Non aprite quello zaino!

Tutte le cose che si possono trovare dimenticate sul fondo di uno zaino di un nuotatore, che rappresenta molto di più che un semplice contenitore di attrezzatura

Vi siete spaventati al titolo horror? Avete mai commesso l’errore di aprire lo zaino di un nuotatore? Avete mai scavato oltre la superficie del vostro zaino? Appena rientrati a casa apriamo lo zaino e veniamo inondati da un estasiante profumo di cloro, misto ad una miscela fatta di muffa, polverine all’aroma di arancia/potassio/magnesio, bagnoschiuma antimicotico al limone, crema idratante alla vaniglia e cocco, bicarbonato, pesci rossi, barrette proteiche al gusto cookie.
Di solito ci si ferma alla prima bustina di plastica arrotolata e posta in cima, contenente il costume, la cuffia e l’accappatoio. Si richiude subito tutto ed appena asciugato il set del “necessario”, lo si ripone sempre in cima, con quel fare repentino di chi ha timore di scavare più a fondo.

Se nonostante i segnali di pericolo che si accendono nella vostra mente più lampeggianti delle insegne luminose in autostrada continuate a scavare alla ricerca  del bottino, molto probabilmente vi imbatterete in alcuni “tesori” nascosti tra un asciugamano e un dépliant ormai ingiallito!
Innanzitutto, il vero nuotatore non ha il semplice borsone, quello con la tracolla da indossare su una sola spalla, ma uno zaino che indossa su entrambe le spalle, perché il contenuto è di tale peso che il borsone “da palestra” cederebbe dopo la prima settimana.

Appena rimossa la busta contenente il costume, ecco comparire pezzi di occhialini. Ebbene, statisticamente è provato che una coppia di occhialini non è sufficiente e normalmente per un paio di occhialini assemblati e pronti per l’utilizzo, ce ne sono almeno altri due dimenticati tra una tasca e l’altra, rigorosamente smontati, con pezzi di ponti nasali, elastici spezzati e lenti graffiate che rimangono lì “nel caso servissero”.

zaino-nuotatoriUna delle cose che invece sappiamo benissimo di avere, ma che rimane comunque lì abbandonata, è la bottiglia d’acqua vuota. Chiede disperatamente di essere riempita e puntualmente ad ogni cambio vi ripromettete di riempirla, ma invece giace vuota fino a che i primi sentori di odore di muffa richiameranno finalmente la vostra attenzione.

Continuando nell’esplorazione ci potremmo quasi sicuramente imbattere nel ritrovamento di piccole bottiglie di bagnoschiuma vuote. Gettonatissimi sono i campioncini che si trovano nei bagni degli alberghi. Abbiamo finalmente dato un senso a tutte le bustine e le bottigline varie di cui facciamo incetta durante viaggi e trasferte, ma non siamo ancora in grado di usarli fino all’ultima goccia e poi buttarli.

Ma se la ricarica di zuccheri e potassio è irrinunciabile per il vero nuotatore, eccola emergere dagli abissi la banana marcia. Quante volte presi dalla fretta di rientrare avete dimenticato di essere stati così ligi e previdenti fino a dotare il vostro zaino di questo frutto? Speriamo che il “rinvenimento” avvenga prima che si possa utilizzare solo come base per un frullato.

Attaccate magari alla buccia della banana potrebbero apparire addirittura carte di caramelle. Una caramella può rimediare ad un calo di zuccheri improvviso, ma gli incarti ormai sono diventati nello zaino simpatici coriandoli appiccicaticci. Al classico incarto di caramelle, si aggiungono i cartellini dei costumi nuovi, i programmi di gare di mesi prima, depliant di pubblicità e post-it ingialliti con inchiostro ormai sciolto dall’umidità.

Ma la caccia al tesoro può riservare anche ritrovamenti storici: spiccioli che servivano per un caffè al volo o per il distributore automatico di snack, salvo poi diventare una manciata di centesimi vari sparsa qua a là, giusto per dare colore; mollettine minuscole e colorate, magari ritrovate negli spogliatoi e raccolte “nel caso qualcuno le reclami” o elastici di ogni diametro possibile, ormai sempre umidi ed incastrati tra spazzole, snorkel e nelle bretelle del costume.

swimming-bagLa borsa di un nuotatore è il dispositivo di archiviazione per eccellenza. Ovunque si vada, qualunque sia la destinazione ed il mezzo di trasporto per raggiungerla, questo oggetto di culto sopravvive nonostante tutto a tempeste invernali e afosi pomeriggi trascorsi al sole di una tribuna. Viene lanciato, tirato, bagnato di cloro o anche di acqua marina, sostituisce il cuscino quando la giornata di gare richiede un riposino, diventa comoda base per sedersi nelle trasferte affrontate in treno con posti solo in piedi. Si è adattato alle vostre abitudini, non teme improvvisi lavaggi in lavatrice e riesce a contenere tutto ciò che una semplice valigia non riuscirà mai a racchiudere.

Soprattutto, raccoglie le emozioni di ogni gara e di ogni allenamento e ci si affeziona ad esso a tal punto che difficilmente lo si cambia per uno nuovo e pulito, ma che in ogni caso non riusciremo a tenere in ordine per molto tempo!

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Giusy Cisale

Giusy Cisale

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