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Il prodigio Vincenzo Boni racconta la sua cavalcata verso il successo!

In 18 mesi di nuoto ad alti livelli ha conquistato medaglie agli Europei, ai Mondiali ed alle Paralimpiadi!

Domenica scorsa è stato festeggiato in una serata interamente dedicata a lui per ripercorrere le emozioni vissute con la vittoria della medaglia di bronzo conquistata alle Paralimpiadi di Rio. Vincenzo Boni, tesserato per la Caravaggio Sporting Village e Gruppo Sportivo Forestale, ha ricevuto per l’occasione l’intervenuto del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che si è complimentato con l’atleta, Alessandro Mencarelli, responsabile del settore Nuoto del Gruppo Sportivo Forestale, lo speaker della Società Calcio Napoli Daniele Decibel Bellini, i calciatori del Benevento Lucioni e Lopez, il Presidente del Rugby Benevento Rosario Palumbo che gli ha donato la maglia ufficiale della squadra ed ovviamente la famiglia Vigorito, patron del Caravaggio SV che insieme all’incredibile lavoro svolto dal tecnico Azzurro Enzo Allocco e dell’allenatore Alessio Sigillo che lo seguono, rappresentano un tassello essenziale per l’incredibile e straordinaria cavalcata realizzata fino ad ora da Vincenzo, un percorso rapido e deciso che lo ha portato al successo in meno di due anni. Significative e belle le parole dette lontano dai microfoni e dalla platea dal Presidente Vigorito a Vincenzo: “Con o senza medaglie, tu farai sempre parte della famiglia e per te ci saremo sempre”.  

enzo-allocco-vincenzo-boni-alessio-sigilloLa medaglia di bronzo vinta nei 50 dorso S3 alle Paralimpiadi di Rio, è arrivata infatti dopo appena 18 mesi di attività ad alti livelli nei quali il ragazzo prodigio ha vinto anche una medaglia d’argento e due di bronzo ai Mondiali di Glasgow nel 2015 e una d’oro, tre d’argento ed una di bronzo agli Europei di Funchal disputati lo scorso aprile, siglando inoltre un Record Mondiale nei 100 dorso con 1’38″43 ed uno Europeo nei 50 dorso con 45″46 al Meeting Internazionale di Berlino nel 2015 che rappresentava per lui la prima volta in Azzurro!

Insomma, 18 mesi intensi nei quali non era per niente facile arrivare a conquistare tutti questi prestigiosi traguardi che adesso rappresentano una solida base di partenza per affrontare un nuovo quadriennio, al termine del quale il partenopeo punta dritto a conquistare i Giochi di Tokyo 2020. Adesso però è tempo di riposo e di vacanza insieme alla sua fidanzata Giusi, anche se Vincenzo pensa già a quello che verrà dopo: «Mi basta un letto per riposare ed un posto esotico per vivere un po’ di mare che in questa estate non ho proprio visto, per ritornare con le batterie caricate al massimo e ripartire subito forte.»

Il primo pensiero che ti viene in mente dopo questa esperienza delle tue prime Paralimpiadi?
«Ce l’ho fatta! Era una cosa non facile considerando che dopo la classificazione internazionale fatta a febbraio 2015, era appena un anno e mezzo che mi preparavo per questo appuntamento. È stato solo dopo quella classificazione che ho assaggiato cosa significasse veramente allenarsi ad alti livelli. Gioire per una medaglia olimpica dopo solo un anno e mezzo di nuoto serio, non credo sia da tutti.»

vincenzo-boniChiudi gli occhi e prova a farti trascinare dalle emozioni. Ricorda quello che eri in quei lontani Campionati Italiani estivi di Bari nel 2014, quando tutto iniziò.
«Mi ero classificato per quel Campionato a Lignano Sabbiadoro il 24 e 25 maggio 2014 nuotando in 1’01” nei 50 dorso. Allora ero un S4 e Paco Clienti scrisse un articolo nel quale mi definì un S3. Mai cosa fu più premonitrice! Da lì mi qualificai per il mio primo Campionato Italiano con grande euforia, la vasca era all’aperto con tutte le difficoltà del caso di chi nuota a dorso e che ricordo molto bene, però riuscii a strappare subito una medaglia di bronzo. Ero contentissimo perché era il mio primo Campionato Italiano, anche lì puntavo più in alto, ma quando vai al podio va sempre bene. Mi ricordo la gioia di quella medaglia e poi gli Europei di Eindhoven che seguii con entusiasmo e passione da casa, guardando quelli che sarebbero poi diventati i miei futuri compagni di nazionale piazzarsi quinti nel medagliere.»

Bene, adesso tieni stretto questo ricordo e ricordati tutto ciò che è successo velocemente dal 2015 in poi: Mondiali di Glasgow, Europei di Funchal e poi Paralimpiadi!
«Devo dire che in due anni ho vinto tre medaglie ai Mondiali, cinque agli Europei e un bronzo olimpico che non è poco!»

E ancora un Record Mondiale ed uno Europeo…
«Vero, anche se l’Europeo mi è stato tolto, ma me lo riprenderò quanto prima. Se penso che potevo dare di più su questa finale olimpica, un po’ di rammarico ce l’ho, ma poi ricordo subito che per me è arrivato tutto in pochissimo tempo. In un anno e mezzo sono diventato vice campione mondiale, campione europeo e bronzo olimpico e allora mi dico che per il momento va bene così.»

vincenzo-boni-oreste-vigoritoQuando hai ricevuto la nuova classificazione da S4 a S3, speravi di giocarti un posto in nazionale e ti aspettavi di fare tutto quello che hai fatto?
«No, assolutamente non lo pensavo. Anche la stessa classificazione internazionale, l’ho fatta dopo solo sei mesi di attività ed una sola medaglia di bronzo vinta ai Campionati Italiani e non credo sia da tutti. Però io ero sicuro di me, il Caravaggio Sporting Village era sicuro di me e sapevo che quella classificazione ottenuta in Italia non mi rispecchiava e quindi chiedemmo la classificazione internazionale che feci proprio a Napoli (Campionati Italiani invernali 2015, n.d.r.), città che ho nel destino. Ricordo che quando mi dissero che ero diventato S3, pensai che sarebbe cambiata la mia vita.»

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Ricordo bene che dopo la classificazione mi dicesti “Adesso cambia tutto, si apre un nuovo panorama nel nuoto paralimpico per me”
«Si, perché con una classificazione che non mi rispecchiava era complicato anche piazzarsi in Italia, ma con la classe di disabilità giusta, si apriva un mondo nuovo per me. Sapevo quello che volevo ed ho affrettato i tempi, tanto da avanzare richieste precise alla mia Società perché sapevo dove potevo arrivare.»

Ma speravi di arrivare alle Paralimpiadi e vincere una medaglia?
«No, quello non lo pensavo. A stento speravo di strappare una convocazione per i Mondiali! A febbraio 2015 sono diventato campione italiano per la prima volta e a luglio vice campione mondiale, un salto incredibile. So di aver affrettato i tempi, so di aver tolto un posto ad un mio compagno di squadra che se lo giocava da molti più anni di me, però sapevo dove volevo arrivare ed ero determinato a raggiungere il mio obiettivo e quindi ottenni quell’argento mondiale a Glasgow, anche lì con tanto di rammarico per un mancato oro. C’è sempre rammarico in me, ma questa è una cosa positiva, perché così non mi mancheranno mai stimoli per fare meglio. Dopo quei Mondiali ripresi la nuova stagione con una preparazione mirata a raggiungere le Paralimpiadi.»

vincenzo-boni-luigi-de-magistrisImmacolata Cerasuolo, Massimiliano Rosolino e adesso il nuoto partenopeo ha un nuovo atleta medagliato alle Olimpiadi. Come ti senti con questa responsabilità?
«Eh, Imma Cerasuolo, Massimiliano Rosolino e Vincenzo Boni, fa strano a dirlo. Prima c’era il vuoto dopo loro due nel nuoto olimpico e adesso dopo 12 anni da Imma Cerasuolo, ci sono io. Imma è stata una mia mentore, mi ha sempre dato consigli su come comportarmi, mi ha sempre detto di essere umile, di non dimenticare da dove venivo ed ha sempre creduto in me fin dall’inizio. Adesso il panorama partenopeo ha me che sono proiettato a Tokyo 2020, ma abbiamo anche altri giovani promesse napoletane che spero possano far parte della spedizione in Giappone. Sarebbe veramente bello.»

Immagino che stai parlando di Ivan Perfetto e Angela Procida.
«Esatto, hanno 15 e 16 anni e sono già andati vicinissimo alla convocazione, quindi sta tutto nelle loro mani, hanno il futuro in tasca.»

Certo che, considerando che in nazionale c’è già un Masaniello come te ad animare o spogliatoio Azzurro insieme all’altra partenopea Emanuela Romano, non oso immaginare cosa potrebbe essere il team Italia se arrivassero altri due napoletani in squadra!
«Più che altro, essendo seguito anche io in parte da Vincenzo Allocco come loro tre, se arrivassimo tutti a Tokyo, saremmo la Allocco’s Family! Per Enzo e Napoli sarebbe l’apoteosi, ma questa non è assolutamente utopia, anzi, è una cosa che si può fare.»

Tokyo 2020, ma intanto ci sono i Mondiali in Messico.
«Infatti il mio prossimo obiettivo è proprio quello e lì voglio prima di tutto riprendermi il Record Europeo nei 50 dorso, perché quel tempo ce l’ho, l’ho già nuotato e quindi con questi presupposti, voglio ottenere un grande piazzamento.»

Hai chiuso un quadriennio nel quale sei entrato verso la fine ed hai ottenuto risultati eccellenti, ma adesso ne inizi uno dal punto di partenza.
vincenzo-boni-caravaggio-sporting-village«Penso che sia più facile programmare un intero quadriennio dal suo inizio. Ovviamente tutto sarà finalizzato a Tokyo 2020 con tappe intermedie, due Mondiali ed un Europeo, quindi lo dico a me stesso, non dovrò abbattermi se non arriveranno risultati importanti durante queste competizioni perché l’obiettivo principale sarà quello del Giappone. Ovviamente ci tengo a fare bella figura.»

Che fame hai?
«Una fame esagerata! A Rio ho peccato di ingenuità e inesperienza, se solo pensi che in riscaldamento giravo il tempo che poi ho fatto in gara, ma è andata così. Adesso che però ho fatto l’Europeo, il Mondiale e le Paralimpiadi, non ho più scuse, sono un atleta giovane e posso solo migliorare, ho voglia di prendermi tutto ciò che desidero. Ho 28 anni, il futuro è adesso!»

Clicca qui per la galleria foto della festa del Caravaggio Sporting Village dedicata a Vincenzo Boni

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine