Cesare Butini sul quadriennio concluso, «Federica Pellegrini è ringiovanita di dieci anni con l’oro dei Mondiali, resta il nostro traino»

Per il nuovo quadriennio si cerca un ulteriore salto di qualità proponendo una nuova linea, valorizzando gli Under20 portandoli alle Universiadi e ricercando un miglioramento sul comportamento della squadra alle manifestazioni mondiali. «A Budapest porteremo atleti che garantiscano almeno una semifinale, siamo una grande nazione e lo dobbiamo dimostrare»

Con i Campionati Italiani Assoluti invernali disputati lo scorso fine settimana a Riccione, un altro quadriennio si è concluso per il nuoto italiano che in questo 2016 ormai terminato, ha regalato risultati indubbiamente positivi con i successi delle medaglie olimpiche di Paltrinieri e Detti (1 oro e due bronzi), ma anche delle medaglie dei recenti Mondiali in vasca corta di Windsor (1 oro, 4 argenti e 2 bronzo) e quelle dei Campionati Europei di Londra (5 ori, 7 argenti e 5 bronzi), senza dimenticare gli Europei Juniores in Ungheria, dove gli Azzurrini hanno realizzato con 22 medaglie il secondo miglior medagliere dopo gli Europei di Praga 2009. Si può e si deve sempre migliorare però, altrimenti non si chiamerebbe sport e la Federnuoto ha appunto impostato le basi per poter fare un nuovo salto di qualità in vista del nuovo quadriennio che porterà alle Olimpiadi di Tokyo nel 2020, basi e progetti illustrati dal CT Cesare Butini che ha fatto un bilancio generale di tutto ciò che è stato l’ultimo anno e l’ultimo quadriennio per il Nuoto Azzurro.

È stata un’annata molto intensa per il nuoto italiano e tra le medaglie degli Europei di Londra e quelle delle Olimpiadi, senza dimenticarci degli ottimi risultati degli Europei giovanili, possiamo dire di essere soddisfatti o andava ricercato qualcosa di ancor meglio?
«Io direi che è stato un quadriennio positivo, perché ormai bisogna ragionare per quadrienni e quello appena concluso è stato ottimo. Se ricordiamo da dove eravamo partiti, con l’esperienza olimpica di Londra che ci mise nelle condizioni di dover ricorrere per risalire una china, possiamo dire che è stato un trand positivo e in continua crescita, durante il quale gli atleti hanno risposto sempre in maniera perfetta. Nell’ultima stagione appena conclusa, fra Campionati Europei di Londra e Olimpiadi di Rio, dove abbiamo ottenuti risultati in termini di medaglie secondi solo ai Giochi di Sydney 2000, possiamo dire che sicuramente è stato un anno positivo. Poi come hai detto tu, unendo quella che è ormai la consueta ottima performance della squadra giovanile, possiamo affermare inoltre che è stato indubbiamente un anno importante. Dobbiamo comunque non guardare solo gli aspetti postivi, perché qualcosa dobbiamo migliorare su quello che è secondo me il comportamento della squadra in generale in manifestazioni mondiali, perché dobbiamo cercare di dare un’attenzione maggiore a quelle che potrebbero essere, senza voler denigrare nessuno, le seconde linee. Loro partecipano con obiettivi diversi dalla medaglia, che possono comunque essere grandissimi obiettivi, come quello di ottenere una finale. Questi sono secondo me gli obiettivi che ci dobbiamo dare e mettere in essere delle strategie opportune per il prossimo quadriennio. È quanto abbiamo già discusso con i tecnici degli atleti per tracciare quella che dovrebbe essere una nuova linea.»

s4l_0311Nei criteri impostati per le selezioni ai Mondiali di Budapest è infatti cambiato leggermente qualcosa, in quanto non ci sarà più la seconda chance di qualifica individuale al Sette Coli, ma si dovrà ottenere il pass esclusivamente ai Campionati primaverili. Cosa si sta cercando di fare?
«Bisogna partire da un presupposto e cioè che ogni nazione deve avere dei criteri di selezione che si rapportino al proprio movimento e quindi non possiamo permetterci un trials a piazzamento come fanno ad esempio gli americani, ma un trials con tempi limite che osserviamo da anni. Analizzando quanto fatto nella scorsa stagione e confrontandomi con i Tecnici Federali, ma anche con quelli delle varie Società sportive, sono emerse alcune criticità che ci hanno indotto per quest’anno a fare alcuni cambiamenti. Tra questi, anche quelli di spostare il calendario gare dei Campionati ai primi di aprile, per poter consentire agli atleti di recuperare utilizzando le festività della Pasqua, perché è opportuno secondo noi che dopo un periodo di carico di lavoro intenso, gli atleti possano aver modo di recuperare e ricaricare le batterie per il ciclo seguente. Abbiamo anche valutato la necessità di cercare di costruire la squadra nel modo migliore e più lontano possibile dall’evento mondiale e quindi abbiamo indicato il Campionato Assoluto come unica tappa per poter centrare il pass individuale. In questa scelta, abbiamo deciso di impostare una sola tabella tempi e non più due, un pochino più soft, se soft si può definire una tabella per un Campionato Mondiale, che comunque prevede tempi limite che garantiscono almeno una semifinale.»

Quindi avremo nuovamente una selezione non facile per gli atleti.
«Non sarà una selezione facile, anche perché vivremo una stagione densa, in cui ci sarà anche un altro importante evento che saranno le Universiadi e su questo apro una parentesi. Abbiamo attivato per il nuovo anno due progetti importanti che sono il controllo dell’alta prestazione, dove vogliamo avere un supporto e un monitoraggio continuo, ma soprattutto una condivisone con i Tecnici Sociali dei loro progetti ed essere di supporto a questi progetti, integrando con la nostra attività quella già messa in atto dai club. Andremo a ricercare quindi una profonda sinergia tra le squadre e la Federazione Italiana Nuoto Settore Squadre Nazionali per quella che è l’attività di base. Inoltre abbiamo attivato il progetto Under20 che prevede un’attenzione particolare agli atleti giovanissimi che come potenzialità potrebbero essere protagonisti ai Giochi di Tokyo 2020 e per dare opportunità a questi atleti di acquisire esperienze sul campo gara, abbiamo riservato loro nelle gare olimpiche un posto alle Universiadi. Quindi quegli atleti Under20 che otterranno il tempo limite, avranno sicuramente diritto di partecipazione, questo perché riteniamo utilissimo l’utilizzo della competizione come momento di crescita agonistica per gli atleti. Abbiamo quindi cercato di ragionare a tutto tondo, non solo pensando soltanto alla preparazione, ai test e al monitoraggio tecnico, ma anche a quella che deve essere una crescita agonistica attraverso la partecipazione a competizioni importanti.»

nicolo-martinenghiPer il nuovo quadriennio si cerca quindi un ulteriore salto di qualità per il Nuoto Azzurro?
«Sicuramente si. Penso anche che quello che è uscito dai Campionati Italiani invernali, con alcuni giovani emergenti: Martinenghi con un Record del Mondo Juniores nei 50 rana pesante, una prestazione che lo piazza ad alti livelli anche Assoluti, cosa che ha confermato anche nei 100 rana, così come lo stesso Miressi nei 100 stile. Vuol dire che i ricambi ci sono e noi dobbiamo cercare di favorire la crescita di questi nuovi giovani che dovranno essere lanciati nel prossimo quadriennio.»

Ripartiamo da due medaglie nella stessa specialità alle Olimpiadi, cosa che non vedevamo da sedici anni.
«Io ho avuto la fortuna di vederle a Sydney con i 200 rana di Fioravanti e Rummolo e devo dire che a Rio sono ritornato indietro di sedici anni nel vedere le due medaglie di Paltrinieri e Detti nei 1500 stile. Speriamo che sia un nuovo inizio di quello che è stato un periodo d’oro per l’Italia del Nuoto, perché dal 2000 al 2012 siamo stati veramente tra i grandi protagonisti del nuoto mondiale.»

Sia come materiale organico che come impostazione della Federazione, sembra che le basi ci siano tutte.
«La cosa che mi piace particolarmente e che mi fa piacere far notare è che abbiamo il grande piacere di avere un atleta come Federica Pellegrini che ci ha rinnovato la sua volontà e quindi il suo sano agonismo di continuare ad essere un riferimento per noi. Lo ha già dimostrato recentemente ai Mondiali di Windsor, ma insieme a lei abbiamo anche dei giovani interessanti, sia in ambito femminile che maschile, quindi siamo sicuramente ben pronti ad affrontare un altro quadriennio e dobbiamo essere bravi a trovare tutte quelle che sono le opportunità giuste per poter crescere.»

federica-pellegriniFederica Pellegrini resta dunque un traino irrinunciabile per il Nuoto italiano?
«Sicuramente si, non credo che ci sia necessità di dire quello che Federica ha rappresentato e rappresenta ancora per lo sport italiano e per lo sport mondiale. Per noi è un esempio e deve essere chiaramente un traino, anche per fare da catalizzatore per far crescere qualcosa su Verona, per poter fare qualcosa di importante legato alla sua grande professionalità, ma anche al suo grande carisma e bravura nell’ambito di questo sport.»

Sportline-costumi-SPEEDO-640x387

Proprio in riferimento a queste cose, quanto pesa la medaglia d’oro vita ai Mondiali di Windsor?
«Innanzitutto colma una piccolissima lacuna perchè quello era l’unico oro che le mancava, però ha fatto capire anche che da una delusione forte, come quella delle Olimpiadi, si può sempre uscire. A me è dispiaciuto che sia arrivata quarta a Rio, ma bisogna ricordare che Federica è comunque un atleta che si gioca qualcosa alle Olimpiadi da dodici anni ed essere protagonisti in quattro Olimpiadi in uno sport duro come il nuoto, nel quale si avvicendano sempre grandi campioni, è sicuramente indice di grande potenzialità, ma non c’è bisogno nemmeno di dirlo perché lei lo ha già dimostrato in mille occasioni. Sicuramente questo oro le ha dato modo di ripartire con uno slancio nuovo, quasi ringiovanendola di dieci anni.»

I Mondiali di Windsor sono stato tanto discussi per la selezione minima fatta per l’evento, però i numeri del medagliere e dei risultati raggiunti hanno dato ragione alla FIN. Vuol dire che è stato bene chiamare così pochi atleti?
«Windsor è stata discussa perché tutte le novità vengono sempre viste in modo diverso, poi però noi dobbiamo comunque affrontare tutti i pro e i contro di ogni situazione. È comunque vero che Windsor ha dato risposte eccezionali, perché tutti gli atleti che sono venuti hanno risposto in modo perfetto, tutti motivati e tutti rimasti sul pezzo per sei giorni e questo è quello che noi come Federazione volevamo. È chiaro che più avanti con i Mondiali di Budapest, mettendo dei tempi limite, non è che ci fermeremo ai numeri, anche se spero che siano più cospicui di quelli di Windsor, ma spero che ci sarà comunque la stessa linea di determinazione, consapevolezza e soprattutto voglia di figurare bene a livello mondiale. È quello che noi vogliamo trasmettere con questo nuovo corso, perché abbiamo grandi atleti e una grande nazionale e dobbiamo dimostrarlo sempre.»

gregorio-paltrinieriIl ricordo più bello del 2016 che ti porterai nel cuore e il buon proposto per il nuovo anno?
«Il ricordo più bello sarà sicuramente quello dell’immagine di Paltrinieri e Detti che si abbracciano dopo le medaglie vinte nei 1500 stile. In quell’abbraccio si capisce che uno è stato l’autore della medaglia dell’altro e lavorare insieme è stato il raggiungimento di un sogno per tutti e due. L’auspicio è avere, tra Federazione Nuoto, Settore Squadre Nazionali, Tecnici Sociali e Società Sportive che rappresentano il vero motore del nostro movimento, una sinergia veramente forte che ci aiuti ad arrivare ai risultati che io spero di poter ottenere.»

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4life – All rights reserved

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine