Gaia_Naldini_sospensione

La burocrazia vince sulla ragione: respinto il ricorso della Naldini nonostante la buonafede riconosciuta.

La burocrazia vince sulla ragione: respinto il ricorso della Naldini nonostante la buonafede riconosciuta.
È questo il modo di combattere il doping vero?

Gaia_Naldini_sospensione

di Paco Clienti
Nella giornata di venerdì la Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha deciso sul ricorso avanzato da Gaia Naldini, sospesa in via cautelare in seguito ai controlli Antidoping fatti dopo la 50^ Traversata dello Stretto che si è disputata il 3 agosto 2014, ai quali la Naldini era risultata positiva.
La speranza era l’ultima a morire, ma di riuscire ad uscirne completamente indenne, era davvero un’impresa per Gaia Naldini. La percentuale di diniego era alta perché la violazione della norma procedurale c’è, ma l’atleta Toscana non ha voluto darsi per vinta ed ha presentato ricorso.
Il problema è che il sistema è quello che è, ognuno può trarre le sue conclusioni. Ne abbiamo parlato tanto in questi ultimi due mesi nei quali si è scatenata una vera e propria bufera doping che tra Master e Assoluti ha visto più casi positivi di quanti se ne erano visti in dieci anni!
E Gaia Naldini è stata tra quelli che ci hanno rimesso perché nonostante la chiara situazione che la vede pulita, dovrà pagare per non aver seguito la procedura di richiesta di TUE, ovvero l’esenzione dai controlli a causa di assunzione farmaci finalizzata a curare determinate patologie. Sembrerebbe scontato che una buona parte degli atleti Master superata una certa età debbano essere considerati diversamente dagli atleti Assoluti che gareggiano al massimo fino ai 28 anni, pochi fino ai 30. E invece il sistema è lo stesso e non fa distinzioni. Ognuno è libero di giudicare questo sistema come preferisce, ma la verità è che non è coerente con la realtà.

È questo il modo giusto per combattere il vero doping? Si perché il doping esiste, inutile illudersi del contrario.
Il dispositivo del CONI ha previsto una condanna per Gaia Naldini al pagamento delle spese del procedimento, quantificate forfettariamente in 100,00 euro, l’importo minimo. Un dettaglio che fa capire chiaramente che la commissione della Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping abbia creduto alla buona fede dell’atleta, ma nonostante questo, non ha potuto astenersi dal “punirla”. La burocrazia è più forte della ragione.

«Nonostante sapessi con ogni probabilità quale sarebbe stato l’esito del ricorso, è stata una cosa che ho voluto fare io per una questione morale e di principio» – ha affermato Gaia Naldini, colpita, ma non affondata.

Che il caso della Naldini possa essere di riferimento per rivalutare la situazione Antidoping rivolta ai Master. Perché l’azione della Naldini non debba rappresentare una sconfitta, bensì una vittoria per l’intero settore.
E senza grossi titoli e fatti raccontati solo per metà come possono aver scelto di fare altri canali di informazione, facciamo un grosso in bocca al lupo ad una delle atlete più rispettose e passionali che il nuoto abbia mai avuto.
Forza Gaia!

Normativa generale affiliazioni e tesseramenti FIN – pagina 47

Norme Sportive Antidoping

Allegato Circolare TUE

Lista delle sostanze vietate e dei metodi proibiti

Disciplinare esenzione a fini terapeutici (TUE)

D.M. 15 ottobre 2002 – Approvazione della lista dei farmaci, sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e delle pratiche mediche, il cui impiego è considerato doping

Modulistica:

Scheda Medico Curante Specialista Modulo F51 (da allegare al modulo TUE)

Modulo di Esenzione a Fini Terapeutici (F49 TUE)

TUE standard FINA

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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