Ai Giochi Paralimpici di Rio la nazionale italiana più numerosa di sempre, il CT Riccardo Vernole punta in alto!

E spera di non avere sorprese con le ultime classificazioni prima delle gare, perché il nuoto paralimpico è condizionato in maniera importante da questo aspetto, ma si sta lavorando per cambiare le cose.

Ha tutto sempre sotto controllo e calcola tutte le variabili in gioco ed è così che il CT Riccardo Vernole, insieme ai Tecnici della Nazionale Italiana della FINP, ha costruito lo squadrone da venti atleti che partirà alla volta di Rio per i Giochi Paralimpici che già alla vigilia si annunciano storici per l’Italia.
Un numero così consistente infatti, gli Azzurri non lo hanno mai avuto in passato ed è molto significativo che questo nuovo traguardo sia arrivato proprio in occasione di una Paralimpiade, l’evento più importante in assoluto sul quale Vernole non si sbilancia, restando prima di tutto in attesa delle ultime classificazioni di disabilità in atto ancora ad oggi, che potrebbero stravolgere le ranking mondiali a due mesi dall’evento. Ma su questo ed altro Vernole sta lavorando per cambiare le cose, affinchè possa esserci più serenità sia da parte delle Federazioni che degli atleti ,nell’avvicinarsi ad un evento importante quale possano essere le Paralimpiadi, un Mondiale o un Campionato Intercontinentale.

Ai Giochi Paralimpici di Rio avremo la nazionale più numerosa di sempre con venti atleti, un numero che conferma la crescita di questa squadra. Ma la crescita numerica è rapportata anche alla crescita di notorietà e livello tecnico di questa azionale nel panorama mondiale?
«Credo proprio di si, perché stavolta avremo venti atleti che puntano tutti almeno ad una finale, molti addirittura vanno dritti a caccia di una medaglia. Vedo una bella squadra, di ragazzi che hanno voglia di far bene. L’esordiente Gloria Boccanera ad esempio, nonostante avesse un posto sicuro in nazionale in quanto unica donna S2, non si è seduta ad aspettare la convocazione, ma si è impegnata a migliorare la sua posizione nel ranking mondiale,anche dopo l’esclusione dagli Europei di Funchal . Questo significa che questi ragazzi non vogliono essere solo presenti, ma essere protagonisti a queste Paralimpiadi. Tra l’altro, altra cosa da sottolineare, è che l’Italia presenta per la prima volta nella storia, una nazionale in cui ci sono atleti in rappresentanza di tutte i settori di disabilità, quella fisica, visiva ed intellettiva /relazionale.»

riccardo-vernole-cecilia-camellini-nuoto-paralimpicoNonostante per queste Paralimpiadi l’Italia potesse contare venti posti disponibili per le convocazioni, non è stato affatto facile comporre la squadra che andrà a Rio. Questo denota quanto sia incredibilmente cresciuto il livello tecnico di questa nazionale e quanto sia difficile anche per gli atleti arrivare a farne parte, o è l’effetto Paralimpiadi?
«Direi che tutti gli atleti che hanno oggettivamente avuto la possibilità di essere convocati, sono abbastanza veterani, a parte Menciotti che abbiamo inserito da poco e Sciaccaluga che è un caso particolare con la nuova classe di disabilità acquisita a Berlino. Lasciare a casa delle persone dà sempre dolore. A Ciulli ad esempio, ho detto che per me ha sbagliato l’approccio per raggiungere questo obiettivo, impegnandosi talvolta in troppe gare diverse ed è stato un peccato perché ci avrei tenuto a fare almeno una finale con la staffetta punti alta, sarebbe stata una novità per l’Italia.»

Uno tra tutti, il confronto finale tra Sciaccaluga, Sottile, Ciulli, Massussi, Romele e Castagneto per scegliere gli ultimi due atleti che si sarebbero uniti alla rosa per Rio, ha dato ai Campionati Italiani Estivi quasi il sapore dei Trials USA! Quanto è stato difficile selezionarne due ed escludere gli altri?
«Il confronto di Bergamo tra gli atleti che hai citato dimostra che effettivamente abbiamo aspettato fino all’ultimo momento per completare la squadra, tanto è vero che la presentazione della nazionale per Rio fatta durante i Campionati a Bergamo non comprendeva ancora gli ultimi due elementi. Purtroppo Romele, e mi dispiace veramente perché è un ragazzo d’oro e si vede, non è mai riuscito ad avvicinarsi al suo migliore in questa stagione e quindi non è riuscito a migliorare la sua posizione nella ranking mondiale; Castagneto lo avevo sentito nei giorni precedenti i Campionati ed era molto fiducioso per il suo stato di forma, quindi pensavo che potesse fare meglio; Sottile ha fatto invece un ottimo Meeting di Berlino guadagnando posti importanti nel ranking mondiale, ma a Bergamo non è riuscito a migliorarsi. Abbiamo, quindi, fatto delle scelte in base al ranking mondiale, ma questo deve essere considerato un fattore positivo, perché evidenzia il fatto che il sottoscritto si basa esclusivamente sui criteri definiti tempo addietro e chiari a tutti e non su altri aspetti. Viviamo uno sport in cui i cronometri e le ranking parlano chiaramente e da quelli non si può scappare, questo rappresenta anche una salvaguardia di correttezza per coloro che aspirano ad una convocazione. Eventuali valutazioni soggettive si possono fare solo in caso di situazioni paritarie.»

Sciaccaluga in particolare, ha conquistato la nazionale grazie a tre prestazioni importanti nei 50, 100 e 200 stile fatte proprio ai Campionati Italiani Estivi di Bergamo con le quali ha cancellato i Record Italiani detenuti per oltre vent’anni dal Presidente Roberto Valori, ma anche grazie alla nuova classificazione internazionale ricevuta a Berlino. Può essere un bel segnale di buon auspicio a due mesi dalle Paralimpiadi ?
«Io sono convinto che questo ragazzo farà almeno tre finali a Rio. Che il nostro movimento sia condizionato in maniera assoluta dalle classificazioni, è chiaro ormai a tutti, ma speriamo che le cose cambino presto. Il 19 agosto avrò una conference call per verificare i primi risultati della ricerca che stanno facendo per migliorare le classificazioni. Capire quello che va valutato è fondamentale ed a tal proposito abbiamo proposto alla IPC Swimming anche di testare una serie di atleti italiani con classe sportiva S1-2-3, dando così un contributo impostante alla causa.»

riccardo-vernole-enzo-allocco-nuoto-paralimpicoA proposito di classificazioni, come sta andando il tuo lavoro come tecnico del gruppo che si sta occupando di revisionare il sistema di classificazione per le categorie di disabilità fisica e visiva?
«Abbiamo lavorato tanto per dare quegli input importanti, finalizzati ad avviare nella giusta maniera la ricerca, come dicevo prima, attendo con curiosità i primi risultati. Quello che abbiamo chiesto e che sarebbe a nostro parere molto utile, è la possibilità di valutare un atleta nel suo complesso a prescindere dalle sue funzionalità e quindi eseguire un unico test per tutti, che preveda sia prove di forza che di coordinazione che sono due fattori fondamentali nel nuoto. Speriamo di poter modificare i regolamenti anche affinchè possano essere sospese le classificazioni sei mesi prima delle Paralimpiadi di Tokyo 2020, in modo che gli atleti possano essere più sereni nell’avvicinarsi all’evento, senza ritrovarsi sorprese, positive o negative che siano.»

Di Nazionali da temere davanti a noi ce ne sono diverse, ma l’Italia può essere una squadra temibile per gli altri?
«Purtroppo o per fortuna il medagliere guarda principalmente le medaglie d’oro ed è ciò che guarderanno tutti alla fine dei Giochi. Io però vorrò guardare il medagliere complessivo, quindi non solo le medaglie d’oro, e puntare con questa Italia a migliorare quanto fatto a Londra 2012. Purtroppo devo sottolineare che nonostante manchi pochissimo alle Paralimpiadi, ci sono ancora tante classificazioni in corso in giro per il mondo. Questo è un aspetto da rivedere per il futuro, per le Federazioni che fanno investimenti sugli atleti e per gli atleti che fanno sacrifici importanti per prendere parte ad un evento come le Paralimpiadi.»

Clicca qui per la la relazione del CT Riccardo Vernole sui 20 atleti selezionati

Clicca qui per il video della presentazione della Nazionale Italiana in partenza per i Giochi di Rio 2016

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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