Nuoto_in_piscina

Raggi UV, l’alternativa al cloro nelle piscine.

Il trattamento elimina i problemi alle vie respiratorie e gli arrossamenti.

Il cloro utilizzato nelle piscine per disinfettare l’acqua è dannoso, o sicuramente non è una sostanza innocua. Ne avevamo parlato tempo fa in un articolo che trattava questo argomento, dispensando alcuni consigli su come limitare i danni per chi frequenta spesso le piscine.

Con l’utilizzo di prodotti e sottoprodotti del cloro all’interno delle piscine, si sviluppano anche vapori di cloro che risultano poi rilevabili nell’aria che si respira, con ripercussioni negative sia su chi lavora all’interno degli impianti che su chi frequenta le piscine da semplici utenti o atleti. La tossicità del cloro dipende principalmente dalla sua concentrazione e dalla durata e frequenza di esposizione dell’organismo umano a questo elemento chimico, ma il cloro non è l’unico elemento che si può usare per disinfettare le acque di una piscina.
Due tra i metodi alternativi sono l’elettrolisi di sale che produce cloro sfruttando il sale direttamente all’interno dell’impianto di trattamento acqua e l’utilizzo dell’ozono, un gas altamente instabile e tossico se sovra dosato, anche se presenta il più elevato potere di ossidazione.
Con il metodo dell’elettrolisi del sale non è più necessario il controllo periodico del cloro in vasca e l’automatizzazione del sistema, oltre ad avere un minor impatto di prodotti chimici visto che il sistema necessita solamente di sale ed energia elettrica e minori costi di gestione. Il sistema di elettrolisi del sale non è tutto rose e fiori però in quanto causa problematiche simili all’utilizzo del cloro (formazione di cloro-ammine, trialometani, ecc.), oltre a portare un aumento della manutenzione della vasca, causato dalle incrostazioni del sale e del consumo di prodotto abbattitore del pH. Oltre tutto per utilizzare questo sistema sarà necessario utilizzare componenti in acciaio inossidabile al fine di prevenire la corrosione.

Mattia_Pesce_europei_Berlino_2014Per quanto riguarda l’ozono invece, tra i vantaggi di utilizzo ci sono sicuramente quelli di avere un’acqua trasparente, limpida e inodore e che non è necessario utilizzare prodotto correttore del pH. Inoltre nella lotta ai batteri è circa 3mila volte più attivo del cloro. Anche questo sistema non è però perfetto in quanto a normali condizioni ambientali è un gas molto instabile e per questo motivo non può essere immagazzinato, ma deve essere creato sul posto all’occorrenza di utilizzo. Con l’utilizzo dell’ozono inoltre viene sterilizzata solo l’acqua che passa dalla cella e non tutta l’acqua contenuta nella vasca in ogni momento, ragion per cui l’impianto deve avere una filtrazione molto veloce. Per di più in Italia, per Legge, bisogna comunque immettere prodotto clorante anche se in minore quantità. Questo sistema, seppur valido, ha dunque costi di gestione molto elevati, soprattutto per la costante manutenzione necessaria.
Un’alternativa particolarmente all’avanguardia è rappresentata dall’utilizzo dei raggi UV e cloro ammine.
Questa recente tecnica di trattamento delle acque, è stata utilizzata per la prima volta nel 1993 dall’Hanovia Ltd di Londra al “Riverside Leisure Centre di Exeter” in Gran Bretagna, ma in Italia è arrivata soltanto nel 2001, presso l’impianto della Piscina Pensile del CONI (Foro Italico di Roma).
L’impianto UV lavora parallelamente al trattamento di disinfezione con il cloro attraverso un reattore che va installato nel circuito di ricircolo, posizionato a valle dei filtri e prima dell’iniezione del prodotto disinfettante. I raggi ultravioletti con tecnologia a media pressione dissociano le cloroammine consentendo il ripristino del cloro attivo libero nell’acqua per la disinfezione di base, riducendo ben al disotto dei limiti di legge il valore del cloro combinato ed esercitando un’azione di disinfezione rafforzata. Questo sistema di trattamento delle acque migliora le condizioni ambientali della piscina, garantendo un abbattimento delle cloroammine, con conseguente disinfezione efficace per microrganismi cloro resistenti. Il sistema garantisce inoltre una riduzione dei costi di gestione che secondo quanto dichiarato dai maggiori produttori, può arrivare fino al 30% rispetto ai sistemi UV standard.
PiscineCon l’utilizzo di questo sistema si ottiene un netto miglioramento nella qualità dell’acqua e dell’aria che influisce positivamente anche sull’ambiente piscina e chi la frequenta che non avrebbe più problemi di respirazione o arrossamento degli occhi.
Il sistema garantisce inoltre un’acqua inodore, non comporta nessun tipo di tossicità e si conserva a lungo nel tempo, ma anche questo non è del tutto perfetto. Quando la filtrazione è ferma infatti, non avviene nessuna disinfezione poiché non c’è ricircolo di acqua nel debatterizzatore. Anche se in minime quantità, è comunque necessario immettere cloro nel trattamento, oltre a considerare che il ricambio delle lampade UV deve essere effettuato con una cadenza costante (tra le 6 mila e le 10 mila ore). Nonostante questi contro, il trattamento delle acque di piscina con raggi UV e cloro ammine, è attualmente uno dei sistemi più diffusi nel mondo per la riduzione delle cloroammine in piscina.

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4life – All rights reserved

 

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine