Lupi di mare o merluzzi?

Nuotatori in spiagge e piscine in vacanza, cosa è meglio evitare

Siamo in estate. Ebbene si, sembrava lontana ed invece eccola qua, pronta a regalare relax, ferie dal lavoro, pelle ambrata e quel “sapore di sale, sapore di mare” che fino a qualche giorno fa era solo un ricordo.
Lo squalo da piscina, esemplare di razza umana che vive ovunque, adattandosi alle fredde temperature invernali andando in letargo in ben condizionate vasche da sei corsie o più, è pronto per uscire alla luce del sole, catturare le proprie prede e dare lustro agli addominali e spalle scolpite da mesi di allenamento.
Attaccati al chiodo gli attrezzi del mestiere, si accinge a popolare spiagge affollate certo di non passare inosservato.
La stagione di caccia è aperta, non resta che tenere bene a mente alcune semplicissime regole che eviteranno di trasformarvi da squali a merluzzi, per di più, data la temperatura, lessi e senza possibilità di migliorare il piatto con condimenti fantasiosi!

Lo Stile
Siete davanti all’immensità del mare, ma se proprio siete fortunati, davanti a voi si apre uno scenario da film anni ’80 con tanto di colonna sonora di Gerry Calà. Bambini urlanti stretti in mini canotti di plastica, salvagente di ogni forma e misura, per lo più di animali acquatici di ogni specie rigorosamente galleggianti e lettini gonfiabili con gentili signorine a prendere il sole. Ed ancora pedalò che arrivano e partono manco portassero aiuti umanitari e moto d’acqua che anche se lontane, provocano un “ritorno d’onda” migliore del Panfilo di Briatore ancorato a largo di Porto Cervo.
La situazione è delicata, la convivenza civile un doveroso obbligo. Se state già scrutando i vostri due metri di acqua libera per dare spettacolo del vostro “stile”, desistete vi prego. Se non volete farlo per chi sta per diventare spettatore inconsapevole della vostra esibizione, fatelo almeno per voi stessi.
Inutile tuffarsi con apnea di dodici metri per trovare il punto migliore dove “rompere l’acqua” con la vostra prima bracciata a Delfino. Se vi va di lusso, finirete con l’abbracciare la signora Maria, calabrese sessantenne che sta facendo il bagnetto al nipote di tre anni con tanto di papere, pesciolini e giochini e non esiterà a lanciarvene uno a caso contro per aver rotto l’idillio.
La subacquea della rana è stato il vostro tallone di Achille per tutto l’anno sportivo e finalmente volete dimostrare che i soldi dell’abbonamento in piscina sono stati ben investiti? Almeno che non vogliate finire a stampare la vostra sagoma sul fondale marino, lasciate perdere. Se poi le acque del mare che bagnano la spiaggia prescelta sono basse, pensateci due volte, ma anche tre, quattro e cinque se serve, prima di lanciarvi in un tuffo che nemmeno nella vostra ultima gara avete eseguito.

Il costume
Per un anno vi siete mostrati visto in striminziti slip di ogni colore e stampa, gioia e delizia degli occhi di chi vi ha ammirato. Vi siete uniformati al “dress code” da corsia con risultati accettabili. Perché perdersi proprio ora indossando pantaloncini demodé che diventano imbarazzanti palloncini appena decidete di rinfrescarvi in mare?
In spiaggia le persone “normali” vivono un momento di iniziale imbarazzo, dato dalla semi-nudità, dal trovarsi improvvisamente accerchiato da tanti sconosciuti, dalla vergogna propria di chi normalmente, tende a nascondersi dietro gli abiti e dietro le distanze di circostanza.
Noi no! Abbiamo vissuto gli ultimi mesi in piscine affollate da nostri simili, viviamo la condizione della semi-nudità per dieci mesi all’anno; abbiamo imparato a gestire spazi ristretti, a dividere la corsia con decine di persone. E allora dimostriamo la nostra diversità e la nostra unicità rimanendo coerenti, quindi sguardo dritto e fiero, il costume è il nostro indumento, nessuna caduta di stile vi sarà perdonata.

Gestione degli spazi
famiglia-piscinaAvete accettato di portare bambini e/o famiglia, oppure vi siete organizzati per partire alla conquista di giovani rappresentazioni nordiche del genere femminile, scegliendo come meta per una giornata di divertimento un parco acquatico? La verità è che voi senza una piscina vi sentite un pesce fuor d’acqua, ma dovete capire, per non rovinarvi e rovinare le vacanze, che quella che vi si pone di fronte poco ha in comune rispetto a quella dove avete “faticato” nell’ultimo anno.
Non tentate neppure di virare ogni volta vi si para un muro di mattonelle davanti. Ricordate la signora Maria di cui sopra? Eccola anche nella “piscina grande” dell’Acquafan, dopo aver distribuito ai suoi cari un leggero brunch composto da melanzane alla parmigiana, gnocchi al forno, nduja calabrese, crostini all’olio, tutto innaffiato da un buon bicchiere di vino rosso. È lì, di nuovo dinanzi a voi, che con gli occhialoni modello gatta vintage anni ’40, vi punta da lontano, ferma al muretto, dall’alto dei suoi 160 cm per 160 kg. Avete ancora voglia di dimostrare all’allegra brigata quanto siete diventati bravi nella virata? Siete davvero così impavidi? Beh, ricordo che in ogni caso anche noi avvocati andiamo in ferie, dovrete arrangiarvi.
Il miglior modo per farsi notare sarà fingere di voler passare inosservati. Basteranno due bracciate ed il segno degli occhialini stampato sul viso abbronzato ad identificarvi come razza superiore di animale acquatico. I vostri simili sentiranno l’odore del cloro anche se ormai coperto da sale marino, abbronzanti al profumo di fiori delle Hawaii e sabbia appiccicata un po’ ovunque.
I simili si riconoscono, gli opposti si attraggono. Riposatevi dunque, o rimpiangerete di non averlo fatto quando gli allenamenti riprenderanno a pieno ritmo e ricordate che siete nuotatori e come tali, dovete colonizzare il mondo con il vostro “swimmer style”!

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Giusy Cisale