Ai Campionati Italiani è stato il re dei 200 stile e adesso punta dritto a Mondiali e Olimpiadi.

Nel futuro vorrebbe essere papà e perché no, magari un atleta master ma solo per tenersi in forma.

Filippo Magnini-tatuaggioA Riccione ha conquistato per l’ennesima volta la platea trionfando nei 200 stile libero, il 27esimo titolo individuale vinto ai Campionati Italiani Assoluti tra vasca lunga e vasca corta. Una gara tutta di cuore nella quale Filippo Magnini ha dimostrato ancora una volta di essere lì, pronto a metterci la zampata e salire sul gradino più alto del podio. Nonostante i suoi 33 anni, Magnini è ancora uno degli atleti più temuti e rispettati, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo, perché è uno dei pochi ad avere quella grinta che permette solo ai grandi campioni di riuscire a compiere delle imprese incredibili. Imprese, come i due titoli mondiali vinti di seguito nei 100 stile libero nel 2005 e nel 2007, l’unico italiano ad esserci riuscito, o come le 51 medaglie vinte in campo internazionale, le più recenti ai Mondiali in vasca corta di Doha dove ha conquistato in staffetta una medaglia d’argento nella 4×200 stile libero ed una di bronzo nella 4×50 stile libero. un campione d’altri tempi, ma anche attuale insomma che non si arrende davanti a nessuna difficoltà e che è sempre ed ancora pronto a stare in trincea per conquistare una medaglia.
Oggi è impegnato in diverse altre attività collaterali al nuoto, come l’impegno che segue nella campagna antidoping con “I am doping free” e l’avviamento della Clinica di Riabilitazione Fisioclinics realizzata a Pesaro insieme ad altri soci. L’obiettivo più vicino sono i mondiali, ma disputare la quarta olimpiade della sua carriera, sarebbe sicuramente coronare un sogno e realizzare un grande obiettivo. Insieme a Magnini abbiamo chiacchierato un po’ di tutto, sella sua carriera attuale, di quello che è stato il nuoto e quello che è, anche in ambito master, e del futuro nel quale dopo aver conquistato ancora qualche prezioso metallo da mettere nel già ricco fortino, vorrebbe sicuramente essere papà.

Filippo Magnini-italian swimmer Com’è stata l’esperienza americana e quali valori ti ha aggiunto?
«Il collegiale in America è stato sicuramente importante perché siamo andati in altura e quindi abbiamo abbinato ai carichi di lavori grossi, le condizioni particolari che ci consentono di fare più fatica e respirare con più difficoltà, esasperando le normali condizioni che viviamo in pianura. Lì abbiamo costruito la seconda parte della stagione e ritengo che questa esperienza sia essenziale. Penso che la ripeteremo anche il prossimo anno.»

In Italia siamo costretti ad andare in altura perché siamo gli unici al mondo a non poter utilizzare la camera ipobarica.
«Si è vero. Sinceramente penso sia una regola molto strana perché normalmente tutti gli atleti dovrebbero essere trattati alla stessa maniera e poi invece ti rendi conto che non è così. È ovvio che sono regole che fanno parte della propria nazione, però sicuramente questa differenza non ci rende uguali agli altri. Non penso che questo sia determinate relativamente ai nostri risultati rispetto agli altri, però…»

Federica_Pellegrini_e_Filippo_Magnini_si_tuffano_nei_masterMentre eri a Miami hai approfittato di vivere una parentesi da atleta master. Com’è stato competere in questo settore?
«E’ stato molto divertente vivere l’esperienza da master. In America c’è comunque un approccio diverso degli atleti in generale ed essere master è una gioia. Ridere e scherzare prima di una gara è bello e poi gli stessi atleti master americani erano fieri di vederci gareggiare insieme a loro. Ci siamo divertiti molto ed inoltre è stata la prima volta che ho gareggiato in yard.»

Avete allestito anche una bella staffetta in puro spirito master.
«Si, siamo andati molto forte e ci siamo divertiti moltissimo nella staffetta che siamo riusciti anche a vincere.»

È stato possibile fare questa esperienza perché all’estero c’è la possibilità di avere il doppio tesseramento, sia master che agonista. Pensi che questa regola debba essere inserita anche in Italia?
«Faccio fatica a dare un giudizio su certi regolamenti. Se sei un atleta come me, ancora in attività, non vedo equo gareggiare con i master e quindi forse è più giusto come facciamo in Italia. Se sei un master gareggi tra master, altrimenti se sei professionista, gareggi con i professionisti. Facendo il discorso inverso, se sei master e fai tempi eccellenti come un 49” sui 100 stile, è giusto gareggiare con i professionisti e non con i master.»

Filippo MagniniPensi che tra qualche anno potresti gareggiare da master come hanno fatto anche alcuni altri atleti nazionali?
«Mai dire mai, ma non penso. Ho nuotato talmente tanto che penso che quando vorrò smettere, lo farò per dedicarmi ad altro. Però per mantenersi in forma un domani e quindi volendo fare uno sport solo per quello, perché no.»

Com’è cambiato il nuoto in questi anni durante la tua carriera? Parlo non solo di tecnica e allenamenti ma anche di organizzazione e preparazione di un obiettivo.
«Si è specializzato molto di più. Se prima riuscivi a vincere 50, 100 e 200 o comunque competere tra i primi tre al mondo in tutte e tre le distanze, oggi è difficile che ciò sia possibile. La media mondiale si è alzata molto ma è anche vero che con i tempi che facevo io 12 anni fa, oggi sei ancora nei primi tre o quattro al mondo. Il 48”1 che ho fatto 11 anni oggi vale ancora tra i primi cinque al mondo. La differenza rispetto a prima è che i fortissimi sono molti di più rispetto a 10 anni fa ed è anche normale.»

Quali obiettivi ti poni per gli ultimi anni, speriamo ancora tanti, della tua carriera?
«Non lo so. Innanzitutto sono contento di aver centrato il pass per il mio settimo mondiale ai Campionati Italiani Assoluti primaverili. Spero inoltre di poter fare delle staffette importanti come la 4×100 stile nella quale oltre a Dotto e Orsi c’è anche un Santucci ritrovato. Dopo si punterà dritto alle Olimpiadi.»

Filippo Magnini-I am doping freeAdesso è il momento di pensare al dopo o c’è ancora un po’ di tempo davanti?
«Ogni tanto penso anche al dopo o faccio delle cose mentre sono ancora un nuotatore, dando sempre priorità al nuoto che chiede tanto impegno. Attualmente ho avviato insieme ad alcuni soci una Clinica di Riabilitazione a Pesaro che è più di mille metri quadrati, attrezzata con palestra e piscina riabilitativa.. Inoltre c’è il progetto “I am Doping Free” che sta andando avanti bene. Quindi si guarda anche al futuro.»

In ordine, Mondiali, Europei e Olimpiadi. Cosa vorresti ottenere da questi tre appuntamenti?
«Gli Europei saranno una tappa un po’ di passaggio perché saranno a pochi mesi dalle Olimpiadi, anche se proveremo a raccogliere qualche medaglia, magari in staffetta. Adesso come adesso devo ragionare sulle staffette e se siamo tutti in forma, possiamo fare molto bene. È ovvio che la medaglia può arrivare solo se si fa qualcosa di eccezionale e noi tutti stiamo lavorando per questo. Poi vedremo quando saremo ai Mondiali e alle Olimpiadi cosa riusciremo a fare.»

Conquistando una o più medaglie potresti diventare il nuotatore italiano più longevo e vittorioso di sempre ancora in attività. Ci hai pensato?
«Sicuramente sarebbe una cosa bella. Non sono obiettivi ma sono traguardi che quando raggiungi, fanno sempre piacere. Oggi ce la faccio ancora vincendo medaglie importanti, ma anno dopo anno è sempre più difficile. Lavoro per esserci sempre.»

Filippo Magnini-Campionati Italiani Assoluti 2015Ce lo vedi un nuovo Magnini attualmente in Italia o qualcuno che potrebbe diventarlo?
«Attualmente non lo so, glielo auguro a chi ha le qualità per poter pensare di diventarlo. In questo momento però, pensare che un italiano possa vincere due titoli mondiali nei 100 stile libero, mi risulta difficile. Ci sono comunque degli atleti fortissimi che secondo me dovrebbero lavorare per diventare il nuovo Magnini. Dotto e Orsi sono degli atleti che possono sicuramente conquistare delle medaglie importanti ma devono lavorare duro perché per vincere non basta essere forti.»

Ultima battuta sul futuro. Ti piacerebbe diventare papà nei prossimi anni?
«È una domanda un po’ strana perché penso che diventare papà nella vita sia un obiettivo normale per tutti. Se c’è qualcuno che non vuole avere figli nella sua vita, mi dispiace per lui. Io ne vorrò avere.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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