Come gestire un 200 misti: Massimiliano Rosolino a confronto con Michael Phelps

Non solo la frazione a rana, ma anche le prime due frazioni incidono in maniera importante sulla gestione gara e sul risultato finale

La gestione di una gara è sempre un problema da affrontare e risolvere, in allenamento ovviamente, ma questo problema diventa ancora più particolare quando si parla di misti. Nuotare tutti e quattro gli stili è un impegno singolare, in quanto oltre ai normali consumi metabolici che subentrano durante la progressione della gara, si aggiunge la fatica per “metabolizzare” in maniera praticamente immediata il cambio dello stile di nuotata che comporta anche un ritmo, una modalità di respirazione ed un impegno muscolare differente, dettagli che incidono sulla gestione complessiva della gara.

Prendiamo in esame quella che sembra essere la distanza più amata e per certi versi anche la più affascinate, ovvero i 200 metri misti. La chiave della gestione ottimale di questa specialità sta nell’ottenere durante la progressione di gara un buon rapporto tra consumo di glicogeno muscolare, proteine e glucidi, riuscendo ad avviare solo al “momento giusto” la conseguente produzione più elevata di lattato, così da ottenere il meglio dalla propria prestazione fino all’ultima frazione. Ma come si traduce tutto questo nei ritmi da rispettare nelle quattro parti di gara?

La gestione gara è in parte personale, in base alle caratteristiche del singolo atleta, ma proviamo a prendere da esempio i riscontri dei vincitori della specialità delle ultime cinque Olimpiadi e mettiamoli a paragone. Il più fattibile da fare, considerando l’evoluzione dei costumi, è quello in campo maschile tra Massimiliano Rosolino, campione a Sydney 2000 indossando un Jammer e Michale Phelps, campione nelle successive quattro Olimpiadi in cui lo statunitense ha usato il Jammer nel 2012 e 2016 e non ha mai usato il super costumone intero nelle precedenti due Olimpiadi.

Se consideriamo gli ultimi cinque quadrienni olimpici, dobbiamo però osservare anche che intanto ci sono stati tantissimi cambiamenti nel nuoto, sia sotto l’aspetto tecnico della nuotata, che dai ritmi impostati nelle finali, nonché relativamente alla qualità delle attrezzature a disposizione dell’atleta, dal costume da gara al blocco di partenza.

?????????????????????????????????????????????????????????????Fatte queste premesse, Massimiliano Rosolino vinse la finale dei 200 misti di Sydney con il crono di 1’58″98, registrando i seguenti parziali di gara: 26”59 a delfino, 30”77 (57”36) a dorso, 33”52 (1’30”88) a rana e 28”10 a stile libero. La partenza di Rosolino fu molto contenuta, dando alla gara un’impostazione al risparmio energetico che poi si rivelò vincente nella fase finale. La gestione del partenopeo fu al risparmio anche nella seconda frazione a dorso, al punto da risultare terzo alla virata dorso/rana. Questo però gli consentì di effettuare una progressione eccezionale proprio nella rana, eseguendo un bellissimo sorpasso ai danni dello statunitense Tom Dolan, che vinse poi i 400 misti con Record del Mondo, e risalire la testa della finale in cui con l’ultima straordinaria frazione a stile libero, mise la mano davanti a tutti.

Michael Phelps ha vinto i 200 misti nelle successive quattro edizioni delle Olimpiadi e con tempi incredibilmente simili tra loro, particolare che considerato l’avanzamento della sua età nel corso delle quattro Olimpiadi, è qualcosa di incredibile. Partiamo dalla più recente, quella di Rio 2016, dove ha vinto la finale con il crono di 1’54”66. La partenza è stata molto esplosiva, girando la frazione a delfino in 24”91, seguita dal dorso nuotato in 28”54 (53”45), dalla rana in 33”51 (1’26”96) e dallo stile libero in 27”70.

Ci sono molte variabili in gioco tra il Rosolino di Sydney ed il Phelps di Rio, prima tra tutte l’età, seguita poi dalle differenze tecniche dovute all’evoluzione del nuoto, ma la cosa più curiosa che spicca paragonando i tempi nuotati dai due campioni a distanza di 16 anni tra le due prestazioni, è che la frazione a rana è stata praticamente la stessa per entrambi, 33”52 per Rosolino nel 2000 e 33”51 per Phelps nel 2016!

«Se pensi che la partenza è migliorata grazie anche al supporto dei blocchi muniti oggi di aletta per la track-start, che è migliorata notevolmente la virata dorso/rana e che si sono evolute le fasi subacquee, oggi anche i più scarsi sono migliorati di almeno due secondi rispetto a Sydney – ha affermato Rosolino coinvolto nella redazione di questo articolo – Ovviamente il Jammer che avevo io e quello che si usa oggi hanno alcune differenze importanti, ma bisogna dire che Phelps ha una rana schiacciante e che il suo dorso è disumano, particolare che gli permette anche di tenere un ritmo lanciatissimo proprio nella frazione a rana. Se poi consideri anche la grande subacquea che possiede nell’ultimo cambio a stile, il gioco è fatto.»

??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Tra i due c’è una differenza di 1”68 nella prima frazione e 2”13 nella seconda a vantaggio di Phelps, ma nonostante questo, la rana viene nuotata da entrambi con lo stesso tempo, mentre l’ultima frazione viene nuotata da Phelps con soli 40 centesimi in meno rispetto a Rosolino. Considerate tutte le variabili in gioco, possiamo dire che molto probabilmente l’economia di gara di Rosolino sia stata più valida rispetto a quella di Phelps, in quanto nella seconda parte di gara sono emersi riscontri in parte uguali e molto simili tra i due atleti. Questo vuol dire anche che probabilmente Phelps avrebbe potuto nuotare i suoi 200 misti più velocemente se avesse avuto una gestione differente nella prima parte di gara, magari leggermente meno spinta e più contenuta.

Il paragone diventa ancora più interessante con i riscontri cronometrici ottenuti nelle due finali di Phelps ai Giochi di Pechino 2008 e Londra 2012, dove lo statunitense vinse rispettivamente con 1’54”23, soltanto 43 centesimi in meno rispetto a Rio registrando tra l’altro il Record del Mondo, e 1’54”27, solo 39 centesimi in meno rispetto a Rio e questo, come dicevamo prima, è straordinario se si considera l’età dell’atleta nelle diverse finali disputate.

Non sono da prendere molto in considerazione probabilmente i riscontri ottenuti da Phelps alle Olimpiadi di Atene 2004 in quanto lo statunitense era praticamente ai suoi albori e dove per la cronaca, vinse la finale con il crono di 1’57”14 (25”51 – 54”35 – 1’29”37).

Curioso infine notare che a distanza di 16 anni, anche in campo femminile, tra l’ucraina Yana Klochkova che vinse i 200 misti a Sydney 2000 con il crono di 2’10”68 e la magiara Katinka Hosszu che ha vinto a Rio 2016 con 2’06”58, c’è una differenza di circa 4 secondi, così come tra Phelps e Rosolino.

Si dice sempre che sia la frazione a rana a influire principalmente in un 200 misti, ma dal confronto fatto con le frazioni nuotate dai due campioni, probabilmente questo non è completamente esatto, in quanto anche le prime due frazioni a delfino e a dorso hanno la loro incidenza sulle gestione di gara, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione delle energie e della resistenza, nonché per il ritmo di nuotata e allo stesso tempo l’intensità dello sforzo fisico che influisce inevitabilmente anche sulla rapidità di consumo metabolico che porta l’atleta da una produzione di lattato che si aggira teoricamente tra i 6 ed 8 mmol/l nelle prime due frazioni, fino a raggiungere i valori massimali nelle successive due frazioni.

Come allenare i 200 misti
Allenarsi con ripetute ad alta intensità nei diversi stili, ma anche con un cambio di stile, per raggiungere l’obiettivo di rallentare la produzione di lattato in un 200 misti, significa aumentare la resistenza e migliorare la capacità di gestione gara, ma questo non a prescindere dall’intensità con la quale si nuotano le prime due frazioni di gara che influiranno sempre sulla rapidità con la quale l’organismo avvierà la produzione del lattato. Quindi in una fase avanzata di preparazione all’interno del ciclo di allenamento, oltre alla costruzione della gara con diverse tipologie di ripetute nei singoli stili, andrebbe nuotata anche la distanza stessa di gara e quindi ripetute da 200 metri misti, per meccanizzare la gestione più adeguata ed assimilare la distanza da performare poi in gara.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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