Filippo_Magnini_Andrea_Mitchell_DArrigo_Campionati_Italiani_Assoluti_2014

Dimmi che specialità di gara fai e ti dirò quanto carburante consumi!

Il metabolismo energetico nelle varie distanze di gara.

Alcuni studiosi come Capelli hanno evidenziato l’intervento dei sistemi energetici, riguardo ai quali ci siamo già soffermati in passato con i nostri articoli Dimmi che nuotatore sei e ti dirò quante calorie consumi e Migliore è la tecnica di nuotata, minori sono i consumi, per ogni distanza nel nuoto.

Alcuni dati clinici evidenziano che la prestazione sui 100 metri è più correlata col VO2max che coi valori di lattacidemia, quindi più strettamente connessa alla potenza. La capacità aerobica è stata confrontata con la velocità raggiunta per concentrazioni di 4 mmol/L di acido lattico nel sangue e, d’altro canto invece, con la velocità raggiunta in gare quali 200, 400, 800 e 1500 metri.

Dalle tabelle, estrapolate qui sotto, emerge il notevole contributo anaerobico per le distanze brevi, ma si nota anche già come, sui 100 metri, subentri la quota aerobica. Quest’ ultima diventa preponderante nelle distanze più lunghe, già dai 200 metri in su.

50 STILE LIBERO

ALATTACIDO (%)23-30
LATTACIDO ( %)44-60
AEROBICO (%)15-27

100 STILE LIBERO

ALATTACIDO (%)19-20
LATTACIDO ( %)35-50
AEROBICO (%)33-47

200 STILE LIBERO

ALATTACIDO (%)10-15
LATTACIDO ( %)22-30
AEROBICO (%)60-70

Sebbene il valore di lattacidemia dopo uno sforzo muscolare massimale non esprima direttamente il contributo del sistema anaerobico, indubbiamente una lattacidemia post-gara più elevata in un atleta rispetto ad un altro (a parità di gara) ci dice che è intervenuto un maggior supporto energetico anaerobico lattacido nell’uno rispetto all’altro. Molti atleti raggiungono il maggior livello di lattato nel sangue in corrispondenza della loro miglior prestazione e nella gara principale della stagione. Questo viene determinato da fattori diversi:

– superiore attività enzimatica della cascata anaerobica, una maggiore capacità quindi di estromettere lattato dalle fibre in conseguenza di una preparazione specifica
– una maggiore quota di glicogeno disponibile nel muscolo a convertirsi in acido lattico, conseguente alla diminuzione dei carichi di lavoro in fase finale di preparazione
– fattori psicologici che contribuiscono non poco a motivare gli atleti

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Nuoto_IL_METABOLISMO_ENERGETICO_NELLE_VARIE_DISTANZE_DI_GARAPer concludere diciamo che un elevato volume di allenamento modifica i livelli di cortisolo e il tipo di prestazione in gara sulle distanze più brevi in maniera inversamente proporzionale. Pertanto la riduzione del carico di allenamento prima della competizione principale ha un duplice scopo: ridurre i livelli di cortisolo nel sangue e favorire un miglioramento delle performance in gara, garantendo livelli di lattato più alti al termine dello sforzo. Ridurre quindi il cortisolo e ridurre il fattore stress prima della gara principale della stagione, ha lo scopo di favorire maggiormente l’adattamento anaerobico.
Un classico esempio di duecentista è Filippo Magnini che nei 200 stile libero in particolare, ha un personal best di 1’46″89 (24”60 – 51”61 – 1’19”79) fatto nel 2009 col costume gommato.  Prima del 2009 infatti, il suo personal best nei 200 in vasca lunga era di 1’47″16 (2007) con il quale però migliorava l’1’47″35 del 2006. Nel 2005 aveva fatto 1’48″34 e 1’47″20 (25”72 – 53”14 – 1’20”32).
Considerati anche i suoi 32 anni, agli ultimi Campionati Italiani Assoluti Primaverili del 2014 che si sono svolti a Riccione, Magnini ha realizzato un ottimo 1’47″58 (24″70 – 27″38 – 27″80 – 27″70), in cui però si è notato un evidente calo negli ultimi 15 metri. Ricorderanno tutti lo straordinario recupero di Andrea Mitchell D’Arrigo che ha poi vinto il titolo in 1’47”18, compiendo un vero e proprio ritorno negli ultimi 25 metri alla Magnini! Infatti lo straordinario recupero sull’avversario nelle ultime fasi della gara era fino a qualche tempo fa proprio la specialità della casa per Filippo Magnini.
Difficile comunque capire le cause di un calo di simile prestazione che ripetiamo, resta comunque ottima. Dando per scontato che la sua preparazione atletica sia ottimale, bisognerebbe andare a scandagliare nella sua tenuta psico-fisica, o eventi sopraggiunti in gara. Ma ancor più interessante sarebbe stato capire i livelli di lattato a termine di questa gara, come nelle altre prestazioni e se vi sia stato un incremento dei suoi livelli ematici in corrispondenza della sua flessione nell’ultima gara.

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Cristiano D Errico

Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.
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