Il ruggito della leonessa Chiara Vellucci, dalla piscina alle Acque Libere!

La romana allenata da Gianluca Cacciamano è la prima paralimpica di classe S5 a nuotare con successo in Acque Libere

Tre settimane fa si è resa protagonista di un’autentica impresa diventando la prima atleta di classe S5 a partecipare ad una gara in Acque Libere in occasione della tappa del Campionato Italiano Paralimpico FINP Open Water disputata ad Anzio su un percorso in mare da 2 km, ma l’estro di Chiara Vellucci non esce fuori dal nulla.

L’atleta 20enne della SS Lazio Nuoto proveniente dallo storico gruppo del Santa Lucia, nuota a livello agonistico da quando aveva dodici anni, percorso intrapreso in piscina per caso. Ha cominciato infatti perché i genitori di quello che oggi è un suo compagno di squadra, l’avevano vista nuotare ed hanno pensato di presentarle Riccardo Vernole, oggi CT della Nazionale Azzurra di Nuoto Paralimpico. Da lì è nato tutto.

“Romana de Roma”, Laziale di fede calcistica per Chiara che frequenta il primo anno di Economia e che ha una disabilità che si chiama paraparesi agli arti inferiori dovuta a ipossia perinatale, condizione che dunque vive dalla nascita.
Senza dubbi è lei “L’atleta Paralimpico del Mese” scelta per luglio, Rubrica nata dall’idea di Giada Lorusso, responsabile Stampa della FINP, promossa anche grazie all’intesa e collaborazione che da ormai tre anni esiste tra questa Testata Giornalistica e la Federnuoto Paralimpica.

Passare dalla piscina alle acque libere non è uno scherzo, quindi partiamo subito dall’esperienza fatta ad Anzio. Era la tua prima volta?
“Si esatto, era la mia prima volta in acque libere”

Chi ti ha convinto a fare questa gara?
“Era iniziato un periodo in cui ho fatto gare sostanzialmente ogni week end.. tra triathlon e nuoto.. al mio allenatore sembrava un buon modo per allenarmi e allora pronti via,abbiamo tentato. Inoltre giocavamo in casa e questo mi ha convinto a partecipare, sapevo sarebbe diventata una festa più che una gara”

chiara-vellucci-triathlonTriathlon? Quindi non Anzio era la primissima volta in acque libere?
“Era la prima volta in una gara prettamente in Acque Libere, ma non la primissima volta in assoluto perché ho già disputato alcune frazioni in acque libere in occasione delle poche gare di Triathlon fatte quest’anno. Proprio in vista del percorso che ho deciso di intraprendere quest’anno nel Triathlon, ho deciso di disputare la gara di Anzio come tappa di avvicinamento ai prossimi impegni. Quest’anno mi sono dedicata al Triathlon e ho capito bene la differenza tra piscina e lago, o mare e ancora non sono affogata!”

Sei quindi agli inizi di questo nuovo percorso, diverso dalla piscina. Come mai hai deciso di provare anche le acque libere e una dura disciplina come il triathlon oltre alle gare in vasca?
“La storia della squadra romana di nuoto paralimpico la conoscono tutti ormai: abbiamo problemi con gli spazi acqua da un paio di anni e allenarsi due volte a settimana non mi entusiasmava. In conseguenza alla mia voglia di allenarmi tutti i giorni è nata l’idea di provare il Triathlon”

chiara-vellucciSembra sia stato un ragionamento facile insomma
“Facile no, perché sono passata nuovamente da niente a tutto, ma è questo che mi piace e poi due allenamenti a settimana erano veramente pochi”

Come sono state le precedenti esperienze di Triathlon invece? Sia per quanto riguarda il nuotato che il resto della competizione su strada
“A livello nazionale sono andate bene, ogni gara sembra davvero una festa. Sono invece dispiaciuta per le esperienze internazionali, dove ho, come si dice in gergo, “scatenato”. Sono agli inizi e ho solo da imparare, anche per quanto riguarda la prima frazione, dove posso migliorare sicuramente per quanto riguarda direzione e orientamento. Dettagli fondamentali nelle open water”

chiara-vellucci-S4L_9225Tornando ad Anzio invece, come hai vissuto l’esperienza? Ti saresti aspettata di fare la gara come l’hai fatta e con il risultato che sei riuscita ad ottenere?
“In realtà non mi aspettavo di farla nemmeno la gara. Avevamo visto il mare il giorno prima e sembrava veramente mosso e non essendo esperta non mi sarei tuffata in quelle condizioni. Poi invece hanno deciso di spostare la gara in una parte di mare più riparata, dove le condizioni erano buone e quindi siamo partiti. È stata un’esperienza fantastica perché ogni volta che ci muoviamo insieme tra compagni di squadra è sempre una gioia. I miei compagni esperti e maturi del settore open water mi hanno fatto davvero divertire e a quel punto, quando ti trovi così bene in un contesto, il risultato passa in secondo piano. Sono comunque molto soddisfatta anche del tempo. Era la prima nuotata in mare avendo provato precedentemente solo il lago, e resistere nella parte di ritorno, quando si alzava il vento, mi ha dato molta soddisfazione”

So che la preparazione a questo tipo di appuntamenti, così come quella in vasca, è curata da Gianluca Cacciamano. Come valuti il rapporto che hai instaurato con lui in questi anni?
“Lui ci ha messo l’anima, davvero, con ognuno di noi. Sappiamo che vorrebbe darci di più ma con gli spazi acqua limitati fa d’avvero miracoli e questo gli va riconosciuto. Il nostro rapporto sta crescendo, ho molta fiducia in lui. Lo ritengo molto adatto al tipo di preparazione che mi serve e spero di poterlo ripagare con risultati che ci facciano sorridere”

chiara-vellucci-S4L_0676Cosa vorresti fare da grande?
“L’atleta – risponde Chiara con uno dei suoi ricchi sorrisi – Seriamente, sono una persona molto concreta: Sto facendo l’Università presso la Facoltà di Economia e quindi mi piacerebbe poter fare un lavoro in quell’ambito e poi potermi dedicare anche allo sport, magari nel pomeriggio. Sto seriamente pensando di diventare allenatrice e non vedo l’ora che esca il corso FINP perché per quello FIN c’è bisogno della piena funzionalità dei quattro arti. Mi vorrei formare in maniera seria per poter essere di aiuto al coach Cacciamano”

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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