Il papà di un nuotatore non è un papà qualunque, Corrado Detti spiega il perché

Il papà del campione livornese Gabriele Detti racconta oneri, gioie e difficoltà dell’essere padre di un nuotatore

Essere il papà di un atleta non è un ruolo facile. Bisogna essere un genitore attento, ma anche un consigliere, una spalla per concedere uno sfogo dopo una cocente sconfitta, un amico con cui festeggiare una esaltante vittoria, un educatore per indirizzare il proprio figlio sulla strada giusta, il primo tifoso e talvolta anche un manager fidato per trattare l’immagine dell’atleta.

Di papà impegnati a 360 gradi nel nuoto per i propri figli atleti ce ne sono tanti, ma ce n’è uno in particolare che oggi ci racconta cosa vuol dire essere un papà di un nuotatore: stiamo parlando di Corrado Detti, papà della doppia medaglia di bronzo olimpica e campione europeo in carica Gabriele Detti!

Cosa vuol dire in generale essere il papà di un nuotatore?
“Essere papà di un nuotatore non è una cosa da nulla. Quando sono piccoli speri sempre in qualcosa, che riescano a divertirsi e crescere bene in quello sport che hanno scelto, ma poi quando arrivano certi tipi di risultati pensi che stai vivendo più di quanto avessi mai sperato. A me ha sempre fatto piacere seguire Gabriele nel nuoto, l’ho sempre accompagnato con piacere in piscina e mi ha sempre divertito vederlo nuotare insieme ad altri bambini”

In che modo il ruolo diventa ancora più delicato quando il proprio figlio non è un nuotatore qualunque ma un campione della portata di Gabriele?
“Vederlo vincere sempre più gare, diventare sempre più bravo e seguire passo dopo passo la sua evoluzione, è stato bellissimo. Man mano che lui progrediva, la speranza mia e della mamma cresceva sempre di più, ma senza esternarla mai. Un genitore spera che il proprio figlio arrivi sempre più in alto possibile, ma deve avere la capacità di gestire ed educare i figli senza fargli credere che possano ottenere qualcosa dalla vita con facilità e senza farli illudere che qualcosa gli sia dovuto. Ecco, la difficoltà dell’essere un genitore di un atleta è quella. Vedere che poi ce l’ha fatta è stata una grande gioia. Pensa che quando ha fatto i 400 stile alle Olimpiadi di Rio, ho seguito la sua gara per 350 metri in apnea e non è facile”

gabriele-detti-corrado-detti-natale-2012Quali sono le cose più difficili a cui deve stare attento un papà di un campione di nuoto?
“Beh le preoccupazioni sono tante. Uno dei momenti più difficili ad esempio è stato quando lui ha deciso di partire per trasferirsi ad Ostia. Io e la madre abbiamo pensato che l’avremmo visto poche volte e quando sarebbe capitato. E’ stata dura affrontare quel momento ma abbiamo lasciato che decidesse lui serenamente. Poi con il fatto che sarebbe stato seguito dallo zio (il Tecnico Federale Morini, n.d.r.), anche se aveva solo 16 anni quando è andato via, ci ha fatto stare più tranquilli. Fortunatamente ci siamo organizzati per vederci quasi tutti i fine settimana e la cosa è stata meno dura di quanto temevamo. Non dimentichiamoci poi delle ansie che viviamo ad ogni gara, sperando che vada sempre bene. Ci sono stati momenti difficili nella sua carriera e quello che vive un genitore in quei momenti è una cosa che non si può spiegare, ma poi quando ti arrivano due medaglie alle Olimpiadi dimentichi tutto e vuoi solo gioire!”

Fortunatamente c’è anche la faccia bella della medaglia quindi. Quali sono le cose belle dell’essere il papà di un campione?
“E’ una grande soddisfazione ed un grande orgoglio. Io e la mamma siamo tranquilli perchè ci rendiamo conto che lui sta facendo tutto quello che ha voglia di fare più che volentieri e che lo diverte, per cui stiamo bene anche noi. Dopo la salute che è la cosa più importante, vedere un figlio che ha successo nella vita è la cosa più bella che possa capitare ad un genitore”

Se dovessi scavare tra i ricordi, a quale sei più affezionato guardando al percorso fatto con Gabriele dalle sue prime vasche in piscina ad oggi?
“Ricordo un episodio in particolare di quando lui aveva otto anni. Ebbe un brutto incidente che lo tenne lontano dal nuoto per un pò di tempo e quando ritornò in acqua ci fu un grande applauso di tutti i suoi compagni di allenamento. Ecco, quel momento fu per me e la mamma molto emozionante. E’ lì che Gabriele cominciava la sua escalation”

gabriele-detti-corrado-detti-2013In che modo pensi di averlo aiutato in tutti questi anni di nuoto?
“In tutti questi anni lo abbiamo aiutato innanzitutto portandolo tutti i giorni in piscina – risponde sorridendo Corrado – Abbiamo cercato di aiutarlo come deve fare un genitore, incoraggiandolo, ma permettendogli di costruirsi il suo carattere e quando c’è stato bisogno, lui ha saputo prendere le sue decisioni con grande maturità”

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Quale è stato invece il momento più bello da vivere con lui? Quello in cui ti sei sentito felice di aver fatto tanti sacrifici per fargli vivere il nuoto in un certo modo?
“Sicuramente quando è tornato da Rio è stata una gioia enorme riabbracciarlo. Con quelle medaglie lui si è ripagato di tanti sacrifici e anche tante sofferenze che ha dovuto vivere, quando ad esempio ha dovuto seguire i Mondiali di Kazan dal divano di casa insieme a noi. Prendersi un certo tipo di rivincite, è stato per noi genitori una gioia grande. Per un genitore vedere che il proprio figlio gioisce dove non aveva potuto in precedenza, è il massimo, è meraviglioso! Ricordo che quando è tornato da Rio abbiamo fatto una grande festa. Quando tornò, Gabriele venne a trovarmi sul posto di lavoro e anche lì abbiamo festeggiato con i miei colleghi e devo dire che è stato bellissimo, il massimo della gloria per un genitore!”

gabriele-detti-papà-mammaSe potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa di tutto quello che hai fatto per Gabriele?
“No, non cambierei nulla, rifarei tutto uguale e se potessi farei anche di più. Ho sempre cercato di dare tutto me stesso per permettere a Gabriele di fare quello che voleva fare nel migliore dei modi e spero di esserci riuscito bene”

Se oltre alla festa del papà oggi fosse anche la festa del figlio, cosa diresti a Gabriele?
“Premesso che per me la festa dei figli è tutti i giorni, gli augurerei di esprimersi al meglio fin quando ha energie e voglia di fare e di prendersi il più possibile dall’amore che nutre per il nuoto”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine