Quanto è importante la qualità dell’aria in una piscina.

Cause ed effetti del mal trattamento dell’aria

Qualsiasi persona che abbia mai frequentato una piscina al chiuso, sia per allenamenti agonistici o non agonistici, sia per un corso di nuoto o anche più semplicemente per praticare nuoto libero, affermerà che talvolta l’aria che si respira in questi ambienti è pesante e si avverte una sensazione di aria non pulita.
La qualità dell’aria che respiriamo in una piscina dipende dal tipo di trattamento dell’aria stessa ma anche dal trattamento dell’acqua.

Uno dei fattori principali per comprendere il motivo per cui la qualità dell’aria dipenda anche dal trattamento dell’acqua, è la temperatura alla quale questa viene tenuta. Le Norme CONI per l’impiantistica sportiva, approvate dalla Giunta Esecutiva del CONI con deliberazione n°1492 del 19 dicembre 1997, chiariscono quali sono i parametri che deve rispettare una piscina, tra cui la temperatura dell’acqua. Il problema maggiore è che la norma prevede due tipologie di vasche. L’articolo 10.2.1 si rivolge infatti alle piscine nelle quali si svolgono attività previste dalla Federazione Italiana Nuoto, ovvero nuoto agonistico e non per le quali la temperatura dell’acqua non dovrà essere inferiore ai 24 gradi centigradi e preferibilmente compresa tra i 26 e 28 gradi centigradi. L’articolo 10.2.2 si rivolge invece alle piscine nelle quali si svolgono attività di avviamento al nuoto, o attività per bambini per le quali la temperatura dell’acqua non dovrà essere inferiore ai 26 gradi centigradi e preferibilmente compresa tra i 28 e 29 gradi centigradi. Molto spesso accade che nella stessa piscina vengano svolte tutte le attività sopra elencate ed è facile comprendere che risulti poi difficile rispettare i parametri previsti in un caso e nell’altro.
Supponiamo comunque che la temperatura dell’acqua sia compresa tra i 27 e 28 gradi come generalmente dovrebbe verificarsi nella maggior parte delle piscine. Una vasca riempita d’acqua ad una tale temperatura e con una superficie molto grande in proporzione alla superficie totale, è una inesauribile fonte di evaporazione. In quelle piscine nelle quali la temperatura dell’acqua supera anche i 28 gradi centigradi, l’evaporazione è anche più elevata del solito, il che non è un bene. L’acqua che evapora dalla vasca è satura dei composti tossici derivati dal cloro e dagli agenti disinfettanti utilizzati per il trattamento dell’acqua che nella grande maggioranza dei casi sono volatili e quindi si trasmettono molto velocemente all’aria. L’evaporazione dell’acqua, unita al modo in cui l’aria viene trattata, influiscono insieme sulla qualità dell’aria di una piscina.

qualità dell'aria in piscinaCome noto più o meno a tutti, è il cloro l’agente disinfettante più utilizzato nelle piscine ed il suo utilizzo è necessario per uccidere i microrganismi indesiderati che diversamente si insedierebbero nella vasca. Uno dei problemi principali che causa un mal trattamento dell’acqua e conseguentemente anche dell’aria, è l’utilizzo di sottoprodotti del cloro che in alcuni casi possono causare anche importanti fastidi alla pelle e agli occhi. Nei casi peggiori ci si può accorgere che chi gestisce gli impianti della piscina stia utilizzando sottoprodotti particolarmente nocivi quando accade che i colori del costume utilizzato in piscina si dissolvono in brevi periodi.

In qualsiasi forma venga utilizzato, il cloro ha la capacità di liberare acido ipocloroso che una volta sciolto in acqua corrisponde al Cloro Attivo Libero, oltre che ad altre sostanze tipiche del prodotto usato.
In presenza di ammoniaca e di sostanze organiche come ad esempio il sudore, il cloro genera clorammine e clorofenoli che costituiscono il Cloro Attivo Combinato che rappresenta la quota di cloro che ha già reagito e che, pur essendo sotto forma di cloro attivo, risulta molto meno efficace come disinfettante ma è fra i principali responsabili dell’odore di cloro nelle piscine e delle irritazioni agli occhi e mucose.
Esistono vari tipi di clorammine ed è il valore di pH a determinare quale di questi va a formarsi. Il più “forte” delle clorammine è la triclorammina in quanto questa passa facilmente dall’acqua all’aria ed è causa di fastidi alle vie respiratorie e dell’irritazione agli occhi.
Non solo la reazione ma anche la quantità di cloro ed ammoniaca immessa in acqua influenza la generazione delle clorammine.

In che modo viene condizionata la qualità dell’aria
La presenza di acqua e calore nelle piscine causa la formazione di umidità e condensa che talvolta possono superare i valori limiti indicati dalle leggi quando viene fatto un inadeguato trattamento dell’aria. La ventilazione è una funzione essenziale in un ambiente natatorio al chiuso in quanto determina la qualità dell’aria. L’immissione di aria fresca negli ambienti della piscina, pescando dall’esterno con opportuno filtraggio, ha lo scopo di rinnovare l’aria contaminata e mantenere buone condizioni in fatto di qualità e temperatura.
trattamento aria e acqua in piscina
In un impianto natatorio la frequenza dei ricambi d’aria durante l’inverno, con l’espulsione di aria calda viziata e inquinata e l’immissione di aria nuova a bassa temperatura, è una fase molto delicata in quanto se il ricambio d’aria è eccessivo, crea sprechi energetici e inquinamento ambientale nonché consumi economici insostenibili per chi gestisce l’impianto sportivo, mentre se è insufficiente, produce ambienti malsani aumentando i rischi per la salute di chi frequenta gli ambienti della piscina.
Oltre agli utenti ed agli atleti che si allenano regolarmente in piscina, quelli più sottoposti ai rischi di una mala gestione del trattamento dell’aria in una piscina sono gli operatori che ci lavorano: istruttori, allenatori, inservienti e le altre figure professionali che lavorano in piscina sono quelle più esposte.

Secondo le leggi vigenti, la temperatura dell’aria nel locale in cui è posta la vasca, non deve essere inferiore a quella dell’acqua contenuta nella vasca, l’umidità relativa può arrivare al massimo al 70%, il ricambio d’aria esterno nel locale ove risiede la vasca deve essere di almeno 20 metri cubi all’ora per metro quadrato di vasca e cosa non meno importante, la temperatura dell’aria negli altri locali non deve essere inferiore ai 20 gradi centigradi.

La scelta della piscina nella quale frequentare i corsi di nuoto, fare nuoto libero o più importante ancora, allenarsi regolarmente, è bene che sia fatta anche in base alla valutazione del tipo di trattamento dell’aria che viene eseguito osservando alcuni dettagli che possono far comprendere che importanza viene data alla qualità dell’aria.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine