di fondamentale importanza ai fini dei ricordi e della documentazione che può supportare al meglio le imprese storiche realizzate dagli atleti, condite dallo spettacolo delle paltee: il fotografo.
Giorgio Scala, fotografo ufficiale delle Federazioni mondiale (FINA), europea (LEN) ed italiana (FIN) di nuoto, è attualmente senza alcun dubbio tra i migliori al mondo. Ha fotografato i migliori momenti del nuoto italiano, le vittorie più spettacolari e le esultanze che ancora oggi girano tra quelle più significative del mondo del nuoto. Ma la sua formazione e la sua creazione come fotografo parte da lontano, molto lontano. Non è impossibile diventare un ottimo fotografo sportivo, ma ad un certo punto diventa necessario studiare. Il Workshop di Fotografia Sportiva che organizza Deepbluemedia di Giorgio Scala, quest’anno alla sua quarta edizione, è l’occasione da non perdere per studiare al meglio il mondo della fotografia sportiva. “L’aula di studio” sarà a dir poco allettante visto che parliamo del Trofeo Internazionale Settecolli che si terrà allo Stadio del Nuoto di Roma dal 13 al 15 giugno. Un’occasione unica per imparare ad usare al meglio la propria macchina fotografica e vedere dal vivo alcuni dei più grandi nuotatori del mondo in azione. Novità assoluta nella proposta formativa di questo corso sarà il Workshop di Fotografia Sportiva dedicato al Nuoto Sincronizzato che dopo sei anni torna a Roma con il Campionato Assoluto Estivo, il 6 e il 7 giugno 2014.

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_02Senza rischiare di esagerare, si può tranquillamente affermare che sei uno dei fotografi più esperti nel settore sportivo visto che pratichi questa professione da più di 20 anni. Come ricordi le primissime uscite sul bordo vasca?
«In realtà le prime uscite importanti non sono state nemmeno sul bordo vasca, perché agli Europei del 1983 che ero proprio un ragazzino, il photo manager non mi fece accedere al piano vasca, allora al Foro Italico di Roma, e quindi rimasi dietro la siepe e seguii tutti i Campionati da lì.»

Come ti sei ritrovato nel mondo della fotografia.
«Molto casualmente. Ai tempi del Liceo avevo dei compagni di classe che si erano realizzati la camera oscura e poiché sono un “cane” in qualsiasi altra  forma d’arte, il caso ha voluto che ritrovandomi con la macchina fotografica in mano, riuscissi a realizzare cose si potessero guardare. Per i primi dieci anni sono andato avanti un po’ scattando a caso, dopo di che ho iniziato a studiare e mi sono reso conto che c’erano tante cose che riuscivo a fare naturalmente, ma una buona parte andava approfondita in maniera didattica.»

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_03Il senso da fotografo lo hai quindi scoperto casualmente, ma quando hai capito che la cosa ti appassionava, hai deciso di professionalizzarti.
«Io ho sempre lavorato per questioni di famiglia a stretto contatto con lo sport. Infatti ho studiato all’ISEF, ma poco dopo aver iniziato, mi sono reso conto che sarei stato uno dei 15mila professori disoccupati. Il caso ha voluto che in contemporanea sviluppassi la passione per la fotografia e in quel periodo l’ISEF e la FIN erano una attaccata all’altra e quindi facevo la spola da una all’altra fino a quando mi sono ritrovato a stare più in Federazione che all’ISEF. A quel punto ho continuato con la foto nel nuoto. La fortuna, perché sono sempre stato molto fortunato, ha voluto che mi trovassi al posto giusto nel momento giusto, permettendomi di documentare quei grandi atleti che hanno fatto esplodere il nuoto anche in Italia e quindi i vari Lamberti, Battistelli, Sacchi e Merisi che hanno iniziato a far parlerei di nuoto al di là delle memorie della Calligaris. Nel 1991 sono partito per l’Africa dove sono rimasto per molti anni e quando sono tornato ho avuto ancora la fortuna di ritrovarmi nel posto giusto quando sono arrivati i vari Rosolino, Magnini, Pellegrini…»

Fortuna e destino ti hanno dunque legato al mondo del nuoto?
«Assolutamente si.»

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_04Quali sono le emozioni che provi quando riesci ad immortalare determinati eventi che poi magari diventano anche immagini storiche del nuoto?
«Devo dire che mi sono sempre emozionato tantissimo, rischiando tra l’altro di sbagliare foto storiche, però pian piano ho imparato a restare abbastanza fermo emotivamente da gestire certi momenti. Mi è capitato di seguire dei momenti storici, ma non per me, io ero semplicemente lì come testimone. Se dopo le foto parlano, sicuramente un piccolo merito è mio. Se non ci fossero gli atleti, le Federazioni, io non esisterei dal punto di vista professionale, quindi devo tutto a loro, però ogni tanto un valore aggiunto lo metto anche io. A Pechino ad esempio, durante le Olimpiadi, avevo litigato dal primo giorno per prendermi la postazione fotografica sull’arrivo. In realtà la postazione sull’arrivo è abbastanza sconveniente perché raramente i nuotatori guardano nella tua direzione, perciò dopo un giorno l’ho lasciata e sono andato a lavorare con altri colleghi dall’altra parte della vasca. Il giorno in cui Federica Pellegrini ha vinto ed ha fatto il record nei 200 stile, conoscendo Federica, me la sono giocata pensando che quando lei arriva, si appoggia alla corsia alla sua destra, quindi mi sono appostato in quel punto e quando lei ha vinto sono riuscito a riprendere l’esultanza completa. Questo per dire che ciò che può fare la differenza tra me e un altro fotografo molto più bravo di me è che pian piano ho imparato a conoscere il comportamento degli atleti.»

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_06Il che è una cosa fondamentale in questo lavoro.
«Ti dirò, in realtà la mia passione principale sono gli animali ed ho notato che le migliori foto al mondo che ritraggono animali sono fatte dagli etologi, ovvero gli studiosi del comportamento animale che diventano fotografi. Adesso non voglio assolutamente paragonare i nuotatori agli animali, però il concetto è che il miglior fotografo è colui che ama fino in fondo, e quindi studia, il soggetto che pratica nuoto.»

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
«Un po’ difficile questa domanda. In realtà i soggetti che preferisco sono quelli che mi danno più problemi perché devo riuscire a fotografarli. Il soggetto che più mi ha dato problemi in assoluto è stato il russo Prilukov che si è ritirato poco tempo fa. Ebbene lui era impossibile da fotografare, fino a quando ho scoperto che uscendo dalla virata, per un decimo di secondo, si riusciva a vedere i suoi occhi.»

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Quali sono gli stili che preferisci fotografare.
«La rana è troppo facile, diciamoci la verità. A me piace molto la farfalla e credo che sia anche tra i più difficili da fotografare. Uno dei motivi è per questa maledetta abitudine di alcuni di respirare di lato. Devi ricordarti chi respira di lato e dove, non è facile. Inoltre essendo uno stile molto veloce, quando si alzano, nonostante le braccia siano indietro, si muove un po’ d’acqua davanti all’atleta per cui succede che la messa a fuoco va sull’acqua e ti ritrovi con il viso dell’atleta sfocato. Riuscire a fare bene la farfalla vuol dire che hai un’ottima conoscenza del soggetto.»

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_05L’anno prossimo ci sarà un evento storico per il mondo del nuoto che vedrà ai Mondiali di Kazan sia gli Assoluti che i Master, settore nel quale hai già realizzato un servizio ai Mondiali di Riccione 2012. Come immagini questo evento?
«Lo immagino molto lungo perché parliamo di un mese in Russia! Sono stato l’anno scorso a Kazan per le Universiadi. L’impianto dove si terranno i Tuffi è meraviglioso, mentre il Nuoto e il Sincro si terranno all’interno dello Stadio di Calcio, quindi riusciremo ad avere un bel po’ di luce, ma ci sarà il rischio di pioggia. La città è molto bella e interessante. La vedo abbastanza complessa e non vorrei arrivare ai livelli di Barcellona dove siamo partiti con un team di 9 persone. Spero che con un team di 5 persone si riesca a coprire tutto. Infine c’è il problema lingua con il russo che conosco pochissimo. Credo comunque che sarà un evento spettacolare visto che il prossimo anno è l’ultimo prima delle Olimpiadi, quindi se si deve conclamare qualche atleta per Rio, il momento giusto è quello.»

Per quanto riguarda i Master invece?
«I Master sono secondo me la parte più divertente e interessante di tutto il movimento. Io sono innamorato dei master, lo vorrei fare anche io ma non credo di arrivare a 25 metri. Il mondo dei master è diviso tra quelli che ci credono e quelli che si divertono ed io ovviamente sono tra quelli che si divertono. Nella vasca di Riccione ho vissuto cose straordinarie, legate anche alla storia umana degli atleti. Ricordo ancora bene il duo giapponese del Sincro fatto da madre, 84 anni e figlia, 51 anni…notevole!»

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_07Tu sei stato il fondatore di Deepbluemedia. Oggi lo staff di quante persone si compone?
«Questa è una bella domanda perché non lo so neanche io. In studio siamo fisso in quattro, poi abbiamo l’apporto, a seconda degli eventi, di fotografi freelance che però conosco molto bene. Come desk, ovvero lavorazione delle immagini, abbiamo la bravissima Laura Binda. Per quanto riguarda i Tuffi abbiamo Giorgio Perottino che secondo me è tra i migliori. Andrea Staccioli è polifunzionale, Guido Barbagelata è uno specialista nella Pallanuoto e anche bravissimo nella post produzione delle immagini. Sta crescendo con me Guido Montano che si sta specializzando sulle macchine subacquee. Ho fatto diversi nomi e molti ce ne sono ancora.»

Che asso bisogna avere nella manica della fotografia per essere avanti?
«Oggi la tecnologia si è molto affinata ed aiuta moltissimo anche chi non è un bravo fotografo. Le apparecchiature che sono oggi in commercio sono eccellenti e chi spende almeno 1.500 euro in macchina fotografica ed obiettivo, tira fuori quasi sicuramente delle ottime foto. Bisogna quindi stare almeno due passi avanti rispetto agli altri e per fare questo, un po’ bisogna inventarsi delle cose e un po’ devi essere aggiornatissimo sulle ultime tecnologie.

Giorgo_Scala_Deepbluemedia_08Ai Campionati Italiani Assoluti Primaverili ad esempio abbiamo testato come scattare foto e pubblicarle quasi automaticamente in istantanea su Twitter, ma i segreti della fotografia sono tanti.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine