Osteopatia, il metodo moderno per curare gli infortuni tipici del nuoto

Complementare alla medicina tradizionale, l’osteopatia può intervenire con efficacia sull’Infortunio, sul recupero funzionale ma anche per prevenire

“La spalla del nuotatore” di cui si è già parlato nello specifico su questo Magazine – clicca qui per leggere l’articolo – è una delle cause principali per cui moltissimi nuotatori abbandonano o diminuiscono notevolmente la frequenza degli allenamenti dello sport che amano. Spesso l’esordio è tipico di una patologia infiammatoria riguardante la cuffia dei rotatori che se trascurata può evolvere fino alla lesione muscolare. Ciò è molto frequente in tutti gli sport denominati “over head”, nei quali si deve portare ripetutamente il braccio al di sopra della testa.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando facciamo due conti riguardo l’ipotetico impegno di un nuotatore di stile libero, o crawl, spesso la maggior parte dei nuotatori master che popolano tutti i giorni le piscine italiane.

Ipotizzando un allenamento in vasca da 25m, 12 bracciate per vasca e 2 chilometri di allenamento, il nuotatore sottoporrà la propria muscolatura a 960 bracciate. Con una frequenza di 3 allenamenti a settimana alla fine del mese si sarebbero compiute circa 11.500 bracciate e quindi oltre 130.000 in un anno. Questi numeri ipotizzati per difetto confermano quanto un nuotatore sfrutti le proprie spalle e come sia facile e frequente dover fronteggiare dolori relativi a questa zona.

Questi dolori possono essere grossolanamente ricondotti a due motivi:

  • i muscoli delle spalle del nuotatore devono sopportare un enorme stress, superiore a quello di qualsiasi altro gruppo muscolare del corpo umano dovuto alla ripetizione del gesto tecnico, che in qualsiasi sport, comporta maggior “usura” della zona utilizzata per compierlo;
  • il tono della muscolatura “superficiale” non è supportato adeguatamente da quello dei muscoli “profondi” che rivestono il compito fondamentale di stabilizzare la spalla durante il gesto tecnico. È questo squilibrio, associato al passare del tempo e quindi delle bracciate, a portare infortuni a carico della cuffia dei rotatori.

free-caleb-dressellLa cuffia dei rotatori, costituita dai muscoli sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo, ha come compito principale il mantenimento della testa dell’omero nella cavità glenoidea della scapola. Quando, per perdita del tono o trofismo muscolare, questa azione non è più possibile, la stabilità viene a mancare e la spalla si atteggia in anteposizione.
In questo modo, durante la bracciata, il nuotatore proietta in avanti la spalla anteposta causando l’urto della testa dell’omero con l’acromion e quindi il conflitto con il tendine del muscolo sovraspinato. L’irritazione cronica di questo muscolo può causare borsite subacromiale ed infiammazione. Se nonostante il dolore l’attività viene protratta nel tempo, la situazione può evolvere in periostite e lesione muscolare del tendine stesso o di quei muscoli che intervengono in aiuto del sovraspinato, con maggior frequenza il capo lungo del bicipite.

In fase iniziale il dolore si manifesta quando si eleva il braccio sopra la testa o quando lo si spinge in avanti con forza. Successivamente può manifestarsi anteponendo il braccio per stringere le mani. L’adduzione completa ad incrociare il petto causa un forte dolore mentre l’abduzione dell’omero è spesso limitata. Inizialmente il dolore è riferibile al movimento ma se trascurato può evolvere fino a dolore notturno persistente e difficilmente calmabile farmacologicamente.

È in questo ambito che può intervenire in aiuto del nuotatore l’osteopatia, in qualità di disciplina diagnostica e terapeutica complementare alla medicina tradizionale. Attraverso tecniche manuali si dimostra efficace la prevenzione, valutazione ed il trattamento di una moltitudine di disturbi, sia muscolo scheletrici che viscerali, mediante un approccio rivolto all’intera persona.
L’osteopata osserva ogni funzione e parte del corpo in quanto ognuna di essa può contribuire a manifestare il dolore e per questo motivo spesso può agire su territori distanti dal sintomo per ripristinare un corretto equilibrio corporeo. Questo nuovo equilibrio fornirà al corpo maggiori energie da investire nel processo di guarigione.

swimming-freestyle-caleb-dressellL’osteopatia nel nuoto può quindi intervenire in differenti fasi:

  • Infortunio, ovvero la fase “acuta” del problema – l’intervento manipolativo sull’atleta permette di accelerare notevolmente la fisiologica tempistica di ripristino di una normale funzionalità̀ fisica. Nel caso della “spalla del nuotatore” ripristinare un corretto posizionamento dell’omero all’interno della glena permette di: ripristinare una corretta biomeccanica e fisiologia articolare, eliminare la causa del processo infiammatorio e migliorare il circolo fluidico della zona interessata. Tutto questo può tradursi in una diminuzione dei tempi di recupero dall’infortunio e l’evitamento di recrudescenza della patologia;
  • Recupero Funzionale – attraverso l’osteopatia si può recuperare la corretta “biomeccanica” del corpo e quindi eseguire un gesto tecnico preciso e funzionale. Questo, essendo alla base di una buona coordinazione muscolare, porta ad una riduzione del dispendio energetico e quindi ad un migliore rapporto sforzo/resa. È evidente come tutto ciò si possa tradurre in migliori prestazioni natatorie e tempi di recupero ridotti. In altre parole l’atleta avrà minore possibilità di recidiva e re-infortunio;
  • Prevenzione – evitare infortuni e recidive, oltre ad un risparmio economico significativo, si può̀ tradurre in una maggior longevità̀ atletica. In questo ambito è da sottolineare come la comparsa di dolore sia già l’espressione di un disequilibrio corporeo e quindi di una situazione stressante a cui il corpo non riesce più a compensare. Sottoporsi a qualche seduta di controllo durante l’anno, o durante la stagione agonistica, può rappresentare una scelta vincente.

Alessandro-Bettin-Osteopata-FisioterapistaConsulenza osteopatica: potete contattare i centri di consultazioni osteopatiche di Padova o Verona presso la scuola di Osteopatica Eiom contattando il numero 049.9360359 (Padova) o il numero 045.8900388 (Verona).

Relatore articolo: Dr. Alessandro Bettin Osteopata D.O. – Fisioterapista / European Institute for Osteopathic Medicine – Scuola di Osteopatia dal 1993
Laureato in Fisioterapia presso l’Università di Padova, consegue poi: diploma di Osteopata D.O. presso la scuola E.I.O.M di Padova, Master di I Livello in Posturologia all’Università “La Sapienza” di Roma e attestato di “Esperto in Valutazione e Recupero Funzionale del Sistema Cranio-Cervico-Mandibolare”. Membro del ROI e docente presso la scuola di osteopatia EIOM. Da anni concilia la sua passione per lo sport, la medicina e la prevenzione lavorando con atleti e società sportive.
Riferimenti: mail ale.bettin@gmail.com – Telefono: 348/0805723.

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1 Commento

  1. La parte del recupero funzionale spetta al fisio non Osteo. Infatti la persona ha entrambe le facoltà.

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