La WADA dichiara guerra al Doping di Stato e chiede di negare le Olimpiadi alla Russia!

Presa di posizione dura in conseguenza a quanto emerso dal Rapporto McLaren, oggi la decisione del CIO e della IPC Swimming.

L’Agenzia Mondiale Antidoping si è schierata e invita il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC Swimming) a buttare letteralmente fuori la Russia dalle competizioni sportive e in particolar modo fuori dai Giochi Olimpici! E non è tutto, perché la WADA chiede anche di negare l’accesso ai luoghi ove si terranno le Olimpiadi di Rio e di tenere fuori dall’argomento l’Agenzia Antidoping russa (Rusada).

È una presa di posizione dura quanto decisa quella presa dal WADA che pur specificando che non ha alcun potere decisionale in merito, raccomanda di negare agli atleti russi di tutti gli sport la partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016 in conseguenza a quanto emerso dal Rapporto McLaren che tra le altre cose, aveva fatto inchiesta anche sul famoso laboratorio antidoping di Mosca nel quale furono nascoste e manomesse analisi di atleti russi risultate positive, aprendo lo scottante argomento del Doping di Stato.

La FINA non si è ancora espressa in merito, mentre invece è di ieri il comunicato ufficiale del CIO – clicca qui per la comunicazione ufficiale:

“I risultati del rapporto indicano un attacco scioccante e senza precedenti all’integrità dello sport e alle Olimpiadi. Pertanto, il CIO non esiterà a prendere le più dure sanzioni a disposizione nei confronti di qualsiasi individuo o organizzazione coinvolti”

E proprio in queste ore la Commissione Esecutiva del CIO (EB) è riunita in una conferenza telefonica per prendere le sue prime decisioni che possono includere misure e sanzioni provvisorie per quanto riguarda la Olimpiadi di Rio 2016.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine