Silvia Di Pietro la donna italiana più veloce di sempre, con la medaglia mondiale di Windsor chiude un anno d’oro!

«Fin da piccola avevo come esempio Cristina Chiuso, da sempre il simbolo della velocità rosa italiana e oggi sono fiera di aver battuto certi record»

Agli ultimi Mondiali di Windsor in vasca corta ha tenuto vive le emozioni quando ai blocchi di partenza dei 50 stile ha scritto una nuova pagina di storia del nuoto italiano riuscendo a conquistare la sua prima medaglia individuale ad un mondiale in carriera, l’argento vinto a suon di Record Italiano stabilito a 23″90. Silvia Di Pietro ha fatto la storia nella storia, perchè con questo risultato è diventata la prima donna italiana a vincere una medaglia ad un mondiale nei 50 stile ed è diventata la prima italiana ad abbattere il muro dei 24 secondi in vasca corta.
Ma non è la prima volta che la Di Pietro segna traguardi così importanti: agli Europei di Berlino 2014 è stata infatti la prima donna italiana a nuotare i 50 stile libero in vasca lunga sotto ai 25 secondi realizzando l’attuale Record Italiano con il crono di 24”84 nella finale in cui chiuse quinta e che disputò da ripescata dopo aver nuotato il nono crono delle semifinali in 25″04, ritoccando anche con quel risultato il Record Italiano. Primatista italiana anche dei 50 farfalla, nei quali ha raggiunto il massimo risultato sempre ai Campionati Europei di Berlino quando toccò la piastra a 25”78 nella finale in cui si classificò al quinto posto, un anno fa agli Europei di vasca corta di Netanya conquistò la sua prima medaglia individuale internazionale sempre nei 50 farfalla con il bronzo vinto con il crono di 25″26.
La romana doc allenata da Mirko Nozzolillo e tesserata per il Circolo Canottieri Aniene Gruppo Sportivo Forestale, ormai accorpato ai Carabinieri a partire da gennaio, rappresenta da diversi anni ormai la realtà più importante della nuova velocità femminile italiana che non trovava riscontri cronometrici e risultati così prestigiosi in campo internazionale dai tempi di Cristina Chiuso. Inoltre grazie alle sue capacità che la vedono protagonista anche nel delfino, si è tolta diverse importanti soddisfazioni anche con le staffette veloci Azzurre con le quali tra Mondiali ed Europei, in vasca lunga e vasca corta, ha vinto complessivamente tre medaglie d’oro, cinque d’argento e cinque di bronzo.

silvia-di-pietro-staffetta-mondiali-windsor-2016Il bottino che ti sei portata a casa da Windsor è stupefacente, due argenti nelle staffette 4×50 misti e 4×100 stile, un bronzo nella 4×50 stile e poi quella fantastica medaglia d’argento nei 50 stile, la tua prima medaglia individuale ad un mondiale. Che emozioni ti ha regalato il Canada?
«Emozioni bellissime! Dopo le prime due staffette mi sono resa conto di stare molto bene in acqua. È stato bello condividere con le ragazze questo grande traguardo. A seguire poi è arrivata la nota dolente del  50 delfino nei quali riponevo molte aspettative, ma purtroppo ho subito la tensione che non mi ha permesso di fare una buona gara. Per fortuna sono riuscita a riprendermi di gran lunga nei 50 stile e a portare a casa questo argento molto importante per me. Sono contenta, sia del tempo che di come ho gestito lo stress di quei giorni. Non nascondo che sono stata sorpresa dal risultato, dato che vedendo la start-list e il livello con il quale mi sarei confrontata, pensavo di avere più occasione nei 50 farfalla che nei 50 stile. Davanti a me c’erano Ranomi Kromowidjojo, Madison Kennedy e Jeanette Ottesen che non sono proprio le ultime arrivate. Il livello era davvero alto.»

silvia-di-pietro-argento-50-stile-windsor-2016Infatti come tu stessa hai detto, si è notato fin da subito una Silvia in gran forma. Con che testa sei arrivata a Windsor, ma soprattutto che tipo di lavoro hai svolto per affrontare l’impegno post olimpico?
«Dopo Rio eravamo davvero cotti, per questo abbiamo iniziato abbastanza tardi con lavori leggeri. Addirittura le prime settimane facevamo un po’ di paddle alternato al nuoto. Abbiamo lavorato molto bene nella parte a secco, mentre in acqua abbiamo fatto lavori specifici. Il mio allenatore (Mirko Nozzolillo, n.d.r.) ha un approccio particolare alla vasca corta, molto rivolto alla potenza e quindi predilige i lavori in palestra e resistenza alla velocità in acqua. In vasca corta ci sono più virate e quindi è importante concentrarsi su quel tipo di lavoro. Non è stato un lavoro lunghissimo, dato che il tempo non ce lo consentiva e poi non ero nemmeno qualificata per il Mondiale, quindi ho dovuto sfruttare l’occasione a Massarosa. Il lavoro che è stato fatto è stato breve ma intenso, ricco di qualità e che mi ha permesso di arrivare in gran forma ai Mondiali.»

silvia-di-pietroAl di là dello stato di forma che era evidentemente ottimo, negli attimi prima della partenza sei apparsa davvero decisa e sicura di ciò che volevi fare. Se dovessi fare un paragone con altre occasioni, quanto è maturata Silvia Di Pietro a livello emotivo e psicologico?
«A livello internazionale tantissimo, nonostante il fatto che in questi appuntamenti sono arrivata sempre con tensione, ma tutto ciò che potevo esprimere l’ho sempre fatto. Rispetto al passato, ora ho senza dubbio più consapevolezza nei miei mezzi. A 15 anni, quando ho fatto il mio primo Europeo in corta, chiaramente non avevo questa decisione. Ora che riesco ad avvicinarmi alle migliori c’è più consapevolezza, soprattutto in corta c’è un’approccio migliore con le gare che sono più divertenti, anche perchè ci sono più staffette. A Windsor ho dovuto decidere tra i 50 stile e i 100 delfino che erano nella stessa sessione. La stessa cosa accadde l’anno scorso agli Europei di Netanya, dove scelsi il 100 delfino che andò bene. Quest’anno ho scelto il 50 stile ed è andata benissimo. L’abitudine a gareggiare ha contribuito notevolmente alla mia crescita.»

Sei stata la prima donna italiana a scendere sotto i 25 secondi in lunga, ora sotto i 24 secondi in corta. Cosa significa per te e che responsabilità ti dà per il futuro?
«Non mi sento di avere delle responsabilità. Ho delle fibre da velocista che fanno di me un’atleta da gare brevi e veloci. Fin da piccola portavo l’esempio di Cristina Chiuso, con la quale ho fatto i miei primi assoluti a 13 anni nella stessa squadra. Ho sentito sempre una similitudine con lei che è stata da sempre il simbolo della velocità rosa in italia. Io sono orgogliosa di essere stata la prima donna a riuscire ad abbattere certi record che considero come un punto di partenza per poter migliorare ancora.»

silvia-di-pietro-europei-londraOra si guarda al futuro, il nuovo quadriennio che porterà a Tokyo 2020 è appena cominciato. Cercando di non guardare troppo avanti, l’obiettivo principale saranno i Mondiali di Budapest. Ci saranno tappe intermedie durante la tua preparazione o punti a scaricare solo ai primaverili e poi ai mondiali?
«A gennaio riprendiamo sodo con gli allenamenti e sicuramente faremo qualche tappa internazionale tra febbraio marzo. A ridosso di appuntamenti importati, fa bene misurarsi con degli atleti stranieri, dove il livello è chiaramente più alto. Per noi velocisti è molto utile gareggiare spesso, anche in fase di carico. Il primo obiettivo saranno gli Assoluti primaverili di Aprile, tappa intermedia ma importantissima, dove ci si potrà qualificare per le gare individuali ai Mondiali di Budapest. Quest’anno il regolamento è molto chiaro, possiamo qualificarci alle gare individuali solo in quella occasione. Poi per le staffette ci sarà tempo fino al Sette Colli. Ci tengo particolarmente alla staffetta veloce che è partita da zero, ma che negli ultimi due anni è diventata un quartetto sul quale si può contare. Siamo salite diverse volte sul podio fino agli ultimi mondiali in corta. Ovviamente le gare individuali sono l’obiettivo principale.»

silvia-di-pietro-assoluti-invernali-2016Sei d’accordo che si chiude un anno d’oro per te?
«Come sempre ho degli alti e bassi non solo a livello sportivo, ma anche emotivo. L’anno scorso ho dovuto combattere con una mononucleosi molto forte, ma poi mi sono messa d’impegno e sono riuscita a concludere il 2015 bene con gli Europei di Netanya. Quest’anno è andata diversamente, perchè ad Aprile non ho avuto i riscontri attesi come dalle prove intermedie che avevamo fatto. Poi c’è stato l’Europeo di Londra che è andato molto bene, successivamente l’Olimpiade che è stata un’esperienza fantastica e poi abbiamo concluso con il Mondiale in corta che è stata la ciliegina fantastica di questo anno davvero bello. E’ stato un anno intenso, ma effettivamente si, è stato ricco di soddisfazioni ed esperienze nuove. La mia prima Olimpiade e la mia prima medaglia mondiale su tutte.»

Con chi e come festeggerai il Natale e Capodanno ed a cosa brinderai?
«Il Natale lo passerò a casa con la mia famiglia, mentre dal 26 dicembre andrò in vacanza con i miei amici e Simone (Sabbioni n.d.r.). Brinderemo alla salute e alla serenità, per poi ripartire più carichi di prima fin dai primi giorni dell’anno nuovo!»

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.