Simone Ciulli sogna la completa integrazione tra olimpici e paralimpici!

Con la crescita del movimento Paralimpico degli ultimi anni, il campione di Firenze si aspetta una svolta dal nuoto italiano.

È tornato ad essere il Simone sorridente che tutti conoscevamo, più carico che mai e pronto a dare il suo contributo per l’ulteriore crescita del Nuoto Paralimpico Italiano.
Nuotatore Paralimpico Azzurro, ma anche Avvocato ed attuale Responsabile delle Attività Acquatiche della Società Klab di Marignolle, nonchè Allenatore della squadra Master, Simone Ciulli, classe di disabilità fisica S10, compirà 30 anni il 9 maggio 2016, motivo per il quale, all’alba di un Campionato Europeo, si trova in un momento fondamentale della sua carriera.

Agli ultimi Campionati Europei IPC Swimming, prima esperienza importante Azzurra in un Campionato Internazionale dopo la World Cup ed i Giochi di Mersin, è rimasto a 14 centesimi dal podio dei 50 stile libero, lasciando un conto in sospeso che si è posto come obiettivo di saldare agli imminenti Campionati Europei di Funchal per i quali sarà impegnato in vasca dall’1 al 7 maggio.

Ma Ciulli è lungimirante ed altruista ed a parte se stesso, pensa anche al futuro del movimento Paralimpico italiano che vede ormai sul ciglio del trampolino dal quale fare il salto di importanza definitivo, verso la completa integrazione con il movimento olimpico. In effetti in molti altri Paesi, l’integrazione tra Nuoto Olimpico e Nuoto Paralimpico è una realtà normalissima, vedi l’Australia ma anche la Gran Bretagna o l’Olanda facendo degli esempi più vicini a noi geograficamente parlando, nei quali i Campionati nazionali di disputano in un unico evento che vede in vasca entrambi i settori. In Italia ci stiamo lavorando, ma non si parla ancora di completa integrazione.

simone-ciulli-trofeo-città-milano«Gareggiare in eventi come il Trofeo Città di Milano o al Settecolli, inizialmente era molto emozionante perché noi paralimpici entravamo in un posto dove ci sono i mostri sacri del nuoto mondiale ed internazionale. Col tempo è sempre bello ed emozionante far parte di certi eventi, ma forse inizia a stare un po’ stretta una partecipazione ridotta ad una sola batteria. Ci vorrebbe un’integrazione più importante, magari anche in altri eventi. Bisognerebbe che le due federazioni, FIN e FINP, iniziassero ad essere ancora più sinergiche tra di loro. Si dice sempre che il nuoto è uno solo ma alla fine noi ci dobbiamo sempre accontentare di una sola batteria.»

Pensi dunque che al momento si stenti a dare uno spazio equo ad entrambi i settori in un unico evento?
«Si, è naturale che si tratta di una questione culturale e ci vuole tempo per cambiare le cose. Si è sempre detto negli ultimi quattro anni che dopo Rio sarebbero cambiate le cose. Ora ci siamo e vediamo se da qui all’anno prossimo ci saranno i cambiamenti e le integrazioni attese.»

Questa integrazione e sinergia è effettivamente necessaria dato che negli ultimi anni il nuoto Paralimpico è cresciuto tantissimo in Italia. Cosa pensi che possa essere utile fare per crescere ancora?
«Sicuramente negli ultimi anni è stato fatto molto lavoro, in quanto gli atleti di alto livello sono cresciuti tanto, così come è cresciuto il movimento in termini di numeri generali. Ho l’impressione però che stia aumentando sempre di più il divario tra gli atleti di alto livello e il resto del movimento e questo forse in futuro potrebbe rappresentare un grosso ostacolo e quindi una limitazione per lo sviluppo del movimento stesso. Non nascondo che da innamorato di questo sport mi piacerebbe vedere molti più “Morlacchi” che nascono nel settore Paralimpico e che crescono fino a raggiungere un record del mondo. Ormai stiamo vivendo una fase dove le persone diversamente abili hanno capito che il loro futuro non è solo quello di restare a casa a vivere la giornata ma bensì c’è la possibilità anche per loro di affermarsi in uno sport ed iniziare a credere in se stessi, quindi è giusto che si sfrutti tutto ciò perseguendo questa strada.»

simone-ciulliPrima di concludere però, dicci anche qualcosa di te. Manca meno di un mese agli Europei di Fucnhal dove avrai la possibilità di vendicare quel podio mancato per un soffio a Eindhoven. Con quale mentalità partirai alla volta del Portogallo?
«Sicuramente ho molte aspettative per gli Europei di Funchal dove deve tornare il miglior Simone. Non ci sono più scuse e probabilmente non ci saranno più altre possibilità. Per me sarà una delle ultime occasioni per conquistare una medaglia europea, ma anche per fare il tempo di qualificazione per le Paralimpiadi Rio per le quali spero in una convocazione. Il programma di allenamenti prevede un periodo intenso di carico nel quale sto entrando in acqua tutti i giorni. Spero che tutto il lavoro che sto facendo mi porti a buoni traguardi.»

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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