Ian_Thorpe_gay

Thorpe e la sua confessione: «Sono gay».

Thorpe e la sua confessione: «Sono gay».
L’australiano si apre e racconta i suoi problemi di depressione e della sua sessualità.

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di Paco Clienti
Forse non è stata la mancanza della competizione e del mondo del nuoto a spingerlo nel baratro dell’alcol e della depressione. Mangiare, dormire e nuotare, questa è stata la vita di Ian Thorpe per 10 anni, ma forse non è stato il suo ritiro forzato e l’emarginazione da un mondo nel quale ha vissuto intensamente a causargli problemi di natura esistenziale.
Cinque medaglie d’oro ai Giochi Olimpici, 11 titoli mondiali e tredici record stabiliti in vasca lunga nell’arco della sua carriera, Ian Thorpe ha confessato in un’intervista andata in onda su Channel 10, in Australia, che è omosessuale e che i suoi problemi di depressione sono iniziati a 19 anni.

«Ci ho pensato molto a lungo, non sono etero. Da solo due settimane ho deciso di parlarne con i miei e adesso dico al mondo che io sono gay e spero che questo renda più facile per gli altri esprimere una cosa che hanno tenuto dentro per anni».

Con queste parole Thorpe ha pubblicato al mondo intero la sua sessualità nell’intervista condotta dal giornalista britannico Michael Parkinson. Non l’ha fatto prima perché non si sentiva pronto, ha spiegato l’ex pluricampione olimpico, ma non voleva più nascondere la verità, rischiando che venisse fuori da sola.
Thorpe ha parlato anche dei suoi problemi di depressione, dalla quale è stato investito all’età di 19 anni come racconta nell’intervista.

«Sapevo di essere un poco diverso, ma non riuscivo a capire quella letargia che mi prendeva ed allora ho iniziato ad assumere farmaci antidepressivi da subito, per avere una forma di sostegno. Prendere farmaci mi aiutava a non pensare al suicidio, ma non ad avere una vita felice e quando il loro effetto non bastava più, sono passato all’alcol ».

Thorpe non era sereno già da molti anni dunque, ma era solo per nascondere la sua sessualità che sentiva pressioni e si sentiva diverso?
Dopo il suo ritiro dal nuoto agonistico a soli 24 anni, un anno prima dei Campionati del Mondo che si sarebbero disputati proprio nella sua Australia, girarono voci o leggende metropolitane, così come più si preferisce definirle, che Ian Thorpe fosse un atleta dopato.
Il capitano della Germania, Chris-Carol Bremer, affermò che le dimensioni anomale dei piedi (misura 51) e delle braccia di Ian Thorpe potessero derivare dal fatto che l’australiano assumesse l’ormone della crescita. Un anno prima erano stati pubblicati alcuni articoli che parlavano di acondroplasia, una particolare forma di nanismo a causa della quale Thorpe, in giovanissima età, avrebbe assunto farmaci ed ormoni per curarla. L’australiano fu scagionato da qualsiasi accusa dopo aver eseguito regolari test antidoping dai quali ne uscì pulito. La causa principale del ritiro di Ian Thorpe fu una malattia che lo costrinse ad interrompere l’agonismo repentinamente. Anche il calciatore olandese Marco Van Basten dovette ritirarsi dalle scene prematuramente e nel suo caso si trattava di osteocondrite ossificante, una malattia che provoca l’irrigidimento delle cartilagini e che può arrivare come causa di sovrapproduzione dell’ormone della crescita GH…

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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