Il tifo nel nuoto, un rituale speciale osservato dai compagni di squadra a bordo vasca!

Oltre al singolare tifo che si manifesta sulle tribune, a bordo vasca si svolge la gara nella gara, con fischi, urla e incitamenti di atleti che accompagnano le gare dei compagni di squadra

In ogni competizione di nuoto c’è una gara che si svolge in acqua ed un’altra parallela che, dai blocchi di partenza alle tribune, dalla camera di chiamata agli spogliatoi, dà anima e corpo a quello che poi accade tra le corsie.
Il silenzio regna sovrano soltanto per pochi secondi prima del “take your marks” seguito dalla tromba che segnala la partenza, per poi lasciare spazio, in ogni stadio del nuoto che si rispetti, al boato che parte in maniera quasi contestuale ed automatica al tuffo degli atleti.

Provate ad andare ad una gara di nuoto e seguire una competizione ad occhi chiusi: i vostri sensi verranno ugualmente rapiti da cori, fischi e trombette di ogni specie e misura. Sono le gare che si giocano fuori dalla vasca!
Sono le spedizioni con i colori della propria squadra, macchie cromatiche compatte e ben individuabili sugli spalti, rappresentate dai tifosi giunti in piscina per seguire i propri amici, parenti, beniamini, ma anche negli spazi a bordo vasca dedicati alle squadre ed agli atleti stessi, che dal momento dell’arrivo in piscina, fino all’ultima batteria, sono lì, pronti a sostenere i loro compagni di squadra che sono in gara.

tifosi-italia-nuotoDagli Esordienti agli atleti della Nazionale, dai Master agli Agonisti, dal trofeo di provincia alle Olimpiadi, il tifo diventa momento topico ed immancabile in questo sport ed ha ovviamente le sue caratteristiche che lo distinguono da ogni altro. I gesti del nuoto sono infatti gli unici ad essere riprodotti anche fuori dall’acqua dal tifo. Caratteristico ad esempio, è il “fischio”, sostituito dalla voce quando il fiato lo permette, che accompagna le gare a rana scandendo i tempi di ogni bracciata, o il battito delle mani, cadenzato ed accompagnato dalle urla, che caratterizza l’ultima vasca di ogni gara fino al tocco della piastra cronometrica.

Il pathos e l’enfasi viaggiano in maniera proporzionale alla lunghezza della gara, per finire in giubilo liberatorio, assordante e pieno, nel momento in cui il tempo si ferma e le emozioni si muovono in maniera incontenibile.
Chi si trova nei pressi del bordo vasca vorrebbe lanciarsi tra le corsie pur di abbracciare il compagno che ha appena concluso la gara e aspetto ancora più bello del nuoto è che non esiste rivalità o diversità di squadra, perché il traguardo va sempre omaggiato da un sorriso, una stretta di mano e un abbraccio.
Appassionati e atleti stessi di questo sport trovano il proprio momento di espressione massima di goliardia nella preparazione e nell’organizzazione di quello che poi dovrà accadere durante le gare.

tifo-nuotoIndispensabile per il riconoscimento globale è l’identificazione tramite l’abbigliamento: i supporter devono essere individuabili al primo colpo d’occhio ed allora spazio alla fantasia con t-shirt, cappellini, striscioni e gadget che devono rigorosamente riportare i colori della squadra o della nazionale che si sostiene. Rimarrà impressa nei ricordi degli “swim addicted” la tribuna colorata del nostro tricolore agli Europei di Londra dello scorso Maggio, dove persino le telecamere inglesi vennero rapite da  uno speciale capo ultrà bionda, la sorridente Laura Letrari che incantò i cameraman londinesi con una fascia nei capelli annodata con un fiocco di misura extra large, sventolando bandiere e intonando incitamenti ai compagni di nazionale in acqua.
Impossibile non seguire l’onda emotiva e tutta la squadra, dagli atleti ai tecnici e fino agli addetti ai lavori, sciolgono la tensione urlando i nomi dei compagni in vasca.

Anche lo spettacolo dato dalle Olimpiadi di Rio rimarrà difficilmente superabile e non soltanto per le emozioni regalate dai campioni della vasca. All’Acquatic Stadium il supporto dato dai sostenitori in tribuna è stato elemento caratterizzante. Pochi ricorderanno i tempi o il numero delle medaglie conquistate, ma posso scommettere che tutti hanno versato almeno una lacrima di commozione davanti agli abbracci in diretta planetaria di Michael Phelps al piccolo Boomer, o del nostro Gregorio Paltrinieri che dopo aver conquistato l’oro nei 1500 stile libero si fiondò in tribuna dove lo aspettava la famiglia e la fidanzata Letizia, avvolti nei tricolori e disegnati per l’occasione anche sulle guance.

cofCi sono anche momenti nel nuoto in cui la gara si trasforma nella partita da giocare tutti insieme, così come accaduto ad esempio nella finale dei 200 misti o anche in quella dei 400 stile libero delle Paralimpiadi di Rio, durante le quali a bordo vasca si manifestò una vera e propria invasione italiana allestita da tecnici e atleti, quelli che formano la tua seconda famiglia e che per i propri compagni tremano, sperano, si sorprendono e poi scoppiano in lacrime, in applausi, in braccia tese verso il cielo, proprio come accaduto al trionfo di Federico Morlacchi ed a quello di Francesco Bocciardo che vinsero la medaglia d’oro!

Non ci sono limiti o barriere che possano fermare il tifo e gli incitamenti, perché il nome di Federico scadenzato al ritmo dei secondi della frazione finale a stile libero si sentivano anche oltre la cuffia, oltre l’acqua ed oltre i pensieri che impegnavano la mente dell’atleta che probabilmente senza nemmeno rendersene conto, stava mettendo la sua firma sotto la storia del nuoto.
In ogni categoria e livello del nuoto, il sostegno dei compagni di squadra è il sentirsi coinvolti e partecipi, il sapere ed il sentire sulla propria pelle le fatiche che portano gli atleti fino al podio. Il modo in cui si manifestata il tifo nel nuoto da parte dei propri compagni di squadra è un fenomeno che non si ritrova in nessun altro sport, così come in pochi altri sport troveremo rivali che si abbracciano a competizione terminata o tifosi mescolati sulle tribune. Il nuoto unisce anche da questo punto di vista ed anche questo lo rende lo sport speciale che è.

sdrIn acqua si gareggia l’uno contro l’altro ed è previsto un solo vincitore, anche se nella corsia affianco puoi trovarti colui o colei che fino a qualche minuto prima condivideva con te una camera di un albergo a migliaia di chilometri da casa. Eppure, chi gareggia sente di non essere mai solo ed oltre la consapevolezza di non farlo solo per se stesso, c’è la certezza del sostegno immancabile da parte dei compagni di squadra e allora quella medaglia al collo peserà così tanto perché porterà con sé il peso della squadra, del tuo allenatore, del tuo fisioterapista e di chi ti sostiene senza se e senza ma.

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Giusy Cisale

Giusy Cisale

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