Il CT Butini tira le somme di un Settecolli molto indicativo in chiave mondiale.

Benissimo le ragazze, rammarico per la 4×200 stile libero e per uno Scozzoli che fa ancora fatica a ritrovare se stesso. La sconfitta della Pellegrini non deve preoccupare perché sarà a Kazan che dovrà dare il massimo ed anche qualcosa in più per vincere ancora.

La 52esima edizione del Trofe Settecolli – Internazionali di Nuoto che si è disputata in questo lungo week end romano nel glorioso Foro Italico, ha dato non poche indicazioni al CT Cesare Butini che ha potuto tirare le somme dell’attuale condizione della squadra Azzurra in vista dei Mondiali di Kazan ma anche delle Universiadi che si terranno a Gwangju dal 4 all’11 luglio dove l’Italia tenterà il disperato assalto alla qualificazione mondiale per la 4×200 stile libero maschile che ancora non è riuscita a staccare il pass, mancanza non da poco anche in ottica dei Giochi Olimpici. Sorprese positive ma anche qualche rammarico per il Commissario Tecnico con il quale ci siamo confrontati a chiusura della spettacolare manifestazione internazionale che ricordiamo ha offerto un Record Europeo, sette Record della Manifestazione e due Record italiani messi a segno da Martina Carraro ed Elena Gemo.

Il Settecolli di quest’anno ha dato tantissime indicazioni in prospettiva degli imminenti Mondiali, sia nel bene che ne male perché se alcuni hanno brillato in maniera anche inaspettata, altri sono andati un po’ al di sotto di quelle che potevano essere le aspettative.
Fabio Scozzoli«Dobbiamo considerare che quest’anno avevamo 18 qualificati per il Mondiale già ad Aprile che è un numero considerevole. Questo vuol dire che alcuni atleti hanno interpretato questa manifestazione come tappa di passaggio. In maniera particolari tutti i mezzofondisti sono scesi dall’altura soltanto giovedì scorso e questo vuol dire che non hanno avuto tempo di recuperare dalle fatiche del collegiale che darà i suoi frutti solo più in avanti. Le indicazioni ottime sono venute soprattutto dalle ragazze, dalle Gemo alla Di Liddo, dalla Carraro, alla Carli che pur essendo già qualificata ha fatto un 400 stile eccellente che è di grande rilevanza in ottica mondiali. Ricordo anche la Musso che è andata veramente bene negli 800 stile e la Di Pietro che grazie ad un’ottima gara nei 100 stile ha permesso la qualifica della staffetta 4×100 stile delle ragazze, quindi sicuramente abbiamo avuto dei buoni test dalla parte rosa. Tra le cose meno gradevoli devo ammettere il rammarico nel vedere uno Scozzoli che fa ancora fatica a trovare i livelli importanti ai quali ci aveva abituato negli scorsi anni e un passo da gambero da parte dei ragazzi della 4×200 stile che medaglista ai Mondiali di Doha, seppure in vasca corta, non riesce nemmeno a prendere la qualificazione per i Mondiali di Kazan. Questa è davvero una nota dolente di cui non riesco a capire le motivazioni perché nel gruppetto ci sono due giovani del ’95 e del ’96 che penso debbano crescere in ogni caso. Vedremo cosa fare perché per noi è importante portare le staffette a Kazan per cercare la carta olimpica e l’unica che manca alle qualifiche è appunto la 4×200 maschile.»

Tra le ragazze abbiamo notato anche una Ferraioli in netta ripresa che dopo un Campionato Italiano un po’ in ombra ha approfittato di questo Settecolli per farsi notare in buona forma.
«Sicuramente il lavoro di Erika in confronto continuo in squadra con la Gemo e la Di Pietro dà i suoi frutti. Bisogna però che anche loro consolidino e acquistino continuità nei risultati perché una volta raggiunto quel passo, potrebbe essere davvero il preludio a fare un ulteriore salto di qualità.»

Tornando alla 4×200 invece, ad inizio anno sembrava essere partita bene e poi invece i componenti si sono persi un po’ per strada.
«Sicuramente si sono persi per strada e si è perso in particolare un giovane interessante come Di Fabio e purtroppo anche Belotti che sia nella scorsa stagione che in questo inverno era andato forte ma poi non è riuscito a consolidare i propri risultati. L’unico che ha dato ottimi segnali è stato Damiano Lestingi. I ragazzi adesso andranno a fare le Universiadi e noi nell’ottica di portare le staffette a cercare una qualifica in prospettiva delle Olimpiadi di Rio, avremo una finestra aperta anche sulle Universiadi che seguiremo con attenzione.»

Intanto fortunatamente la 4×100 promette bene anche se al Settecolli alcuni dei componenti non si sono espressi al meglio.
«La 4×100 stile promette bene anche se dobbiamo lamentare in un anno un po’ particolare la perdita momentanea di una persona e atleta importante come Leonardi per un banale incidente per la rottura dello scafoide che ha compromesso la su stagione. È una staffetta comunque che sia in chiave mondiale che olimpica può fare molto bene. La medaglia è difficile da raggiungere perché ci sono almeno due nazioni che sono stratosferiche che sono l’Australia e la Francia e quindi credo per il podio c’è libero soltanto un posto e per quel posto sono diverse le nazioni a metterci gli occhi.»

Federica PellegriniL’antipasto dei 200 stile libero femminili prima dei Mondiali ha invece visto un’ottima Federica Pellegrini che ha nuotato il suo migliore stagionale che è anche un buon crono a livello mondiale ma non è bastato per mettere la mano davanti alla Sjoestroem che ha nuotato veramente molto forte in maniera sciolta.
«La Sjoestroem è arrivata al Settecolli in una condizione ottima e non ha caso ha nuotato 56”04 nei 100 delfino segnando il Record Europeo. Vuol dire che in questo momento si trova in una condizione non solo di crescita ma anche di rifinitura. Federica fa parte di quel gruppetto che è sceso giovedì dall’altura, ha lavorato bene, ha migliorato il suo tempo rispetto alla prestazione fatta ai primaverili ed ha dimostrato comunque di tenere il passo della Sjoestroem che devo dire che è cresciuta molto anche nei 200, consolidando inoltre una gestione di gara ottimale ed è chiaro che come sapevamo già, sarà un bel cagnaccio dal quale difendersi.»

Nonostante il fatto che si sapeva da prima che la Pellegrini avrebbe affrontato questo Settecolli con le fatiche sulle spalle accumulate in altura, ha cercato di nuotare forte e quando ha toccato la piastra dietro la Sjoestroem, il suo volto era visibilmente rammaricato per aver perso la sfida.
«Federica non ama perdere, è un cavallo di razza ed una campionessa che quando si butta in acqua lo fa sempre per vincere. Non le piace perdere, sarà rimasta sicuramente soddisfatta del suo tempo ma sicuramente avrebbe preferito vincere.»

Questa sconfitta potrebbe essere tra virgolette un incentivo in più per lei per rifarsi poi a Kazan?
?????????????«Federica sa benissimo qual è il parterre dei suoi avversari e sicuramente una Sjoestroem non la scopriamo in questo momento. Federica ha tanti anni di esperienza, sa benissimo quello che deve fare e che per vincere deve dare il massimo e anche qualcosa di più.»

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Cosa devono aspettarsi i tifosi Azzurri dalla spedizione russa di questi Mondiali?
«L’Italia va a Kazan sicuramente con ambizioni di medaglia che sono riferite a Paltrinieri ed alla Pellegrini. Tutto il resto deve essere una crescita del movimento, una presenza nelle finali, un’attenzione a far bene ed è questo quello che ci aspettiamo. È chiaro che attualmente non possiamo proclamare di andare in Russia e fare ciò che abbiamo fatto la scorsa stagione ai Campionati Europei. Un Mondiale non è un Europeo, ha un’altra dimensione per noi, abbiamo atleti che stanno crescendo ma se dobbiamo paragonare il numero di medaglie ad un termometro, quelle potranno arrivare esclusivamente da Gregorio Paltrinieri e Federica Pellegrini, almeno in questo momento.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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