«Sentivo dire che ero finita e che non sarei mai tornata, a Hoorn ho dato una risposta a quelle voci!»

Così la rinata Martina Grimaldi dopo la vittoria della 25 km agli Europei di Hoorn.

Il periodo buio è decisamente finito. Con la vittoria della 25 km agli Europei di Hoorn, Martina Grimaldi ha definitivamente chiuso con tutto il negativo vissuto nel 2015, anno in cui la 27enne non ha di certo avuto la serenità necessaria ad un atleta, soprattutto della sua caratura, apportando inoltre alcuni cambiamenti relativi alla guida tecnica che hanno in qualche modo condizionato il suo percorso.

Il Lago olandese ha fatto riemergere l’atleta seguita da Emanuele Sacchi in una 25 km intensa, nuotata con il cuore ma anche con la testa di chi voleva a tutti i costi una rivincita personale e quando l’atleta tesserata per il Circolo UISP Bologna e Fiamme Oro Napoli ha tagliato il traguardo davanti a tutte in 5h 26’47″8, è riuscita perfino a togliere la voce al CT Massimo Giuliani che insieme a tutta la squadra Azzurra ha accolto l’atleta in una festa di gioia per tutti.

Martina Grimaldi è tornata, ma non era mica facile? Ha conquistato la settima medaglia Azzurra degli Europei di Hoorn, ma anche la sua settima medaglia europea dopo l’oro di Berlino 2014 nella 25 Km, l’oro nella 10 km e il bronzo nella 5 km di Piombino 2012, l’oro nella 10 km di Eilat 2011, l’argento nella 10 Km a Dubrovnik 2010 ed il bronzo nella 25 Km di Balaton 2010. Con tutti questi successi e gli altri conquistati alle Olimpiadi di Londra 2012 con quel fantastico bronzo ed ai Mondiali con le quattro medaglie vinte tra Roma 2009 e Barcellona 2013, non era facile tornare dopo un anno di buio totale, ma lei ha avuto la testa giusta per compiere l’impresa che a Hoorn l’ha commossa.

Sbaglio o avevi gli occhi lucidi dopo la vittoria?
martina-grimaldi-25km-europei-fondo-hoorn-2016«No, non sbagli, qualche lacrima è scesa e anche sul podio avevo gli occhi lucidi.»

Questo risultato così importante, dopo un anno veramente poco facile, ti ha quindi coinvolta anche emotivamente. Perchè esattamente?
«Volevo riconfermare il titolo di Berlino. Vincere è facile, mentre invece riconfermarsi è difficile già a prescindere, figuriamoci dopo tutti i cambiamenti fatti ultimamente. Avevo paura di aver sognato troppo in grande e di vedere il mio sogno infrangersi e ieri oltre a tutte le avversarie in gara, avevo forse l’avversaria più pericolosa da sfidare, me stessa, con tutte le cose che mi giravano in testa, che ero finita e che non sarei mai tornata. Avevo solo voglia di gareggiare per vedere cosa sarei stata capace di fare e a Hoorn ho dato una risposta a tutte quelli voci!»

Quando eri in gara, questi pensieri ti hanno “distratta” per alcuni momenti, o hai pensato solo a fare ciò per cui sei nata?
«Qualcosa mi girava in testa, ma non in maniera così forte da farmi distrarre, anzi, mi quei pensieri spingevano e mi dicevano “Lotta fino alla fine”.»

Quindi sei riuscita addirittura a trarne forza. Questo vuol dire che psicologicamente sei partita già imbattibile. Non c’è mai stato quindi un momento di esitazione nella tua gara?
«Io ci ho provato da subito, ma non pensavo di farcela sinceramente.»

Cosa hai pensato all’arrivo e cosa hai provato quando la squadra ti ha accolta festeggiando insieme a te la tua vittoria?
«Ero contentissima, ho saltato dalla gioia e poi sono scese le lacrime. Ce l’avevo fatta!»

martina-grimaldi-europei-fondo-hoorn-2016Qualche passo indietro, dopo i tuoi grandi successi, è arrivato un periodo buio che è durato tutta la scorsa stagione e che adesso ti sei messa finalmente alle spalle. Chi ti è stato più vicino in quel momento e chi poi ti ha aiutata a riflettere e fare le scelte giuste per tornare ad essere Martina Grimaldi?
«Le persone che hanno creduto in me e quelle che mi hanno sostenuta anche quest’anno, ma non faccio nomi. Chi mi è stato vicino lo sa.»

Hoorn è stato ufficialmente il punto di ripartenza per te?
«Credo di si, ma sicuramente è stato il punto di fine di un buio periodo.»

Cosa c’è adesso per Martina Grimaldi?
«Ci saranno altre gare quest’anno con il gruppo delle Fiamme Oro che ringrazio per tutto quello che fanno per me e poi penserò a farmi un po’ di vacanze. È stato comunque un anno molto difficile per me, sono arrivata all’Europeo come outsider e so che molti mi aspettavo al varco, per dire che ero finita e confermarlo. Per me invece è stata un’occasione per smentirli. E da tutti i complimenti che ho ricevuto, ho capito che comunque c’erano anche molte persone che credevano ancora in me e vorrei ringraziarle tutte. Come ho detto, c’era l’avversaria più dura da combattere, me stessa.»

Ecco cosa vuol dire cadere e rialzarsi.

Foto Deepbluemedia

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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