Fabio Scozzoli riparte a 29 anni da Budapest per una seconda giovinezza

“Grazie a Peaty il livello della rana è salito in maniera incredibile, la nascita di un fenomeno del genere ha stimolato a cercare nuove tecniche di nuotata e di allenamento, soprattutto a secco e io posso ancora migliorare”

Un calvario durato quattro lunghi anni, quello percorso da Fabio Scozzoli dopo il noto infortunio al ginocchio accaduto poco dopo i Mondiali di Barcellona 2013, una via Crucis terminata finalmente nella stagione da poco messa alle spalle e in un modo che forse nessuno si aspettava.
Il Record Italiano siglato nella finale Mondiale dei 50 rana è forse l’evento più significativo della rinascita dell’atleta romagnolo, 29 anni compiuti lo scorso 3 agosto, pronti a vivere una seconda giovinezza al termine di una stagione incredibile, costruita su quel 27”33 nei 50 rana e 1’00”12 nei 100 rana nuotati agli Assoluti, entrambi alle spalle dell’imprendibile Nicolò Martinenghi, che gli hanno permesso di giocarsi il suo terzo Mondiale in carriera.

A Budapest tutti aspettavano forse più Martinenghi che Scozzoli. Il giovane prodigio Azzurro aveva sfiorato il Record Italiano nei 100 rana proprio agli Assoluti ed era diventato il primo italiano a nuotare sotto i 27 secondi nei 50 rana, ma il buon Fabio ha saputo aspettare il suo momento.
Il primo esame Mondiale a Budapest lo sostiene nei 100 rana che lo vedono 18esimo, fuori dalle semifinali, tornando però a nuotare tre anni dopo sotto il minuto chiudendo in 59”58.
L’apoteosi veramente inaspettata arriva nei 50 rana in cui Scozzoli offre una escalation spettacolare: 27”04 nelle batterie che vale il personale assoluto dopo quel 27”17 che nel 2011 a Shanghai gli aveva regalato l’argento mondiali, 26”96 in semifinale che è la prima volta sotto i 27 secondi e 26”91 in finale che vale il nuovo Record Italiano ed il sesto posto!

Adesso la stagione in vasca corta è ormai alle porte e dopo gli Assoluti invernali attesi ad inizio dicembre in vasca da 25 metri, culminerà con gli Europei di Copenaghen ai quali Scozzoli, che è già qualificato, può puntare sicuramente al podio, soprattutto nei 50 rana in cui in questo momento è il primo della stagione con il 25”77 segnato in World Cup, nuovamente sotto i 26 secondi dopo tre anni ed a 5 centesimi dal personale del 2014.

La prima domanda che viene da fare è sul quel Record Italiano infranto nei 50 rana in cui a 29 anni hai nuotato per la prima volta sotto i 27 secondi. Te lo aspettavi?
“Sono sincero e devo dire di no. Ho sicuramente lavorato tanto per la velocità e quindi facendo lavori di forza in palestra ed ho lavorato più sulla prima vasca dei 100 rana, proprio perché negli anni scorsi è mancata proprio la velocità ed il riuscire a passare con facilità i primi 50 metri velocemente. Abbiamo quindi deciso di ripartire cercando di ritrovare proprio la mia velocità di base e già agli Assoluti di aprile era andata bene ed ero soddisfatto. Il Mondiale però ha finalmente portato i frutti del lavoro svolto per tutta la stagione. Sul crono sono rimasto già sorpreso di quanto fatto nelle eliminatorie del mattino, seppure mi sentivo bene. I tempi certamente non cadono dal cielo ma non puoi mai sapere come va una gara e quindi per me è stata una piacevole sorpresa”

nicolò-martinenghi-fabio-scozzoliTi aspettavi di arrivare al Mondiale di Budapest e fare meglio di un Martinenghi che è molto più giovane di te e che aveva già dimostrato di avere grandi potenzialità?
“Beh lui è fortissimo, quindi è il mio avversario numero uno in casa e questo è bello perché possiamo confrontarci spesso durante la stagione. Ovviamente io ero lo sfidante, quindi per me è stato bello ritrovarmi così competitivo al Mondiale e il fatto di essere arrivato a questi livelli mi dà anche la consapevolezza di potermi battere ad armi pari con lui già dalla prossima stagione, almeno per i 50 rana, mentre per i 100 c’è ancora tanto lavoro da fare”

Facciamo adesso una considerazione sui 50 rana riguardando gli ultimi sei anni: ai Mondiali di Shanghai 2011 vincesti l’argento con un tempo più alto di quello che hai fatto a Budapest che è valso “solo il sesto posto”. Il livello della rana si è alzato in maniera incredibile?
“Si, con il tempo che ho fatto a Budapest avrei vinto a Shanghai! Diciamo che il livello si era alzato molto già allora se guardiamo gli anni precedenti, ma adesso è proprio un altro stile. Ricordo che quando a Shanghai nuotati i 100 rana in 59”4, era la quarta prestazione di sempre al mondo, ma oggi questo crono non basta nemmeno per entrare in finale. Grazie a Peaty il livello della rana è salito in maniera incredibile. C’è sempre da imparare e sicuramente la nascita di un fenomeno del genere ha stimolato a cercare nuove tecniche di nuotata e di allenamento e soprattutto, credo, nuove tecniche di allenamento a secco. Se guardiamo un Kitajima, faceva i 100 e anche i 200 rana, mentre invece ora i 100 sono una gara prettamente per velocisti e sono pochissimi gli atleti che riescono ad essere competitivi in entrambe le distanze. Questo perché Peaty ha portato i 100 rana ad una frequenza di nuotata e una potenza espressa nell’acqua che non si poteva nemmeno immaginare fino a dieci anni fa e questo ovviamente ha portato tutti gli atleti ad allenarsi su questa strada”

fabio scozzoli mondiali budapest 2017Arrivati ad oggi, pensi di poter limare ancora i 50 rana per poter dire di nuovo la tua a livello Mondiale o visti i risultati di Budapest senti di poter competere per un podio solo in ambito Europeo?
“Ovviamente penso di poter limare qualcosa perché questi risultati vengono da solo un anno di allenamento in una certa direzione. Sono convinto che a 29 anni la forza fisica di un atleta possa ancora aumentare e se si va in questa direzione, credo di avere ancora margini di miglioramento”

Dopo tutto quello che hai passato negli ultimi quattro anni dopo l’infortunio e con le difficoltà a riprendere la tua nuotata, quanto vale ciò che ha realizzato ai Mondiali di Budapest e chi senti di ringraziare per i risultati conseguiti?
“Mi sento di ringraziare tutti quelli che hanno lavorato con me in questi anni, perché ho fatto delle scelte sbagliate dopo l’infortunio, ma che sicuramente rifarei perché erano necessarie, come ad esempio quella di andar via da Tamas dopo i Giochi di Londra perché si era spostato a Verona e troncare del tutto il rapporto dopo i Mondiali di Barcellona 2013 perché avevo bisogno di qualcosa di nuovo. Ho fatto le scelte che dovevo fare e anche se non hanno dato i loro frutti, sono convinto che hanno arricchito il mio bagaglio culturale e tecnico. Oltre tutto ho conosciuto tanti atleti nuovi e queste sono esperienze che ti formano non solo come atleta ma anche come uomo. Molte delle cose che ho imparato anche in Austria mi aiutano tutt’oggi, ma è chiaro che quando sono tornato ad allenarmi con Tamas che è stato la base di tutti i miei successi fino al 2013, mi sono ricomposto. È stato importante l’anno scorso nuotare con Toniato e Pizzini a Verona e altro e tanto importante avere il mio rapporto tecnico con Cesare Casella, insieme al quale abbiamo trovato la quadra della situazione dopo tanti anni”

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fabio-scozzoli-swimming-european-championships-londonEri quasi diventato un enigma per gli allenatori!
“Si è vero, sono stato con i migliori allenatori del mondo e non è stato facile e invece con la tranquillità di lavorare a casa e anche grazie al supporto del mio preparatore atletico Massimo Mari, sono riuscito ad ottenere quello che ho fatto a Budapest”

So che sei uno che non guarda mai il passato, ma la domanda è d’obbligo dopo i risultati di quest’anno: ti sei mai chiesto se non avessi avuto quel maledetto infortunio, oggi dove saresti?
“Queste sono domande che si pone mia madre, non io – risponde sorridendo Fabio – Non so quante volte me lo son sentito dire, ma la vita è andata in quel modo, mi ha dato tante altre cose e mi ritengo una persona e un atleta molto fortunato nonostante abbia avuto un grave infortunio. È chiaro che la mia carriera si è interrotta nel momento più alto, ma personalmente pochissime volte mi sono fatto questa domanda e comunque senza darmi mai una risposta”   

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine